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Politica

Sapore d’agro

L’alleanza indigesta: alla riunione di sezione di ieri sera della Lega di Bassano è emerso il malumore dei militanti nei confronti dell’accordo elettorale con la Democrazia Cristiana

Pubblicato il 13 mar 2024
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Ah che bello, il Festival di Bassano: ci sono più voci che cantano del Festival di Sanremo.
Neanche il tempo di pubblicare il mio precedente articolo “Pavanbaradan” ed ecco che qualche minuto dopo sono stato contattato da fonti dirette della base leghista bassanese, intervenute ieri sera alla riunione di sezione della Lega di Bassano di cui ho scritto nell’articolo in questione.
E mi hanno raccontato alcune cose che reputo degne di diffusione giornalistica.

La conferenza stampa di Lega, Forza Italia e Democrazia Cristiana-Popolari per Bassano di sabato scorso (foto Alessandro Tich)

Non si è trattato di un raduno oceanico: all’incontro avranno partecipato una ventina di persone circa.
Ma si tratta comunque di un campione ben rappresentativo della militanza, quella che esprime il “sentiment” dei piani bassi del partito a livello locale nei confronti dei piani alti.
Come ho già scritto per l’appunto nell’articolo precedente, oltre al segretario politico cittadino della Lega Andrea Viero erano presenti alla riunione il vicepresidente del consiglio regionale e toto-chiacchierato-candidato sindaco Nicola Finco e il sindaco in carica Elena Pavan.
Completavano la rappresentanza politico-amministrativa l’assessore comunale Marco Vidale e i consiglieri comunali Valentino Antonio Piccolotto e Nicola Schirato.
Tutto il resto del pubblico, quindi, era composto da militanti.
Sabato scorso, alcuni di questi avevano partecipato in sala Angarano alla conferenza stampa aperta alla cittadinanza e convocata in modalità “last minute”, e cioè nel tardo pomeriggio del giorno precedente, per l’annuncio dell’avvenuto accordo di coalizione per le elezioni amministrative bassanesi tra Lega, Forza Italia e Democrazia Cristiana-Popolari per Bassano.
Notizia di cui gli stessi erano ignari e che hanno appreso in diretta nel corso dell’incontro coi giornalisti.
Con reazioni, secondo quanto appreso, di puro e sincero sbigottimento, in particolare per l’alleanza politica siglata dalla Lega con la DC di Luigi D’Agrò e Giovanni Battista Sandonà.
Lo avevo percepito anch’io, dall’espressione del volto di un iscritto della Lega che in sala Angarano mi aveva testualmente detto: “Che confusion!”.
L’argomento, ancora freschissimo di novità, non poteva non tenere banco anche alla riunione di sezione di ieri sera.
Ne ha parlato il segretario Viero, portavoce dell’asse Viero-Finco, che ripetendo in sostanza quanto già affermato in conferenza stampa ha ripercorso l’excursus che ha portato all’accordo con Forza Italia e Democrazia Cristiana-Popolari per Bassano, a fronte delle “indecisioni” di Fratelli d’Italia.
È intervenuta al riguardo anche il sindaco uscente Elena Pavan, la quale - come riferisce chi era presente - avrebbe detto in riunione una cosa del genere:
“Ci siamo dimenticati di un passaggio e cioè l’esito del tavolo provinciale del
centrodestra che ci ha fatto una proposta del tipo “botte piena e moglie ubriaca”: centrodestra unito a Bassano, candidato sindaco della Lega e quel candidato sindaco sono io.”
Brusii in sala. Sono seguiti alcuni interventi dei militanti presenti che in modo pacato e costruttivo hanno espresso la loro scontentezza per la proposta di coalizione presentata sabato scorso, sostenendo la necessità di andare compatti con un centrodestra unito.
Il grande assente all’appuntamento è stato il segretario regionale per il Veneto della Lega Alberto Stefani, attualmente preso con altri impegni di partito.
È quanto lamentano gli stessi iscritti, che avrebbero voluto sapere, in sostanza, da che parte sta: se per l’unità della coalizione, come più volte ribadito ai livelli di tavolo regionale e provinciale del centrodestra, o se per la tolleranza nei confronti dell’esperimento bassanese, o “laboratorio” come lo ha chiamato Viero, inaugurato in autonomia dal segretario leghista cittadino.
Nella riunione di sezione è emerso così non solo il responso in generale positivo dei militanti rispetto alla prospettiva di un centrodestra unito a Bassano con Pavan candidato sindaco, ma anche il malumore per un’alleanza con il centro democristiano che appare quanto mai indigesta, estranea allo spirito e alla storia del partito.
Per la base leghista bassanese, l’accordo elettorale con la DC di D’Agrò ha un sapore d’agro.

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