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La guerra dei numeri
Il Pdl replica alle accuse di Cimatti sull'entità del debito comunale. “Il debito reale è di 18 milioni. In dieci anni di Amministrazione eseguite opere per 65 milioni e raddoppiato il patrimonio del Comune”. "Diciamo basta a questa querelle"
Pubblicato il 28 set 2011
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Altro che 61 milioni di debiti, altro che gestione ballerina dei conti pubblici, altro che incremento abnorme dell'esposizione finanziaria del Comune.
Il gruppo consiliare del Pdl di Bassano del Grappa mette le carte in tavola e convoca la stampa per controbattere alle affermazioni del sindaco Cimatti, che imputa alle precedenti due Amministrazioni Bizzotto “un'eredità disastrosa” sotto l'aspetto dell'esposizione debitoria “con un aumento in dieci anni di 40 milioni di euro del debito comunale”.
Assieme al capogruppo Stefano Monegato e ai consiglieri Roberto Marin e Stefano Facchin, intervengono per l'occasione anche gli ex assessori al Bilancio dei due mandati dell'Amministrazione Bizzotto: Luigi Galliotto, responsabile del referato dal 1999 al 2004 e Mauro Lazzarotto, subentrato all'assessore Giovanni Menegon nel 2006 e in carica fino al 2009.
La conferenza stampa del Pdl in municipio a Bassano
“L'attuale Amministrazione - esordisce Monegato - continua a nascondersi dietro alla questione dei debiti ed è ora di mettere la parola fine a questa querelle. Non hanno altro su cui aggrapparsi per coprire la loro incapacità e le loro difficoltà interne.”
Ma passiamo ai numeri, contenuti in un documento di sintesi consegnato agli organi di informazione.
Nei dieci anni di governo di centro-destra (1999-2009) il Comune di Bassano ha stanziato complessivamente - a seguito di mutui approvati - 87 milioni di euro di interventi pubblici, con opere effettivamente eseguite per 65 milioni.
I restanti 22 milioni, spiegano gli esponenti del Pdl, “sono mutui già stanziati per lavori, ma non collegati a un intervento specifico, che sono rimasti a residuo e a disposizione dell'attuale Amministrazione, che può in parte riutilizzarli.”
E così è stato, ad esempio, per i lavori del nuovo parcheggio del vecchio ospedale, costati 1 milione e 200mila euro “attinti - spiega il gruppo di opposizione - dai mutui approvati dalla nostra Amministrazione per lavori ancora da eseguire.”
I mutui approvati per lavori non eseguiti - sostiene il Pdl - sono quindi da scalare dal debito.
Secondo i dati diffusi in conferenza stampa, tra il 1999 e il 2009, nei due mandati amministrativi Bizzotto, il debito complessivo per nuovi mutui ammonta a 40 milioni di euro (pari alla differenza tra i 73 milioni di mutui accesi e i 33 milioni di mutui pagati).
A questi 40 milioni, tuttavia, “bisogna togliere i 22 milioni già stanziati per lavori da eseguire.”
Risultato finale: “l'aumento effettivo dell'indebitamento del Comune è di 18 milioni di euro.” E cioè appena un terzo della cifra indicata a più riprese da Cimatti. Con un sostanziale pareggio di bilancio rispetto ai debiti ereditati nel '99 dalla gestione Gambaretto, pari a 17 milioni.
“Non solo - incalza Monegato -, ma in dieci anni abbiamo esattamente raddoppiato il patrimonio immobiliare del Comune, passato dai 59 milioni del 1999 ai 118 milioni del 2009.”
“Noi ci siamo comportati secondo la normativa, la disponibilità e le esigenze di quel momento economico - sottolinea Galliotto - secondo un modo di operare sempre comprovato dall'organo di revisione dei conti.”
Ora il Comune è con l'acqua alla gola, e per rientrare nel Patto di Stabilità interno 2011 - come rivelato da una delibera dello scorso 5 luglio - deve recuperare 9 milioni e 475mila euro.
“L'Amministrazione ha le mani legate dal Patto di Stabilità - aggiunge Galliotto -. Capiamo i problemi, ma non diano la colpa a noi.”
“Perché - si chiede Mauro Lazzarotto - non si è voluto pensare prima a programmare il Patto di Stabilità con un piano inserito nel bilancio di previsione che viene presentato in marzo? Le preoccupazioni sono emerse invece nella delibera di luglio, guardacaso nello stesso giorno in cui in consiglio comunale è stato approvato il cambio di destinazione d'uso per la vendita della Caserma Fincato.”
“Se le alienazioni servono per ristrutturare la macchina amministrativa, ben vengano - osserva il consigliere Marin -. Ma se si fanno solo per risolvere il Patto di Stabilità 2011, allora è un disinvestimento fine a sé stesso.”
“Adesso che vogliono alienare - conclude Galliotto - a loro fa comodo avere la caserma, che noi avevamo acquisito per per 2 milioni e 170mila euro e che loro vogliono vendere per 4 milioni e mezzo. Dovrebbero dirci grazie.”
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