Pubblicato il 20-07-2020 09:59
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Senza Confini

Nuovo “tutto esaurito” ad Operaestate Festival che martedì 21 e mercoledì 22 luglio vede in scena a Bassano il nuovo lavoro di Marco Paolini e Mario Brunello tra musica, parole e canto

Senza Confini

Senza Confini - ph CaliMero

Dopo il concento di Uto Ughi coi Solisti Veneti, ancora un “tutto esaurito” per Operaestate Festival. Si tratta del debutto del nuovo lavoro di Marco Paolini e Mario Brunello, che insieme a Saba Anglana e Andrea Marcon, martedì 21 e mercoledì 22 luglio alle 21.30 portano sul palco del Teatro al Castello Tito Gobbi di Bassano del Grappa il loro nuovo lavoro “Senza confini_No border”.
L’ appuntamento è inserito nel calendario di Operaestate Festival, la lunga rassegna estiva promossa dalla città di Bassano del Grappa, con il Ministero dei Beni e Attività Culturali, la Regione Veneto, le città palcoscenico e le aziende aderenti al club Amici del Festival. 

Il 2020 di Operaestate è l’anno della 40^ edizione, e il denso programma di appuntamenti segna la rinascita del territorio della Pedemontana, dopo la lunga quarantena. 
Parole chiave di questa edizione: patrimonio e futuro, un invito a ripercorrere la storia del festival e il patrimonio culturale del territorio, ma anche a guardare avanti, facendo tesoro di un presente inaspettato. E sembra proprio abbracciare questo invito la nuova creazione che vede collaborare Marco Paolini come attore, autore e regista, accompagnato sul palco dal violoncellista Mario Brunello, la cantante Saba Anglana, e il Maestro Andrea Marcon con il Venice Baroque Consort, in “Senza Confini_No Border”.

Uno spettacolo che unisce musica, canto e narrazione, in una sorta di viaggio, oltre i confini, dove il filo conduttore ruota attorno al tema della Follia. Non la follia che ci si aspetterebbe, ma la primissima ad aver superato i confini di un’Europa non ancora unita, la primissima ad aver creato un’Europa unita: quella musicale.
La Follia investigata dalle interpretazioni di Mario Brunello - musicista affascinante dotato di libertà espressiva rara, a suo agio come solista, così come nella musica da camera e nei progetti artistici più innovativi - insieme ad Andrea Marcon e al Venice Baroque Consort - ensemble fondato dallo stesso Marcon nel 1997, che suona su strumenti d’epoca o su copie degli stessi, capace, nel giro di pochi anni di conquistare il favore del pubblico nazionale ed internazionale - è una sorta di “basso ostinato” di origine iberica, tra i più antichi della musica europea. Oggetto di ispirazione ed elaborazione da parte dei più grandi compositori europei: da Corelli a Bach e Marais, da Vivaldi a Händel per arrivare alla musica del Novecento.
A legare la musica e la parola ai racconti di Paolini, sarà la potente voce soul di Saba Anglana, attrice, cantautrice, 4 album musicali distribuiti in 60 paesi, con testi scritti nelle lingue che compongono il suo albero genealogico, formato tra Italia e Africa orientale.
In scena e in regia Marco Paolini, con “Il Filo”, un racconto di tenacia e difesa del senso di Europa e “Oltre cortina”, un viaggio oltre confine, prima che l’Europa cominciasse ad allargarsi e ad abbattere i propri muri. 
Parole e musica insieme concorrono a creare uno spettacolo che “è un’evocazione dell’Europa senza confini che conosciamo, nata prima del Covid eppure ora aperta a nuove letture” racconta Paolini in un’intervista, dove sottolinea anche l’importanza di “ricostruire una consapevolezza di comunità”. Impresa non facile, ma Operaestate ci prova, nel suo piccolo, anche con serate come questa, dove l’esperienza della comunità si fa condividendo uno spazio pubblico, aperto, e condividendo e scambiandosi emozioni.

Tutto il programma e biglietteria on line sul sito www.operaestate.it

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