Pubblicato il 23-11-2019 09:43
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A casa di Comisso

Si è tenuto ieri, venerdì 22 novembre, alla biblioteca civica, il primo incontro della rassegna "Veneto letterario"

A casa di Comisso

il pubblico in biblioteca per il primo incontro della rassegna

Si è tenuto ieri, venerdì 22 novembre, alla biblioteca civica, il primo incontro della rassegna "Veneto letterario".
Pomeriggio d'esordio, per il ciclo di cinque appuntamenti dedicati a grandi scrittori, in ordine cronologico rispetto alla loro nascita e agli eventi della storia che hanno attraversato: Ippolito Nievo, Antonio Fogazzaro, Giovanni Comisso, Guido Piovene e Giuseppe Berto.
La rassegna accompagnerà in un percorso di lettura e di conoscenza di questi esponenti del panorama culturale anche locale a cavallo tra Ottocento e Novecento il venerdì di ogni settimana fino al 20 dicembre.
A parlare del tema "Giovanni Comisso attraverso il tempo" è stato Rolando Damiani, docente e traduttore, curatore dell'opera completa di Comisso per la collana “I Meridiani” di Mondadori, componente della giuria del premio letterario dedicato allo scrittore trevigiano. Comisso, di cui quest’anno ricorrono i cinquant’anni dalla morte, è ricordato con un fiorire di appuntamenti istituzionali, convegni, giornate di studio, reading e iniziative culturali ad ampio raggio, molte promosse dall’Associazione Amici di Giovanni Comisso.
Fu uno scrittore e giornalista dal respiro internazionale, a lungo vittima di pregiudizi e bloccato nei confini regionali, e in realtà rimane anche oggi un autore poco letto, perché di un grande scrittore ci interessa sì conoscere i fatti della vita, ma sono i suoi libri, i diari, le lettere, e nel caso di Comisso anche articoli e reportage, che parlano per quel che serve di lui e per lui.
Damiani ha ricordato in introduzione che il ruolo della formazione per Comisso non l’ha certo rivestito la scuola, tratto comune ad altri grandi della letteratura e delle arti, persone curiose, assetate di incontri, votate al sodalizio, perennemente in ricerca e grandi osservatori, che riescono a modellare in autonomia il proprio sapere e il livello di affondo che li soddisfa, nelle passioni che li animano fin da giovanissimi.
Da Giorni di guerra, uno dei romanzi più belli che parlano della prima guerra mondiale, e poi , passando attraverso Gente di mare fino ad arrivare a La mia casa di campagna, dove parla di quel famoso metro quadro nella campagna dei Nordest cowboys di Zero Branco (detto in musica) dove dopo tanto andare vorrebbe ritirarsi — solo per farne occasione di scrittura, naturalmente — e al disincanto dei Capricci italiani: il percorso di navigazione per seguire questo maestro della parola-immagine, della parola-cosa, è lungo e articolato, i fari potrebbero essere questi.
La rassegna della biblioteca proseguirà con gli altri quattro appuntamenti, tutti con inizio alle ore 17.30 e a ingresso libero:

venerdì 29 novembre
Giuseppe Berto, lo scrittore di un’altra modernità, a cura di Giuseppe Lupo (Università Cattolica di Milano);

venerdì 6 dicembre
Rileggendo oggi Guido Piovene, a cura di Clelia Martignoni (Università di Pavia);

venerdì 13 dicembre
Le Confessioni d'un Italiano di Ippolito Nievo: un romanzo per gli uomini del Risorgimento e per gli uomini del nostro tempo, a cura di Simone Casini (Università di Perugia);

venerdì 20 dicembre
A un pelo dal Nobel. Antonio Fogazzaro e la letteratura, a cura di Marco Cavalli (traduttore, critico letterario).

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