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European Media Freedom Act
La libertà di fare il giornalista nell’Unione Europea e la sicurezza nazionale
Pubblicato il 17 lug 2023
Visto 7.282 volte
Nel sito ufficiale della Commissione Europea troviamo un aggiornamento del 16 Settembre 2022, dal rassicurante titolo Legge europea sulla libertà dei media: La Commissione propone norme per proteggere il pluralismo e l'indipendenza dei media nell'UE.
(ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_22_5504)
Vi leggiamo: “La Commissione europea ha approvato oggi (16 Settembre 2022 n.d.a.) l'Atto europeo per la libertà dei media, una nuova serie di norme per proteggere il pluralismo e l'indipendenza dei media nell'UE. Il regolamento proposto prevede, tra l'altro, garanzie contro le interferenze politiche nelle decisioni editoriali e contro la sorveglianza.
Nell'ambito del processo di Allargamento dell'Unione europea, la garanzia della libertà dei media è definita "un indicatore chiave della disponibilità di un paese a diventare parte dell'UE. (Foto: Kenzo Tribouillard/AFP/Ritzau Scanpix)
Pone l'accento sull'indipendenza e sul finanziamento stabile dei media del servizio pubblico, nonché sulla trasparenza della proprietà dei media e l'allocazione della pubblicità statale. Stabilisce inoltre misure per proteggere l'indipendenza dei redattori e rivelare i conflitti di interesse. Infine, la legge affronterà la questione delle concentrazioni dei media e creerà un nuovo Consiglio europeo indipendente per i servizi, composto da autorità nazionali del settore. […] Il regolamento imporrà agli Stati membri di rispettare l'effettiva libertà editoriale dei fornitori di servizi mediatici e di migliorare la protezione delle fonti giornalistiche. […]
Nessun uso di spyware contro i media - il Media Freedom Act prevede forti garanzie contro l'uso di spyware contro i media, i giornalisti e le loro famiglie.
[…] Protezione dei contenuti mediatici online - sulla base della legge sui servizi digitali, la legge sulla libertà dei media prevede salvaguardie contro la rimozione ingiustificata di contenuti mediatici prodotti secondo standard professionali. Nei casi che non comportano rischi sistemici come la disinformazione[…]
Nuovo diritto dell'utente di personalizzare l'offerta mediatica - il Media Freedom Act introdurrà un diritto di personalizzazione dell'offerta mediatica su dispositivi e interfacce, come le TV connesse, consentendo agli utenti di modificare le impostazioni predefinite per riflettere le proprie preferenze. […] Spetta ora al Parlamento europeo e agli Stati membri discutere la proposta di regolamento della Commissione secondo la procedura legislativa ordinaria. Una volta adottato, il regolamento sarà direttamente applicabile in tutta l'Unione europea.
Sorvoliamo per il momento la singolarità di una informazione basata sulle preferenze espressa come “diritto”. Dopo quanto affermato riguardo il miglioramento della protezione delle fonti giornalistiche e l’esclusione dell’utilizzo di spyware contro i media, giornalisti e le loro famiglie, stupisce il punto 2 dell’Articolo 4 - Rights of media service providers – del testo integrale della Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce un quadro comune per i servizi di media nel mercato interno (Atto europeo per la libertà di stampa) e che modifica la direttiva 2010/13/UE - COM/2022/457 definitivo - (eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A52022PC0457)
“Articolo 4 - Diritti dei fornitori di servizi di media
2. Gli Stati membri rispettano l'effettiva libertà editoriale dei fornitori di servizi di media. Gli Stati membri, comprese le autorità e gli organismi nazionali di regolamentazione, non possono:
(a) interferire o cercare di influenzare in alcun modo, direttamente o indirettamente, le politiche e le decisioni editoriali dei fornitori di servizi di media;
(b) detenere, sanzionare, intercettare, sottoporre a sorveglianza o a perquisizione e sequestro, o ispezionare i fornitori di servizi di media o, se applicabile, i loro familiari, i loro dipendenti o i loro familiari, o i loro locali aziendali e privati, per il fatto che si rifiutano di rivelare informazioni sulle loro fonti, a meno che ciò non sia giustificato da un'esigenza imperativa di interesse pubblico, in conformità all'articolo 52 (1), della Carta e nel rispetto di altre norme dell'Unione;
(c) installare spyware in qualsiasi dispositivo o macchina utilizzata dai fornitori di servizi di media o, se applicabile, dai loro familiari, o dai loro dipendenti o dai loro familiari, a meno che l'installazione non sia giustificata, caso per caso, da motivi di sicurezza nazionale e sia conforme all'articolo 52 (1), della Carta e ad altre norme del diritto dell'Unione o che l'installazione avvenga nell'ambito di indagini su reati gravi di una delle persone summenzionate, a condizione sia previsto dal diritto nazionale e conformemente all'articolo 52 (1), della Carta e al diritto dell'Unione, qualora le misure adottate ai sensi del sotto paragrafo (b) fossero inadeguate e insufficienti per ottenere le informazioni richieste.”
Il 19 giugno 2023 l’European Federation of Journalists (EFJ) – evidenziando che la semplice analisi logica assimila il concetto di “non possono tranne...” a “possono quando...” - pubblica la Lettera aperta: Il Consiglio dell'UE deve proteggere i giornalisti da spyware e sorveglianza nella legge sulla libertà dei media (europeanjournalists.org/blog/2023/06/19/open-letter-eu-council-must-protect-journalists-against-spyware-and-surveillance-in-the-media-freedom-act/) nella quale lamenta: “L'ultima bozza del testo di compromesso del Consiglio dell'UE sulla legge europea sulla libertà dei media prevede un'eccezione di "sicurezza nazionale" - introdotta dalla Francia - al divieto generale di utilizzare software spia contro i giornalisti senza garanzie per la protezione delle fonti.
La Federazione europea dei giornalisti (EFJ) si è unita ai suoi affiliati e ad altre organizzazioni della società civile nel sollecitare gli Stati membri a riconsiderare la loro attuale posizione e ad adottare misure per proteggere in modo significativo i giornalisti e i loro diritti fondamentali.
Per garantire che il regolamento protegga i giornalisti e i loro diritti fondamentali, il Consiglio deve invece eliminare l'eccezione per la "sicurezza nazionale; restringere l'elenco dei reati che consentono misure repressive contro i giornalisti e le fonti giornalistiche e proibire l'uso di software spia; includere forti garanzie legali per proteggere e rispettare il lavoro giornalistico libero e indipendente.”
Frattanto, il 6 luglio 2023, il quotidiano francese Le Monde, dedica uno spazio alla nuova riforma della giustizia francese, e titola: La Francia autorizza la polizia a spiare i telefoni. (www.lemonde.fr/en/france/article/2023/07/06/france-set-to-allow-police-to-spy-through-phones_6044269_7.html)
Riportiamo un breve estratto : “I legislatori francesi hanno approvato un progetto di riforma della giustizia che include una disposizione che concede alla polizia il potere di ottenere la geolocalizzazione dei sospetti attraverso i telefoni e altri dispositivi […] La polizia francese dovrebbe essere in grado di spiare i sospetti attivando a distanza la fotocamera, il microfono e il GPS dei loro telefoni e altri dispositivi, secondo quanto stabilito dai legislatori nella tarda serata di mercoledì 5 luglio. Parte di un più ampio disegno di legge di riforma della giustizia […] Il provvedimento, che riguarda computer portatili, automobili e altri oggetti connessi oltre ai telefoni, consentirebbe la geolocalizzazione di persone sospettate di reati punibili con almeno cinque anni di carcere. I dispositivi potrebbero anche essere attivati a distanza per registrare suoni e immagini di persone sospettate di reati di terrorismo, delinquenza e crimine organizzato […]” In seguito l’articolo specifica che, al momento: “le professioni sensibili, tra cui medici, giornalisti, avvocati, giudici e parlamentari, non sarebbero obiettivi legittimi.”
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