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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Umanica. Uno sguardo a uomo e futuro, con Dif.fusione
Chiusura domenica 9 novembre, per l'interessante mostra di opere di Franz Chi in Chiesetta dell'Angelo
Pubblicato il 03-11-2025
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Sarà visitabile fino a domenica 9 novembre, alla Chiesetta dell’Angelo, la mostra Umanica, allestita dall’associazione culturale bassanese Dif.fusione.
Protagoniste dell'esposizione alcune opere di Franz Chi, artista padovano, in dialogo tra presente e futuro, tra tecnologia e corpo e mente umani.
Crossmedia artist, Franz Chi partecipò con alcune sue creazioni anche a “Tessere”, collettiva organizzata da Dif.fusione ospitata nel corso dell’estate 2024 nella Chiesa di San Giovanni.
l'artista Franz Chi alla Chiesetta dell'Angelo, per Dif.fusione
Ad accogliere al centro dell’edificio una figura in ginocchio, disperata o penitente, che si copre gli occhi: un uomo costruito con una rete azzurroverde, o imbrigliato in essa, attorniato da foglie, edera e magnolia. A tenerlo al guinzaglio, o ancorato con una sorta di cordone ombelicale, un volto dalla foggia classica e dalle dimensioni imponenti, l’espressione del tutto indifferente, che si scopre avvicinandosi rappresentare Moloch. Datazione dell’opera, 2025: ora.
Nei dintorni, altre opere con aspetto “umanico” realizzate in terracotta dipinta, materiali sintetici e parti metalliche evocanti elementi classicheggianti e immaginario di matrice letteraria, o cinematografica, o il mondo dei fumetti. Torso e ali d’acciaio per una Nike targata 3423; una coppia di umanoidi alla Philip Dick, maschio e femmina, che si accarezzano dolcemente; un trio di dee-muse (476) le cui ombre si stagliano su pannelli bianchi; crani con il cervello scoperto intenti a interagire con congegni futuristici, o neanche tanto.
Franz Chi ha spiegato che i pezzi metallici che compongono le opere sono materiali di recupero, o comunque di uso comune, mutuati da ricambi industriali. Aleggianti, immagini che fanno andare la mente a scene di Edward mani di forbice inframezzate da contesti legati alla moda, ai manichini perfetti da esposizione: le creature femminili sono tutte anonime e dalle forme ideali, a dichiarare un’utopica visione dell’armonia incarnata nel corpo di donna.
La datazione delle opere non è casuale, se Il mondo ai tuoi piedi dichiara l’anno 1250 a.C.,Un nuovo mondo è datata 1492; a Exodus è attribuito il 1945.
L’allestimento, con i suoi chiaroscuri e i giochi di luce costruiti con sapienza, esalta forme reali e illusione. Integrata alla visita, è presente una colonna sonora a tratti di matrice berlinese underground, che ha nei toni e negli intenti il turbamento. La vocazione a lasciarsi turbare è strettamente personale: di fronte a immagini come queste, dove la macchina è parte dell’uomo e potrebbe sostituirsi anche in tutto a sue espressioni e funzioni, si può provare preoccupazione, o semplice curiosità. La natura morta che fa la sua apparizione nell’ex luogo di culto accogliente la mostra è indifferente — tutto sommato lo è anche quella viva, rispetto ai nostri progetti più o meno partecipati per l’immediato futuro.
L’arte contemporanea, come sempre è intesa nei progetti di Dif.fusione, fornisce occasioni per esercitare il pensiero, creare contesti di espressione personale, invitare all’ascolto e al dialogo: questa mostra aggiunge un altro tassello (o tessera) al progetto, e conferma propositi e intenzione.
La mostra, che dal giorno dell’inaugurazione, lo scorso 16 ottobre, ha accolto molti visitatori, rimarrà aperta nei giorni di sabato 8 e domenica 9 novembre, dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. L’ingresso è libero.
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