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Politica

Filippin: “La Lega vigliacca sceglie il doppio gioco”

Il segretario regionale del PD attacca il segretario nazionale Liga Veneta-Lega Nord Gian Paolo Gobbo per la minaccia di sciopero fiscale contro le possibili misure del futuro governo Monti. "Un gesto irresponsabile di cui il Paese non ha bisogno"

Pubblicato il 15-11-2011
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“È una scelta vigliacca quella di stare oggi all’opposizione per recuperare il consenso elettorale perso in questi anni di governo.”
Con queste parole l'assessore bassanese Rosanna Filippin, nella sua veste politica di segretario regionale del Partito Democratico, commenta la minaccia di sciopero fiscale lanciata dal segretario nazionale della Liga Veneta-Lega Nord Gian Paolo Gobbo contro l'ipotesi di rialzo della tassazione da parte del futuro governo Monti.
“Il segretario leghista - continua la Filippin, in una nota pubblicata anche sulla sua pagina facebook - dovrebbe riflettere quando parla: minacciare uno sciopero fiscale adesso è un gesto irresponsabile di cui il Paese non ha certo bisogno. La Lega ha avuto due anni e mezzo per attuare misure fiscali responsabili, ma non mi pare che il governo di cui faceva parte abbia fatto molto da quel versante.”

Rosanna Filippin: "La pressione fiscale è aumentata ai massimi storici dai tempi di tangentopoli grazie al governo Berlusconi"

“La pressione fiscale è aumentata ai massimi storici dai tempi di tangentopoli grazie al governo Berlusconi - afferma ancora il segretario veneto del PD -. La Lega prima ha contribuito a creare il guaio e ora se ne lava le mani. Fino a ieri la Lega ha avallato ogni scelta del governo Belusconi, compresi gli aumenti delle tasse, oggi si nasconde gridando allo scandalo di un fisco iniquo”.
“Adesso - prosegue Filippin - è il momento di dimostrare il proprio impegno, non di remare contro. Le priorità sono altre e il PD le sta affrontando da tempo. Sto parlando di due azioni che riteniamo essenziali. Da una parte l’approvazione della Direttiva UE sui tempi dei pagamenti, che il governo Berlusconi ha respinto mascherandosi dietro un parere contrario della Ragioneria dello Stato. Dall’altra una profonda revisione del patto di stabilità interno, che non ci ha imposto l’UE, ma che è stata una scelta del governo di cui la Lega ha fatto parte.”
“Queste - conclude il segretario regionale - sono proposte concrete per liberare risorse e stimolare il rilancio del territorio. Con le minacce di sciopero fiscale non credo si possa far ripartire il Paese”.

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