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Pubblicato il 15-01-2014 11:33
in Hockey | Visto 1.515 volte

Il Sind rende la pariglia

Giovinazzo va ko: restituito allo stesso modo il 3-6 dell'andata al palazzo. Ora Bassano consolida il terzo posto, quello buono per riveder la Champions.

Il Sind rende la pariglia

Prova di forza del Sind Bassano che passa 6-3 a Giovinazzo (FOTO ROBERTO BOSCA)

Sei punti in 72 ore, i primi di scorpacciata col Viareggio 2 e i secondi d'autorevolezza nell'anticipo di ieri sera a Giovinazzo (3-6 perentorio) colorano classifica e umore del Sind che nella tabella di marcia ideale è sotto adesso di una sola lunghezza, quella che manca all'appello dal derby col Breganze quando un pari natalizio sarebbe stato equo e probabilmente solidale. Tuttavia il terzo posto in pianerottolo col Cgc Viareggio (d'accordo, entrambe con una gara in più) a un solo passo proprio dal Breganze secondo riproietta Bassano in piena corsa per il podio, quel traguardo sfumato in volata lo scorso maggio e che invece spalanca sempre il portone principale della Champions League, una vetrina che i giallorossi non frequentano ormai da troppi anni e che la finestra europea aperta sulla Cers non può surrogare. La ciurma di Giudice trasforma il viaggio in Puglia in un regolamento di conti restituendo speculare il 3-6 patito all'andata al palazzo che originò le prime crepe strutturali sulla formazione cittadina. E pazienza se tra i baresi ieri marcasse visita Antezza, il carnefice del raid a Ca'Dolfin, il Sind era comunque orfano (lo è dall'inizio) del doctor gol Miguel Nicolas, arruolava ugualmente tanta gente malconcia (Ambrosio con labbro e dente tagliati, Gimenez con la sinusite, Garcia febbricitante e il portiere di scorta Melillo influenzato dell'ultima ora, rimasto a casa e sostituito a sorpresa in panca da Pilati, di norma punta). Quando i rivali si sono accorti della riserva mancante hanno pestato duro un paio di volte su Cunegatti per toglierlo di mezzo, ma il giochino in verità barbaro, non è riuscito e anzi Bassano, esclusi i primi tremori (dallo 0-1 di Ambrosio al 2-1 interno bollato da Fernandez e Bertran) si è risollevato brillantemente sull'asse Zen-Campagnolo che nei 20 secondi conclusivi prima dell'intervallo hanno rovesciato in controtempo il 2-3 della pausa. Quindi, in avvio di seconda parte De Palma inchiodava l'ultima parità prima della fragorosa deflagrazione del '54, ispirata nuovamente da Ambrosio in campo aperto, da Garcia di giustezza e da una veronica del rilanciato Gimenez. Ma sul 3-5 l'arbitro Fermi era riuscito incredibilmente a ignorare un gol regolare di Garcia che aveva insaccato su rigore in ribattuta, caricando di inutili patemi il finale che altrimenti sarebbe stato solamente festosa passerella.
Ora sabato si vola in Francia a Merignac per difendere il +2 dell'andata e schizzare ai quarti di Cers. Niente di particolarmente elettrizzante, beninteso, il campionato è molto più eccitante, l'abbiamo capito. Ma, come dire, anche la scena continentale di seconda scelta fa morale e buon sangue per una squadra giustamente vituperata quando le prendeva e al momento altrettanto doverosamente osannata perchè in chiara ripresa. Ma si affretti a salire sull'attico europeo. I party più ricchi e gaudenti li organizzano lassù.

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