Pubblicato il 13-02-2010 17:26
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L’imprenditrice delle “Valentine”

Era un’americana dell’800 la prima “stilista” dei bigliettini d’auguri commerciali dedicati agli innamorati

L’imprenditrice delle “Valentine”
Le celebrazioni della festa dedicata all’amore e prima ancora alla fecondità, hanno le loro origini molto in là nel tempo, si dice che risalgano ai riti detti Lupercalia diffusi nell’antica Roma. La tradizione più attuale di scambiare a San Valentino biglietti d’auguri è sorta invece in Inghilterra a partire dagli inizi dell’Ottocento, ma si deve ad Esther Howland, americana del Massachusetts, l’idea della diffusione industriale dei messaggi d’amore: è lei la “stilista” delle prime Valentines commerciali. Figlia di un cartolaio di Worcester, Miss Howland è vissuta tra il 1828 e il 1904. Era il 1850 quando ha avuto l’intuizione creativa di importare carte, pizzi e merletti dal Regno Unito per creare le prime cartoline commerciali per gli auguri amorosi e a soli 22 anni, imprenditrice in epoca vittoriana è bene sottolineare, ha creato il celebre American Valentine, un bel bigliettino d’altri tempi, ora diventato anche oggetto di collezione, decorato con cherubini, cuori e frasi amorose. Subito l’idea si è rivelata vincente ed è divenuta in breve un vero affare, tanto che nel febbraio 1850 Esther ha dovuto inserire un annuncio nel quotidiano della sua città, “The Daily Spy”, alla ricerca di personale per la sua bottega ancora artigianale. L’impresa alla fine le fruttò moltissimo denaro e il riconoscimento dell’Esther Howland Aware da parte della Greeting Card Association, il suo ricordo è ancora vivo nelle terre che le hanno dato i natali. Esther non potrebbe nemmeno immaginare che attualmente il biglietto scritto a mano è stato spodestato da miriadi di gadgets e di greeting cards, cioccolatini, peluche, ciondoli, chiavette, lucchetti e attrezzi più da lupanare che da “innamoratini di Peynet”. Lei piccola imprenditrice dell’’800 non crederebbe ai suoi occhi di fronte al business degli eventi legati al festeggiamento mondano di San Valentino, ma i tempi sono davvero cambiati. Chi si ricorda più del resto “Valentino vestito di nuovo come le brocche dei biancospini... ”.

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