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Pietro Mancuso, un sogno dirompente

A Treviso, dal 7 al 28 febbraio, la mostra dell’artista veneto, pittore dell’inconscio

Pubblicato il 27-01-2010
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E’ dedicata all’artista veneto Pietro Mancuso (Valdobbiadene, 1944) la mostra che Itaca Investimenti d’Arte organizza a Treviso, con il patrocinio del Comune, negli spazi di Casa Robegan – Ca da Noal, dal 7 al 28 febbraio 2010. “Pietro Mancuso, un sogno dirompente” è curata da Mario Guderzo e Ennio Pouchard ed è la più importante esposizione mai realizzata sull’artista, con dipinti e sculture della sua lunga carriera. Si tratta di un’occasione unica per approfondire il percorso di un artista significativo di questi ultimi decenni, interprete moderno di un “simbolismo silente”. Nella sua opera ha rielaborato le avanguardie europee e i grandi maestri della tradizione veneta, passando dal primo momento figurativo e naturalista, basato su una visione “reale” del mondo, ad un dialogo esasperato con la propria interiorità. Nei suoi quadri, si rileva un suggestivo intreccio di espressionismo metafisico-surreale, oggi tradotto in una pittura dell’inconscio di fortissimo lirismo emozionale e di autentiche esplosioni figurative.
In mostra è disponibile la monografia dell’artista recentemente pubblicata da Giorgio Mondadori.

Pietro Mancuso

Pietro Mancuso ha frequentato i corsi di disegno, pittura e scultura sotto la guida di MarioDe Biasi dal quale apprende non solo le più avanzate tecniche espressive, nonché la conoscenza di antichi procedimenti in campo pittorico. La sua presenza a Basilea e successivamente a Rotterdam favoriscono l’approfondimento delle avanguardie artistiche europee. Risalgono al 1964/1965 le esposizioni a Breda e a L’Aja. Dopo un lungo periodo di autoanalisi accompagnato da Giuseppe Mazzariol, docente di Storia dell’Arte all’Università di Venezia, riprende l’approccio con l’arte concentrando la sua attenzione sui grandi maestri del Rinascimento ai quali si accosta non solo con lo studio, ma anche con l’interpretazione mediata da Renato Borsato e Mariano Missaglia. Dopo l’attenta frequentazione ai corsi di disegno dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, proprio sotto la guida di Renato Borsato, e di Storia dell’Arte con il prof. Mariano Missaglia, approda così alla visione dei grandi maestri del Simbolismo e dell’Espressionismo. Ha rinnovato così la sua “maniera” di approccio all’arte della pittura, della scultura e del disegno. Un senso di evoluzione metamorfico che è diventato sempre più lucido, duro ed ossessivo. Il cangiantismo lo ricorda ricco di una carica simbolica, metafisica, stranita che si immerge sempre di più verso l’introspezione onirica. Cogliere frontalmente la realtà vuol dire per Mancuso aprirsi ad una pittura ricca di verità interiore.

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