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Marco Polo

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Calcio

È un Bassano… “diverso”

I giallorossi stanno cambiando pelle per adeguarsi alle esigenze della categoria. La sorpresa positiva è Lorenzini

Pubblicato il 03 nov 2010
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Il risultato contro l’Hellas fa ancora gioire l’ambiente giallorosso. Il pareggio maturato al “Bentegodi” è impregnato di un significato ben più grande di più un punto arrivato a premiare un Bassano non particolarmente pericoloso. E’ la testimonianza che è in atto una metamorfosi epocale per la formazione del Grappa che, di prassi, non riusciva mai ad ottenere un buon risultato in una partita in cui non esprimeva un calcio migliore rispetto all’avversario. L’ultimo esempio è la recentissima trasferta con l’Alto Adige: un possesso palla persino imbarazzante a favore dei giallorossi ma i tre punti finali rimasti nel forziere degli altoatesini. Ma di esempi ce ne sono a bizzeffe di partite andate in fumo pur subendo un unico tiro in porta: dalla penultima giornata dello scorso campionato, gol di Suriano per la Pro Vasto, al gol di un Poggibonsi ridotto in dieci nell’annata d’oro di Glerean. Ora no, ora è l’esatto contrario: mentre è il Verona, almeno nel primo tempo, a condurre le danze il Soccer Team aspetta, chiude gli spazi, battaglia, mantiene aperto il risultato fino al momento di piazzare la zampata mortificante. Certo c’è ancora del lavoro da fare, la differenza di atteggiamento tra casa e trasferta è un aspetto nettamente migliorabile. I nuovi equilibri devono essere ancora affinanti, c’è da trovare un’alternativa credibile al gioco basato sul Gaucho La Grotteria. Su questo Jaconi sta lavorando in ottica Gubbio, anche grazie al recupero di Venitucci (probabile il suo impiego dietro le punte) che deve rappresentare un vero valore aggiunto.

La sorpresa. Sfatiamo subito un mito. Edoardo Lorenzini non è mai stato un giocatore qualunque messo nel dimenticatoio bensì uno dei terzini più promettenti del territorio piemontese (tra l’altro ha giocato anche nella primavera del Torino) tanto da raggiungere l’under 20 di serie C. Poi ecco che, nello scorso gennaio, la volontà di non rinnovare il contratto con una società a suo dire poco ambiziosa, la Valenzana, gli è costato il posto in squadra. Il vulcanico presidente Omodeo, infatti, non l’ha presa bene ed Edoardo ha trascorso la seconda parte dell’annata in tribuna. Chiaro, un giocatore di appena 21 anni che sparisce dai radar per così tanto tempo calcistico può rischiare di perdere il treno che conta. Per sua fortuna Stefano Braghin, e la sua capillare rete d’osservatori, ha subito pensato a lui quando la Lega ha imposto il triplo e doppio under, rispettivamente in Seconda e Prima Divisione. Ed eccolo Lorenzini: ora terzino di spinta, ora splendido interno di centrocampo. “Devo ringraziare tutti quelli che hanno permesso che oggi fossi qui a giocarmi le mie carte. Qest’estate sono arivato con entusiasmo pensando di giocare in C2 perché questa è una società ambiziosa e stimolante. Finora sono contento del mio rendimento però credo sia troppo presto per stilare un bilancio. Come mi trovo da centrocampista? Non ho preferenze di ruolo ma solo la ferrea volontà di far bene dovunque il mister decide di farmi giocare”. Lorenzini sottolinea l’importanza di avere in squadra giocatori come Mateos: “Quel ragazzo è incredibile. Oltre a dare grossi consigli durante la partita è un martello anche durante gli allenamenti. Posso portare proprio un esempio di questi giorni: domenica lui non ci sarà perchè squalificato e ciononostante è impressionante come si stia allenando con una intensità quasi feroce, richiamando tutti all’ordine. È una forza della natura, un esempio per tutti”. Domenica arriva il Gubbio: “Gli ultimi due risultati ci hanno dato grande carica. Ora dobbiamo essere bravi a rimetterci sotto sfruttandola per ottenere altri buoni risultati evitando di cullarsi su quanto fatto. Ragazzi non scherziamo, qua ci dobbiamo salvare altrimenti è meglio che cambiamo lavoro…”.

Jaconi il trasformista. L'allenatore sta dando prove di saper adattare la sua squadra ad ogni situazione (foto Roberto Bosca)

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