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Le Cave di Rubbio: il percorso della fantasia

Un luogo suggestivo ed immaginario all'interno della natura dell' Altopiano

Pubblicato il 16 apr 2008
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Le Cave di Rubbio nascono dall’idea dell’artista Toni Zarpellon che, spinto dal forte interesse per l’ambiente degradato e abbandonato dall’uomo, decide di dare forma alle pietre grigie che popolano i suoi luoghi.
Nasce così nel 1989, la “Cava Dipinta”, un mondo di roccia colorata ed antropomorfica.
Segue, nel 1991, la “Cava Abitata”, così definita perchè al suo interno, un groviglio di serbatoi d’auto incisi con scalpelli hanno assunto sembianze umane e animali.

Cava dipinta-Toni Zarpellon

La terza ed ultima cava "Laboratorio" è uno spazio aperto all'immaginazione, un luogo di sperimentazione in cui ogni visitatore può diventare partecipe e protagonista.


Come raggiungere le Cave di Rubbio.
Si prenda la strada che da Bassano del Grappa arriva ad Asiago. Dopo circa una decina di chilometri, a Tortima, svoltare a destra per Rubbio. Con direzione Vallerana, si passi la torre della centrale audiovisiva, dopodichè sul lato opposto si troverà  una strada chiusa ai veicoli (ex Malga Molaghi). Quello sarà  l’inizio del percorso che condurrà  alle Cave.

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