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Pubblicato il 29-04-2013 18:23
in Cinema | Visto 2.812 volte

Kiki vola con 24 anni di ritardo

La piccola gemma di Miyazaki arriva finalmente nei cinema italiani!

Kiki vola con 24 anni di ritardo

Andrea Occhipinti sembra aver a cuore i prodotti dello studio Ghibli e dopo aver consegnato ai cinema italiani La collina dei papaveri, delizia ora il pubblico con questa piccola gemma di ben 24 anni fa.
Kiki consegne a domicilio è davvero una piccola gemma, non di quelle grandi e piene di potenzialità come Totoro, Ponyo o La città Incantata, ma comunque una piccola gemma splendente e emozionante.
Il film di animazione, il quinto nella filmografia del maestro Miyazaki all'interno del Ghibli, è infatti piacevole e scorrevole, capace di emozionare e di far sorridere -e ridere- in modo spensierato e delizioso.
I tratti distintivi ci sono tutti: una bambina protagonista, la sua ricerca di un posto nel mondo, un pizzico di magia e un'amicizia (anche più di una) speciale.

La protagonista, una streghetta di 13 anni nel suo anno di praticantato che deve trovare la sua città in cui insediarsi, è infatti una ragazza caparbia e fragile capace sempre di risollevarsi, grazie anche a personaggi di buon cuore. Kiki, arrivata in una grande città a metà strada tra Parigi e Francoforte -indubbiamente europea, quindi- dopo l'iniziale scoraggiamento troverà il modo per aiutare, per essere aiutata e per crescere. Assieme a lei il buffissimo gatto nero Gigi, vera spalla comica della pellicola, e un contorno di personaggi stralunati e teneri.
Come spesso ripete Kiki per manifestare il suo stupore, il tutto è stupendo! Non infantile, non immaturo, non zuccheroso all'eccesso ma stupendo, sì.
Miyazaki ancora una volta colpisce al cuore, regalando una pausa di dolcezza e serenità adatta a grandi e piccini.
Nelle roccambolesche avventure di questa giovane strega che all'interno di un panificio avvia un servizio di consegna a domicilio, c'è spazio pure per l'azione, con un finale quasi al cardiopalma dove i silenzi ben piazzati lasciano il fiato in sospeso. Il vero finale poi, tra le note di una bellissima canzone, diverte e commuove regalando una conclusione ai protagonisti cosa non sempre presente nello studio Ghibli.
Insomma, l'attesa non è stata affatto vana e dopo 24 anni poter godere di questo piccolo grande capolavoro è pura gioia!

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