Ultimora
15 Mar 2026 22:07
Parsons dichiara chiusi i Giochi Paralimpici di Milano Cortina
15 Mar 2026 21:24
La cerimonia conclusiva delle Paralimpiadi a Cortina D'Ampezzo
15 Mar 2026 19:00
Valanga sulla Maiella nel Pescarese, ferito uno scialpinista
15 Mar 2026 15:47
Genoa colpo salvezza, il Verona sempre più giù
15 Mar 2026 14:28
Serie A: Verona-Genoa 0-2
15 Mar 2026 11:41
Auto esce di strada e finisce contro una casa
16 Mar 2026 04:31
Pechino, 'Usa correggano subito comportamenti scorretti sul commercio'
16 Mar 2026 01:09
Al via gli Oscar 2026, Conan entra in tutti i film della top ten
16 Mar 2026 00:38
Tennis, Sinner vince il torneo di Indian Wells e dedica la vittoria ad Antonelli: "Bravo Kimi"
16 Mar 2026 00:28
Tennis, Jannik Sinner vince il torneo di Indian Wells
15 Mar 2026 23:44
'Ciao ciao Cortina': chiuse le Paralimpiadi, 'un faro nell'oscurità'
15 Mar 2026 23:38
Milan ko con la Lazio e va a -8 dall'Inter, Como da Champions
Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Modalità lettura 1 - n.1
Una recensione del primo volume del Giornale notturno di Jan Fabre, il diario dell'artista che vive ai confini della notte
Pubblicato il 07 mar 2020
Visto 1.742 volte
Nel primo volume del Giornale notturno dell’artista belga Jan Fabre (Editore Cronopio nella collana “Tessere”, 2013, traduzione di Franco Paris, pp. 224) scritto tra il 1978 e il 1984, è scolpito a tocchi che sanno di mezzanotte l’autoritratto di un ventenne pieno di genio, insonne e in rivolta, che ha deciso di amare la bellezza e di diventare un grande artista. Nelle sue annotazioni c’è la cronaca di una battaglia, quella lacerante con la furia della creazione che lo invade. È un bollettino di guerra che si traduce in un corpo a corpo con se stesso e con gli altri che non ha limiti né fine, che non conosce requie soprattutto la notte.
“Anversa”: iniziano così, con questo refrain che insiste e finisce per essere ipnotizzante, tanti resoconti ridotti all’osso, molti di questi ancora sanguinanti, popolati dai demoni che tengono sveglio il giovane Fabre. Jan guarda al mondo come farebbe un essere originario, con una forza ferina che non sa né vuole domare. Oltre ad Anversa, città del tutto fiamminga di Rubens attraversata come da una ferita dalla sua Schelda color marrone-indocina — il fiume nel 1988 sarà complice di una bellissima performance che ha per protagonista un gufo di vetro blu — ci sono poi Parigi, New York, Amsterdam, Napoli e Venezia, che sembrano tappe segnate sulle mappe da un generale stratega in cerca di compagni di lotta per l’espressione.
Nessun compromesso, in mille eccessi narrati senza ritegno una meccanica della disciplina che affascina e nello stesso tempo intimorisce perché se ne avverte la forza, un supplizio della ruota imposto innanzitutto a se stesso, a corpo e mente, per arrivare all’essenza della bellezza. La furia del giovane Jan si concretizza nelle azioni ma anche nel disegno: ore, ore e giorni trascorsi a disegnare, a imprimere sui fogli bianchi i suoi fantasmi, che cresceranno via via fino a incarnarsi nel mito del teatro totale.
Pietas, opera di Jan Fabre
Una vita del tutto a modo suo, quella di Jan Fabre, come si scopre avvicinandosi alla sua opera di respiro mondiale, generatrice di tensione e di controversie, la cui gemmazione è raccontata qui in viva voce, immortalata in flash che fermano e ingannano lo scorrere del tempo e didascalie taglienti come lame.
Roma lo scorso febbraio ha ospitato una sua mostra intitolata “The rhythm of the brain” che ha visto esposte oltre trenta opere tra sculture, disegni e film-performance, molte delle quali mai viste in Italia e alcune realizzate appositamente per l’occasione. A Padova, il Teatro Verdi ha ospitato lo scorso gennaio il bellissimo spettacolo intitolato appunto The Night Writer, sul palco a interpretare Fabre Lino Musella, vincitore del premio Ubu 2019 (qui una recensione bit.ly/2PUgF90).
Questo “cavaliere della disperazione” dall’immaginazione alluvionale, il “leone di mezzanotte che caccia se stesso” perdutamente innamorato della bellezza, nel suo primo diario scrive: «Il ruolo del regista ha dei lati dubbi. Deve giocare a fare Dio a dispetto di tutti. Deve suggerire che conosce il terreno ignoto». Più che giocare a fare Dio, Fabre sembra giocare a fare il primo uomo, colui che con arroganza e voluttà-bambina può ricreare ciò che ha intorno plasmandolo secondo i suoi desideri e il suo gusto. «Perché le scienze (mediche) e le arti non dovrebbero tornare a collaborare come in passato?» e continua «fiori, nient’altro che fiori. Per quel team di quindici chirurghi che oggi ha realizzato un doppio trapianto di cuore e polmoni di un donatore», scrive Jan il 9 settembre 1983, e in più momenti ribadisce la sua vocazione di entomologo nel guardare alla realtà e al sogno.
Un libro che spiazza, in cui l’immersione totale è interdetta e va bene così, ma dove è possibile contemplare, a tratti dietro qualche paratia tirata su in fretta alla bell’e meglio, il funzionamento tempestoso di una mente creatrice.
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 16 marzo
- 16 mar 2025Question Time
- 16 mar 2025Processo alle intenzioni
- 16 mar 2025Una Fietta di torta
- 16 mar 2024Europa League
- 16 mar 2023Partire in quarta nella terza età
- 16 mar 2023Canova Supernova
- 16 mar 2022Decisioni a tavolino
- 16 mar 2022Bonjour tristesse
- 16 mar 2021Anonima Ingegneri
- 16 mar 2020#Si Cambia
- 16 mar 2020“Madonnina”, interviene la direzione
- 16 mar 2018Motore di ricerca
- 16 mar 2017Il conto della giustizia
- 16 mar 2017Coltivazione in casa di marijuana: due arresti dei Carabinieri di Lusiana
- 16 mar 2017Piazza Grande
- 16 mar 2017Il welfare danzante
- 16 mar 2015E.R. - Politica in prima linea
- 16 mar 2015Bassano, lo Sportello di Segretariato Sociale cambia nome
- 16 mar 2015Marostica, Banca Popolare dona 12 defibrillatori al Comune
- 16 mar 2012Zonta Revolution
- 16 mar 2012Cassola: consiglio comunale straordinario per dire “no” al gassificatore
- 16 mar 2011Maltempo: “Stato di allarme” per la zona Basso Brenta - Bacchiglione
- 16 mar 2009Ricorso contro l'antenna telefonica di Via Vittorelli
Più visti
Attualità
14 mar 2026
Uniti per il Centro Studi: comitati dei genitori al lavoro su strategie e sicurezza
Visto 11.255 volte
Attualità
10 mar 2026
Addio a Luciano Todaro: scompare a 70 anni lo storico esponente della Lega bassanese
Visto 8.274 volte
Trasporti e Mobilità
10 mar 2026
Trasporti, Confartigianato lancia l'allarme costi
Visto 4.039 volte
Musica
12 mar 2026
La musica sacra nella sua più alta espressione: tornano i Concerti di Primavera
Visto 3.365 volte
Corsi
11 mar 2026
Leggere i documenti medievali: in partenza la 23a edizione del corso
Visto 3.220 volte
Attualità
01 mar 2026
Asparago-gate: “Serve più dialogo tra produttori e ristoratori”
Visto 18.422 volte
Politica
17 feb 2026
Fine vita, tra diritto e coscienza: la necessità di un confronto maturo
Visto 15.922 volte
Attualità
16 feb 2026
Referendum 2026, non solo un "Sì" o un "No": la sfida della consapevolezza
Visto 14.912 volte
Geopolitica
03 mar 2026
Possibile vertice tra Corea del Nord e Stati Uniti in Cina
Visto 14.590 volte
Politica
22 feb 2026
Assistenza agli anziani, i Comuni al limite: dal Pd appello alla Regione
Visto 14.039 volte



