Ultimora
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Effetto Bembo
Lunedì 25 febbraio, in Carteria Tassotti, Marco Cavalli illustrerà vita, pensieri, opere e omissioni del letterato veneziano a cui Padova dedica fino a maggio una grande mostra
Pubblicato il 16 feb 2013
Visto 3.046 volte
Confidando che lettori e amanti dell’arte riescano a resistere per un’ora e mezza o poco più al fascino da batticuore degli exit pool, l’associazione culturale Orizzonti di Carta propone lunedì 25 febbraio, dalle ore 20.30, un incontro ricco di effetti speciali con Pietro Bembo.
In questo primo appuntamento 2013 dedicato dal gruppo bassanese all’approfondimento del tema “Letteratura e arte”, il critico letterario Marco Cavalli presenterà questo personaggio celebre e la sua opera con un’ottica inedita, molto legata all’attualità, e creando un ponte interessante con il mondo della letteratura europea contemporanea.
Bembo è l’uomo che nel Rinascimento ha ideato, con Aldo Manuzio, il libro tascabile imprimendo un’accelerazione alla diffusione della lettura e della cultura, e che ha posto un crocevia regolato all’evoluzione della lingua italiana. “Nel Cinquecento Bembo istituisce un’opposizione sistematica tra la lingua scritta e quella dell’uso vivo. Si delinea allora quel principio che doveva dominare (e falsare) tutto lo sviluppo della lingua italiana: scrivere bene significa evitare l’uso popolare; significa usare forme antiche obsolete, lontane dal linguaggio dell’uso corrente”, ha scritto nell’introduzione a una sua lezione sulla traduzione intralinguistica Cavalli.
Marco Cavalli in Carteria Tassotti in occasione dell'incontro dedicato a Virginia Woolf e al Circolo Bloomsbury
Della sua casa padovana, la “Casa delle Muse” o “Musaeum”, il luogo precursore del museo moderno, il cardinal Bembo fece lo scrigno di moltissimi tesori mosso da un amore sensuale verso gli oggetti e il bello. A Padova, fino al 19 maggio, è aperta a Palazzo del Monte di Pietà una grande esposizione che raccoglie parte delle sue collezioni: dipinti e sculture raffinatissimi; un maestoso arazzo proveniente dalla Cappella Sistina; strumenti musicali unici; libri a stampa fra i più preziosi del mondo; gemme incise; sculture romane in marmo e in bronzo come il bellissimo Antinoo Farnese o l'Idolino di Pesaro; capolavori retaggio dei fasti dell'antico Egitto come l'arcana Mensa Isiaca.
Nella mission della mostra padovana si legge che tra le intenzioni dell’esposizione c’è quella di raccontare oltre che il letterato “l’uomo e la sua sensualità”: Gli Asolani sono quasi illeggibili oggi, senza il supporto di un apparato di note, ma l’amore di Bembo per gli oggetti, per cose belle, è ben rappresentato in mostra – è una sfida così umana, quella di rendere immortali le parole.
L’appuntamento di lunedì 25 febbraio può essere anche il viatico per la visita alla mostra, per chi lo desidera l’uscita potrà essere organizzata in gruppo in una data da concordare assieme ai partecipanti all’incontro (info@orizzontidicarta.org).
Cavalli, da critico e consulente editoriale, quanto è presente ancora nella nostra letteratura l’effetto Bembo?
Bembo rappresenta l'affermazione della letterarietà sulla letteratura, un fatto squisitamente italiano che si spinge molto oltre il periodo del Rinascimento. Se dovessi definire l'effetto Bembo, direi che è il vizio di usare il linguaggio non per comunicare ma per fare bella figura. Chiunque in Italia prenda la penna in mano per scrivere (un libro o un tema in classe, non fa differenza) sa quanto disagio e fatica gli costi. E la ragione è semplice: la lingua che usiamo scrivendo non è quella che parliamo. Abbiamo da secoli un rapporto nevrotico e ambivalente con l'italiano scritto. Il suo modello di riferimento è una lingua scritta di solito aulica e di solito spettacolare, da parata; la lingua odierna, piana e referenziale, di cui ci serviamo nella conversazione, non è abbastanza altisonante. Idem con la letteratura: ci hanno insegnato a riconoscerne l’importanza, ma la sentiamo estranea, distante. Dopo Bembo, solo il prestigio nazionale della nostra letteratura (non certo la sua leggibilità) l’ha preservata dall’oblio. Rabelais è tuttora letto in Francia, i nostri autori del Cinquecento, se non ci obbligassero a studiarli, sarebbero più defunti di quanto non sono già. Del resto non era facile per un paese come il nostro, che non ha avuto né una rivoluzione sociale né un romanticismo borghese, crearsi una letteratura che esulasse dagli ambienti troppo monumentali, da un patrimonio artistico arcisolenne e antico – un patrimonio che a forza di esigere l'omaggio finisce con l'incassare soprattutto indifferenza. Siamo talmente abituati a riverire a scatola chiusa che non facciamo alcun caso alle differenze che pure esistono tra gli scritti di Bembo e, per esempio, quelli di un Baldassar Castiglione. Le consideriamo sottigliezze da studiosi. Non so di nessuno che legga Bembo per divertimento personale. Le sue Prose della volgar lingua sono territorio di pascolo di filologi e professori. Lo stesso Bembo aveva molto dell’ordinario di cattedra attorniato da assistenti e portaborse, coltissimo e dispotico come un feudatario ma con le maniere squisite di un uomo di mondo.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
21 ago 2026
Bassano, Fratelli d’Italia contro gli alleati di governo: «Ci tengono in un angolo, così non si va avanti»
Visto 5.781 volte
Politica
24 ago 2026
La maggioranza resta unita nei voti ma divisa dalle strategie dei partiti
Visto 5.076 volte
Lettere in Redazione
25 ago 2026
Quattro amici al bar. Ma con vista sulla Provincia
Visto 3.126 volte
All Stars
22 ago 2026
La NASA premia Tezze sul Brenta: la foto spaziale di Eddie Sgarbossa è APOD
Visto 1.099 volte
Geopolitica
22 ago 2026
L’Egitto preferisce l’India alla nuova alleanza di sicurezza del Patto della Mecca
Visto 503 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 24.080 volte
Politica
02 ago 2026
Scuola di Marostica, Giovine e Donazzan replicano alle opposizioni
Visto 20.447 volte
Geopolitica
02 ago 2026
La Corea del Nord verso un nuovo invio di truppe in Russia
Visto 20.393 volte
Geopolitica
29 lug 2026
Iran: "Le basi britanniche usate dagli Stati Uniti sono obiettivi legittimi"
Visto 20.269 volte
Attualità
01 ago 2026
Scuola di Marostica e rotta balcanica: per il Ministero è tutto in regola
Visto 19.369 volte
Attualità
30 lug 2026
Ex Caserma Fincato, lavori in corso: il Comune punta al completamento entro fine anno
Visto 19.330 volte
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Visto 11.399 volte
Incontri
31 lug 2026
A casa Parolini-Vanin-Costenaro, protagonista il libro di Marco Lazzarotto
Visto 10.630 volte
Musica
29 lug 2026
Oltre 8mila spettatori per Sting: la città è pronta per il tutto esaurito
Visto 10.207 volte