Laura Vicenzi
bassanonet.it
Pubblicato il 09-12-2015 05:36
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Tanti riconoscimenti, per Nico Bertoncello

Un 2015 pieno di soddisfazioni e di premi in tutta Italia, per il poeta bassanese

Tanti riconoscimenti, per Nico Bertoncello

Nico Bertoncello

Un’annata importante quella del 2015 per Nico Bertoncello. Sono numerosi i riconoscimenti ottenuti dal poeta bassanese, come il primo posto ai concorsi nazionali “La rondine” a Rovereto, con la poesia Sercando fiuri e al “Simone Lorici” a San Bonifacio (VR), con la poesia Come un guscio e a Pistoia; primo premio anche a “Il Bottaccio”, con la poesia Spoon River nella sezione dialetti di tutta Italia. A questi vanno ad aggiungersi il secondo posto al concorso “Grappolo d’oro” di Bardolino (VR) e “Quinta stagione” di Rovigo e il terzo premio al “San Marcello” a San Marcellino Pistoiese, al “Giuseppe Caprara” di Ala (TN), nonché le altre benemerenze al concorso “Guido Gozzano” di Terzo (AL) e al “Tito Maniacco” di Udine, con una silloge di sei poesie in dialetto.
Proprio in questi giorni ha ricevuto comunicazione di essere tra i tre premi finalisti nella sezione dialetto al “Premio Laurentum”, di Roma – la cerimonia di premiazione si è tenuta nella biblioteca del Quirinale – dove una sua poesia è stata selezionata da una giuria presieduta dall’On. Gianni Letta e composta da valenti critici come Davide Rondoni, Maurizio Cucchi, Corrado Calabrò e Raffaela La Capria.
«Il riconoscimento più importante», dichiara Bertoncello «è certamente quello che ha visto a fine ottobre premiata la mia ultima raccolta di versi in dialetto Vosi de batisésoe – Voci di fiordalisi edita nel 2011, che ha ottenuto il primo premio per la poesia dialettale edita alla 2^ edizione del premio letterario internazionale “Energia per la vita” promosso dal Lions Club di Rho (MI). La giuria era presieduta da Alessandro Quasimodo, figlio del premio Nobel». Lusinghiera la motivazione espressa: “L’autore dà voce agli innumerevoli spezzoni del film della memoria, personale e collettiva, che altrimenti giacerebbero muti e privi di un filo conduttore verso il futuro, per poterlo lasciare in eredità; ne costituisce una colonna sonora poetica in cui quelle dei fiordalisi chiacchieroni, che spiccano azzurri tra le spighe dorate, sono le voci più delicate, nostalgiche e sempre più rare, tra le tante a cantare la vita e la natura, proprio come quella dei poeti dialettali. Abile direttore, orchestra versi, immagini e sentimenti di un coro di voci sempre armoniche, caratterizzate dal timbro nitido e personale, colore chiaro-scuro spesso velato, di intensità moderata, con qualche vibrato ben studiato: certamente a prevalere non sono potenti voci di gola o acute voci di testa, ma profonde voci di petto, anzi… voci di cuore!”.

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