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Si chiama DESIGN FOR ALL. E’ una filosofia, un’idea che realizza il design per tutti, nessuno escluso. A Vicenza, ha trovato recentemente la sensibilità della Confartigianato e del VAGA (Associazione Giovani Architetti della Provincia di Vicenza) ed entusiasti sostenitori della prima edizione di “Libero Accesso” che ha premiato con il marchio “Start Design for All", riconosciuto dall'associazione Design for All italiana e consegnato direttamente dalle mani di Pete Kercher, ambasciatore europeo del “For All” ad un gruppo di lavoro formato da 6 consulenti portatori di handicap, 2 grafici professionisti e 2 artigiani. Tra questi anche il grafico pubblicitario bassanese Renato Toffon.
Da dove nasce e in che cosa consiste il vostro progetto? L“Etichetta a lettura facilitata” nasce dai bisogni per arrivare al prodotto attraverso un processo di confronto alla ricerca di benefici per tutti. L’etichetta offre la possibilità di essere letta da non vedenti, ipovedenti o normodotati e permette di riconoscere un capo di abbigliamento per le sue caratteristiche tecniche e, di conseguenza, poterlo trattare in estrema autonomia, senza rischi di sbagliare candeggio o di rovinarlo con il ferro da stiro.
Come ci siete arrivati? Abbiamo usato un «processo a imbuto» a tappe. Tutti i membri del gruppo (Nadia Bertoli, Francesca Biasotti, Andrea Cocco, Claudio Del Santo, Damiano Zarantonello, Alessandro Maistrello, Maurizio De Visini, Massimo Treu, Alessandro Zagati oltre a me) hanno cominciato a lavorare in gruppi sulla base di preferenze e caratteristiche. Grazie ad una serie di confronti siamo via via arrivati alla convergenza sempre più selettiva delle idee e delle proposte.
Qual è stata l’aspetto che l’ha colpita di più? Ho preso contatto con una realtà completamente diversa dalla mia quotidianità. L’esperienza di progettazione con persone di preparazione così diversa è stata unica ed indescrivibile. Il lavorare con il linguaggio tipico dei vedenti, segni, masse e forme, e riuscire a condividerlo con un non vedente che interpreta la stessa cosa di un normodotato è stata di per se un’emozione.
Il vostro progetto ha vinto la competizione e ora si può fregiare del marchio Start Design for All..Ve lo aspettavate questo riconoscimento? Onestamente no. Avevamo lavorato non tanto per il premio quanto alla realizzabilità del prodotto stesso, alla speranza di poterlo un giorno trovare applicato ai capi di abbigliamento. Poi, è stata grande l’emozione quando Pete Kercher, Luigi Bandini Buti e Paolo Favretto ci hanno dimostrato tutto il loro apprezzamento all’idea, al percorso e alla qualità del lavoro svolto.
E ora? L’etichetta facilitata è stata brevettata. La notizia sta circolando sul web e ora inizia una nuova fase... Trovare una o più aziende che a questa idea vogliono dare gambe… Noi siamo sicuri che è un investimento che potrebbe portare benefici a tutti. Ci auguriamo che sia presto così.
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