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Danza

Questa sera al Garage Nardini, la danza di Jasna Vinovrški

Il CSC, apre le porte al pubblico, questa sera alle 21 per la prova aperta di fine residenza della coreografa croata, Jasna Layes Vinovrški, che propone una ricerca coreografica sul tema della giustizia.

Pubblicato il 15 giu 2016
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Ultima residenza artistica della stagione per il CSC, Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa, nato come spazio impegnato sul contemporaneo di Operaestate, e da sempre attivo nei progetti di formazione e sostegno agli artisti emergenti a livello internazionale.
In scena, questa sera alle 21, la ricerca della Vinovrški, concentrata sulla relazione tra giustizia e arte.
Nel tumultuoso mondo d’oggi, nel quale l’impegno politico di tutti è chiesto come mai prima d’ora, gli artisti sono consciamente spinti a presentare le loro opere come azioni politiche. La connessione tra arte e attivismo è anche fortemente incoraggiata dalle istituzioni artistiche: le decisioni e le programmazioni dei curatori hanno fatto dell’attivismo artistico un filone sui generis, in cui l’artista rivendica più giustizia sociale e fa di ciò il punto centrale del suo lavoro.

Jasna Vinovrški

La coreografa si è chiesta dunque cosa fosse la giustizia e come affrontarla in un contesto artistico, in particolare quale sia il significato della giustizia nel campo della danza e della coreografia dove il corpo è uno dei più importanti mezzi di espressione.
“Uno degli ultimi punti fondamentali della mia ricerca” afferma la coreografa “è la definizione di giustizia come un processo per arrivare a un verdetto, e non come una semplice sovrapposizione tra giustizia e giudizio dato da un magistrato. Il fulcro della ricerca è la comprensione della giustizia in quanto processo: come qualcosa che non è rigido, ma come un soggetto in continuo mutamento”.
Jasna Layes Vinovrški, cresciuta a Zagabria, in Croazia, ha vissuto e lavorato soprattutto all’estero. Nella sua produzione artistica ha trattato il ruolo delle strutture burocratiche, interrogandosi sul concetto di identità al loro interno; recentemente si è concentrata sulla dicotomia pubblico-privato nel contesto dello spazio teatrale. Sta anche lavorando come assistente alla coreografia di Clément Layes, con il quale dirige dal 2008 la compagnia Public in Private a Berlino.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti




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