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Pedemontana, Vernizzi apre ai comitati
ESCLUSIVO. Il Coordinamento Comitati Territoriali incontra a Mestre il commissario straordinario alla SPV. Il quale annuncia che il piano dei cantieri sarà pronto entro l'anno. Ma la convenzione col concessionario S.I.S. è ancora top secret
Pubblicato il 21 ott 2011
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MESTRE – Arrivano nel primo pomeriggio e la loro meta è la sede di Veneto Strade Spa, la società della Regione Veneto che coordina le attività di progettazione, costruzione e gestione delle grandi infrastrutture viarie.
Sono una cinquantina di esponenti del Coordinamento Comitati Territoriali ASSPV che riunisce i diversi comitati, gruppi e associazioni sorti nelle province di Vicenza e Treviso contro il progetto e la realizzazione di quella che dagli stessi viene definita “AutoSuperstrada Pedemontana Veneta”.
Sotto il palazzo di vetro di Veneto Strade, vicino alla tangenziale di Mestre, viene allestito un presidio di protesta, con cartelli e striscioni.
L'ing. Silvano Vernizzi, commissario straordinario per la SPV, replica alle richieste dei comitati nella sede di Veneto Strade (foto Alessandro Tich)
Una delegazione dei comitati entra nella sede del quartier generale delle infrastrutture regionali e chiede - e ottiene - un incontro con l'ing. Silvano Vernizzi, commissario straordinario del governo per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta ovvero “Commissario delegato per l’emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nel territorio delle Province di Treviso e Vicenza”.
Scopo dichiarato dell'incontro, la consegna delle 1000 firme raccolte dai comitati per richiedere l'accesso - fino ad oggi negato - alla convenzione economico-finanziaria della SPV (Superstrada Pedemontana Veneta) siglata tra il commissario di governo e la S.I.S., società concessionaria per la realizzazione dell'infrastruttura.
Una richiesta di chiarimenti - secondo quanto evidenziato dalla raccolta firme - “per rivendicare il piano economico finanziario e la convenzione dell'AutoSuperstrada, per sapere quanto costerà, per sapere da chi e come sarà pagata e per avere democrazia e trasparenza sugli atti del commissario e della Regione Veneto.”
Poco dopo le 15, al nono piano dell'edificio direzionale, l'incontro ravvicinato tra i rappresentanti del Coordinamento e l'uomo al comando dell'intero iter del progetto SPV finalmente si concretizza.
La delegazione è accompagnata dall'on. Andrea Zanoni, da appena un mese eurodeputato dell'IdV, subentrato a Strasburgo a Luigi De Magistris, eletto sindaco di Napoli.
Vernizzi, seduto al capo del grande tavolo, ascolta le richieste e le rivendicazioni dei presenti, che invocano la trasparenza degli atti, il chiarimento sui costi per il bilancio della Regione a copertura delle perdite di gestione nel caso di traffico insufficiente e la preoccupazione “per la mancata chiarezza di tutto l'impianto economico dell'opera”.
Mentre l'incontro - che documentiamo anche nella nostra photogallery - è in corso da qualche minuto, notiamo nel corridoio l'assessore regionale alla Mobilità e Infrastrutture Renato Chisso, che fa in tempo a salutarci per poi chiudersi in una stanza attigua alla sala della riunione.
“E' inverosimile - dichiara a Vernizzi l'on. Zanoni - che dei cittadini italiani ed europei debbano organizzare un incontro come questo per richiedere la trasparenza degli atti.” “Ho presentato un'interrogazione alla Commissione Europea - aggiunge l'europarlamentare - in cui contesto la violazione, da parte del commissario e delle autorità regionali venete, alla direttiva europea 2003/4/CE sull'informazione della popolazione in materia ambientale.”
“La vostra richiesta è corretta - replica l'ing. Vernizzi -, ma vi spiego perché ho negato gli atti. La società concorrente Pedemontana Veneta, presentando ricorso al Tar del Lazio, ha chiesto il contratto e la convenzione tra la Regione e la S.I.S. Il Tar del Lazio le ha negato il consenso, perché atto pattizio tra me e la concessionaria. Io agisco in base alle leggi e alle norme. Se io consegnassi la convenzione, il concessionario mi farebbe causa.”
“Farò comunque richiesta all'Avvocatura dello Stato - afferma ancora il commissario - e chiederò un parere sul merito, e cioè se posso consegnare la convenzione ai comitati. Se l'Avvocatura dello Stato darà il suo consenso, potrò darvi il documento e voi potrete ricorrere al Tar.”
La promessa di Vernizzi arriva a conferma di un moderato atteggiamento di disponibilità e di apertura anche se qualcuno, tra i partecipanti all'incontro, la definisce “tardiva”.
Sulle altre questioni, non coperte da “segreto burocratico”, il commissario straordinario fornisce dati e informazioni.
Il costo complessivo della Superstrada Pedemontana Veneta è di 2 miliardi e 150 milioni di euro. Il contributo pubblico in conto capitale, attinto da fondi statali e regionali, sarà di 173 milioni mentre le fideiussioni ammonteranno al 5% dell'intero importo contrattuale di gara.
Il controllo dei flussi di traffico sarà triennale e in base alla rilevazione dei dati sarà stabilito il contributo annuale in conto d'esercizio: in altre parole, la cifra che la Regione dovrà sborsare ai concessionari in caso di traffico insufficiente.
“Abbiamo calcolato - rivela il commissario - che il contributo regionale ai privati scatterebbe in caso di un traffico inferiore ai 25mila veicoli al giorno.”
“Ma se passassero meno di 25mila veicoli al giorno - sottolinea il delegato di governo - sarebbe inutile anche la costruzione della Superstrada.”
“Ci saranno 17 caselli in 90 chilometri - puntualizza Vernizzi -. La permeabilità col territorio è quindi assicurata. Ma la Pedemontana sarà anche una direttrice di traffico di lunga percorrenza.”
E ormai, praticamente, ci siamo. “Il piano di cantierizzazione finale - conclude l'ingegnere - sarà presentato ai Comuni entro fine anno, con la conclusione del Piano Esecutivo.”
A riunione conclusa, i rappresentanti dei comitati protocollano alla segreteria del commissario i fogli con le 1000 firme raccolte.
Torniamo in strada, dove troviamo gli altri componenti della spedizione in attesa di conoscere l'esito dell'incontro. In mezzo a loro riconosciamo Michele Boato, già parlamentare e assessore regionale, protagonista di mille battaglie in campo ecologista ed ambientale.
E' uno che la sa lunga e dalla sua espressione, prima ancora di ascoltare il resoconto della delegazione, si capisce che ha già capito che - firme o non firme - il destino della Pedemontana sembra già segnato.
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