Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 08-01-2013 19:25
in Cronaca | Visto 5.643 volte

L'affaire Pelican

Renzo Rosso denuncia negli U.S.A. il bassanese Michele Merlo, suo amico per anni e già top manager del Pelican Hotel di Miami, di proprietà del patron Diesel. Secondo l'accusa avrebbe distratto 2 milioni di dollari dai conti correnti dell'azienda

L'affaire Pelican

Renzo Rosso (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)

E' una vicenda dai risvolti molto amari: per l'entità dell'accusa e per il rapporto di stretta amicizia che ha legato per tanti anni l'accusatore e l'accusato.
L'accusatore è Renzo Rosso, patron della Diesel. L'accusato è Michele Merlo, bassanese, per decenni uno dei collaboratori più fidati dell'industriale dei jeans.
Al punto da diventare, per diretta investitura del fondatore del gruppo Diesel, il top manager del Pelican Hotel: la struttura alberghiera di South Beach, a Miami in Florida, acquistata da Rosso nel 1993 e trasformata un un lussuoso e rinomato “fashion hotel”, frequentato da una consolidata clientela di personaggi dello star system.
Un rapporto di fiducia che si era già incrinato da tempo, e che si è formalmente spezzato poco prima di Natale, quando Rosso ha depositato al tribunale di Miami una denuncia nei confronti di Merlo, accusandolo di spergiuro e di distrazione di fondi dell'azienda.
Non si tratta di un fatto accaduto all'improvviso: la controversia legale tra il manager bassanese e il suo famoso datore di lavoro si trascinava infatti da sei anni. Nel 2006, per un affare che stava concludendo negli U.S.A., Rosso aveva disposto di prelevare denaro dai conti correnti che fanno capo alla società proprietaria del Pelican. Ma da quei conti - come emerse in quella occasione - mancavano 2 milioni di dollari. A gestire i conti bancari della struttura ricettiva, in qualità di direttore dell'hotel, era proprio Merlo e - secondo le accuse mosse dai legali dell'imprenditore del casual - sarebbe stato lo stesso Merlo a distrarre senza autorizzazione i 2 milioni, trasferendoli a una finanziaria americana che li avrebbe a sua volta successivamente reinvestiti in operazioni per la ricerca di petrolio e gas in Texas.
Merlo, licenziato in tronco dal Pelican nel 2008, nello stesso anno aveva restituito a Rosso la metà della somma contestata. Ma circa il restante milione di dollari aveva sostenuto di non avere nulla a che fare, dichiarando ai giudici di non avere idea di dove la somma fosse andata a finire. Affermazioni che gli avvocati di Rosso hanno sempre contestato, sostenendo a loro volta di avere raccolto prove del coinvolgimento dell'ex manager alberghiero nella illecita operazione.
L'incartamento, nei giorni scorsi, è quindi sfociato nella denuncia formale a carico di quello che il boss della Diesel, prima del 2006, aveva da sempre ritenuto un amico fidato. Renzo Rosso, sulla vicenda, non rilascia dichiarazioni affidando l'unico commento a un cinguettio su Twitter: “Prima o poi la giustizia arriva per tutti”.

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