Laura Vicenzi
bassanonet.it
Pubblicato il 24-06-2013 16:12
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Letteratura e immagine, al Piccolo Festival

Con Giuseppe Palumbo, domenica 23 giugno a Palazzo Bonaguro, si sono ripercorsi trent’anni di storia del fumetto

Letteratura e immagine, al Piccolo Festival

Giuseppe Palumbo al Piccolo Festival

Si è parlato di letteratura e immagine, al Piccolo Festival, negli appuntamenti preserali di sabato e domenica. La rassegna ha sempre riservato uno spazio importante al linguaggio delle immagini – anche in questa edizione ha arricchito le presentazioni con il contributo di filmati e creazioni visive di Triangle. Nel primo incontro menzionato, Paolo Canton, editore di Topipittori, dialogando con Giulia Mirandola, ha illustrato le potenzialità spesso incomprese degli albi illustrati – sono libri “per figli degli architetti”, pensa qualcuno, travisando la loro propensione a educare occhi e mente al bello fin dalla più tenera età. Pungilaluna, che ha organizzato l’appuntamento in collaborazione con Palomar, ha allestito al piano terra una mostra tematica sul libro illustrato molto interessante, animata anche da letture.
Domenica pomeriggio, grazie a Giuseppe Palumbo, il pubblico che ha affollato le sale di Palazzo Bonaguro ha avuto modo di ascoltare il racconto di trent’anni di storia del fumetto, da quello impegnato della stagione d’oro italiana a quello underground a quello popolare, partendo da Frigidaire fino ad arrivare a Diabolik, o meglio all’attuale progetto DK www.diabolik.it.
Palumbo, intervistato da Mattia Pontarollo, è partito col ricordare che leggere riviste come Frigidaire, o l’Eternauta, significava cercare non solo l’intrattenimento, ma un approfondimento inedito anche di tipo giornalistico, di inchiesta, comunque legato all’attualità. I collaboratori di queste riviste offrivano all’interno delle loro storie degli spunti di riflessione e di rilettura su accadimenti politici, civili, culturali; i racconti a fumetti entravano nelle pieghe della musica, del cinema, della militanza politica. La realtà era messa in connessione con l’immaginario popolare e tante riviste che offrivano al lettore una commistione di linguaggi orchestrata con naturalezza e competenza dagli autori. Quello dei fumetti è un pianeta che nel tempo è orbitato nel mondo della letteratura attraversando frequenti processi di reinvenzione e di riadattamento. Il fumetto non è un genere, né una lettura solo destinata ai ragazzi, finalmente si sta riconoscendo da più parti che si tratta di un linguaggio artistico che può attraversare generi diversi: ora si parla, con un pizzico di esterofilia, di graphic journalism, di graphic novel, quella del fumetto è definita la nona arte.
Diabolik ha compiuto cinquant’anni e DK compie un’orbita eccentrica nell’universo dell’eroe vincente, cattivo e intrigante nato dalla mente delle sorelle Giussani. Palumbo, tra le altre cose, è il disegnatore di Diabolik dal 2001.
Si tratta di un personaggio che può vantare una presenza forte in tutti i campi dell’immagine in senso trasversale e che ha un pubblico di lettori che si rinnova continuamente. Per lui e per il suo disegnatore la sfida creativa continua.