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Laura VicenziLaura Vicenzi
Giornalista
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Teatro

In scena Bestiario idrico, di Marco Paolini

Lunedì 15 settembre, Operaestate chiude il programma estivo del Festival con uno studio d'autore che indaga il rapporto tra uomo e acque, in prima nazionale

Pubblicato il 14-09-2025
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Ultimo atto per Operaestate Festival Veneto: l’evento conclusivo del cartellone si terrà lunedì 15 settembre a Villa Angaran San Giuseppe, con lo spettacolo Bestiario Idrico–Studio per un racconto.
Scritto e interpretato da Marco Paolini insieme a Giulio Boccaletti, lo studio è coprodotto da Jolefilm e Teatro Stabile del Veneto–Teatro Nazionale. L’idea nasce da un'immagine che fa da riscontro: tutti viviamo in riva al mare. Da qui prende forma un “bestiario idrico” che intreccia racconti, memorie, storie locali e riflessioni globali, per indagare il rapporto tra acqua e comunità, tra terra e società. Si tratta di un laboratorio di immaginazione che Paolini sviluppa da tempo con la sua “Fabbrica del Mondo”, progetto collettivo che coinvolge studiosi, artisti e cittadini per cercare di prefigurare un futuro diverso da quello che si prospetta nel presente.

Marco Paolini

Attore, autore e regista, Marco Paolini è una delle voci più autorevoli del teatro civile italiano. Dai suoi esordi fino ai noti “Album” e ai lavori più recenti, Paolini ha attraversato la storia italiana raccontando mutamenti sociali e culturali, usando dialetti, poesia e narrazione collettiva per mettere in scena il cambiamento.
La sua attenzione per il paesaggio e le mappe, per i viaggi e i luoghi, trova nel ciclo dei Bestiari e in questo nuovo studio sull’acqua una declinazione urgente e contemporanea, data l'emergenza climatica in atto.
Lo spettacolo, dunque, esplora il legame profondo, e spesso conflittuale, fra uomo e acqua: i fiumi che in Veneto scorrono paralleli verso l’Adriatico sono il risultato di secoli di interventi e deviazioni, un’opera di ingegno e necessità che ha modellato il paesaggio, ma che oggi deve essere ripensata alla luce della crisi idrica e ambientale. In questa narrazione, l’acqua non è solo risorsa ma specchio culturale, sociale, poetico. Paolini invita a immaginare i fiumi come alberi, le cui radici sono rii, rogge, canali, tagli, fossi e gore: un sistema vitale che nutre la terra e le comunità, abitato da creature e da storie, e che rischia di diventare fragile se dimenticato.
Il progetto si inserisce in Atlante delle Rive, percorso triennale ideato con la Fabbrica del Mondo per raccogliere racconti, dati e memorie legati all’acqua, che ha l’obiettivo di stimolare consapevolezza e partecipazione nella popolazione e in chi la governa. Il progetto ha avuto una fase realizzativo-laboratoriale nel corso dell'estate in Villa.
Ricorda l’artista che non spetta a scienziati, o ai teatranti, indicare decisioni politiche da intraprendere, ma è loro compito rendere fertile il terreno in cui possano crescere nuove idee e cittadini più attenti.

La serata avrà inizio alle ore 21, è proposta in prima nazionale e risulta già al completo. Lo spettacolo non costituisce solo la chiusura del programma estivo promosso dal Festival, ma è anche l’anteprima del “Ground Social Forum”, che da giovedì 25 a domenica 28 settembre animerà Villa Angaran San Giuseppe con incontri, workshop, conversazioni ed eventi artistici dedicati a ambiente, comunità e territorio. Ground, in questa edizione sottotitolato "Poeticamente corretto", si presenta come un laboratorio aperto e partecipato che dà occasione di riflettere sulle fragilità del presente e sulle possibilità del futuro.
In caso di pioggia lo spettacolo sarà allestito al Teatro Remondini.
Per informazioni: biglietteria Operaestate Festival, via Vendramini 35, tel. 0424 524214, www.operaestate.it.

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