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È proprio vero: ogni regola ha la sua eccezione.
Ho ricevuto questa mattina in redazione un comunicato stampa del Comune di Bassano del Grappa relativo a una nuova iniziativa della Biblioteca Civica. Si tratta di “Exploring English Classics - A guided Reading Group”, un percorso attraverso la narrativa inglese e americana condotto in lingua inglese. Per tre mesi di seguito, e sempre il mercoledì (15 e 22 gennaio, 29 gennaio e 5 febbraio, 12 e 19 febbraio, 5 e 12 marzo, 19 e 26 marzo) sono in programma altrettanti doppi incontri dedicati rispettivamente a Heart of Darkness di Joseph Conrad, a The Great Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, a Ethan Frome di Edith Wharton e a The Turn of the Screw di Henry James.
Il primo incontro prenderà in considerazione il contesto storico e sociale cui fa riferimento l'autore, il dettaglio biografico dello scrittore e gli aspetti principali della trama (personaggi, ambientazione, temi principali). Dopodiché, durante la settimana, i partecipanti - a cui è richiesta una conoscenza discreta della lingua inglese, sufficiente per capire una conversazione di media difficoltà - avranno l'opportunità di leggere il libro in preparazione del secondo incontro, nel quale saranno invitati a partecipare attivamente, esprimendo le proprie opinioni, condividendo idee e ponendo domande al relatore, dando vita a una sorta di gruppo di lettura.
Foto scattata al termine del primo laboratorio per bambini su Leonardo da Vinci in Biblioteca (fonte immagine: Facebook/Biblioteca Bassano del Grappa)
Bello, I like it. Ne scrivo non per un improvviso rigurgito della mia mai sopita anglofilia, ma perché questo comunicato stampa - che è solo l'ennesimo riguardante tutta una serie di attività promosse negli anni dalla Biblioteca Civica - mi ha fatto accendere, oggi, una lampadina. Una piccola fonte di luce che mi fa riflettere.
La notizia che vi ho riportato nelle righe soprastanti si inserisce infatti in un momento molto particolare per la Cultura a Bassano. Un momento di caos per la vexata quaestio del bando di selezione sospeso per il nuovo direttore dei Musei Civici, per gli stessi Musei Civici che in mancanza di un direttore scientifico da cinque mesi navigano a vista, per l'epocale pastrocchio della presunta e poi clamorosamente smentita “direzione unica” dei due musei canoviani di Bassano e di Possagno e per la Cultura istituzionale che si dimostra ingessata come non mai. È quanto ho scritto nei miei articoli e nei miei editoriali precedenti, ricevendo numerosi consensi da parte del mondo culturale bassanese.
Le mie critiche si riferiscono in particolare al vuoto di programmazione culturale che si avverte oggi in città e cioè di una politica in grado di produrre chiare e sicure prospettive, da qui alla fine del mandato amministrativo, su quello che oggi è la Cultura a Bassano e su quello che vuole diventare. Insomma: cara Cultura, se ci sei batti un colpo.
Ma ciò non vuol dire - e qui ritorno al punto di partenza - che in questo “Territorio del Nulla”, dal punto di vista della progettualità in divenire, non ci siano isole di attiva e positiva resistenza. Le eccezioni alla regola, per l'appunto.
Una è rappresentata da Operaestate Festival Veneto (almeno sotto la direzione di Rosa Scapin, che sta curando la programmazione dell'edizione del Festival del quarantennale e il cui contratto scadrà il prossimo marzo, poi si vedrà) e l'altra proprio dalla Biblioteca Civica. La caratteristica di quest'ultima, rispetto ai riflettori dei palcoscenici di Operaestate e del Museo Civico funzionante a regime, è quella di non finire quasi mai sui titoli dei giornali o nelle scalette dei Tg locali. Una disattenzione mediatica - nella quale mi ci metto dentro anch'io - inversamente proporzionale alla messe di iniziative che vi si generano al suo interno, al di là dei suoi compiti quotidiani e istituzionali di sede di consultazione di libri e di pubblicazioni di ogni genere: corsi, conferenze, incontri, mostre, reading, laboratori. E, come si suole dire, chi più ne ha più ne metta.
Ve ne cito solo alcune tra le più recenti: i tre incontri pubblici di dicembre sui 300 anni di Robinson Crusoe di Daniel Defoe, sulla “Web culture” e la divulgazione culturale ai tempi di internet e su Antonio Fogazzaro a conclusione di un ciclo di conferenze su cinque grandi scrittori veneti tra '800 e '900. Ma anche i regolari e sempre affollati appuntamenti di “Venerdì: storia. Incontri sul filo della memoria”, dedicati agli eventi, spiegati da competenti relatori, che hanno segnato la nostra storia. Oppure il laboratorio di scrittura creativa per ragazzi “Ti piacerebbe scrivere un Fantasy?”, iniziato a novembre e in programma fino ad aprile. In Biblioteca avvengono anche i “dialoghi immaginari” - interpretati da due lettori/attori - tra le più brillanti menti, due alla volta, della cultura e letteratura: come Shakespeare e Cervantes, Lev Tolstoj e William Howard, Tiziano Terzani e Oriana Fallaci o Umberto Eco e Giovanni Sartori. Da sette anni a questa parte, nella sede di via Museo prende inoltre vita il progetto “Volta la carta...letture ad alta voce in Biblioteca” per i bambini e le loro famiglie. Per concludere (ma l'elenco potrebbe proseguire ancora) con la recente e culturalmente stuzzicante mostra “Destinazione Luna - Un viaggio da Tolomeo all'Apollo 11”, allestita da settembre a novembre dell'anno scorso per celebrare i 50 anni dallo sbarco del primo uomo sulla Luna. E ancora con la mostra “La Biblioteca di Leonardo”, allestita a dicembre in occasione del 500simo anniversario della morte di Leonardo da Vinci e ancora visitabile, affiancata anche da alcuni laboratori creativi per i bambini delle scuole elementari sul sommo genio del Rinascimento.
Dunque la Biblioteca Civica di Bassano del Grappa è un luogo in cui la diffusione e la divulgazione della Cultura incontrano ogni giorno la cittadinanza di tutte le età.
Non lo ho mai evidenziato in tanti anni di racconto giornalistico di questa nostra città e proprio questo, con gli indefiniti attuali chiari di Luna delle politiche culturali dell'amministrazione cittadina, è il momento per farlo. Il merito di tutto ciò va certamente ascritto al suo direttore dott. Stefano Pagliantini, che negli ultimi anni ha saputo ben gestire e coordinare la programmazione dell'istituto comunale, mantenendone e anzi potenziandone il ruolo di baluardo del sapere per la popolazione.
La qual cosa conferma che, per far progredire la città in campo culturale, sia sul lato politico che come in questo caso sul lato dirigenziale, bisogna avere le persone giuste al posto giusto.
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