Attualità

Expo Turismo Gay: Donazzan contro Brambilla

Il ministro dà il suo patrocinio alla prima fiera italiana del turismo omosessuale e l'assessore veneto ne chiede le dimissioni. “Brambilla sembra un politico di sinistra e contribuisce ad allontanare gli elettori del Pdl”

Pubblicato il 14 set 2011
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Non si può certo dire che Expo Turismo Gay, evento fieristico in programma il 23 e 24 settembre prossimi a Bergamo, non sia una rassegna specializzata del settore.
I padiglioni espositivi - collocati nel più ampio contesto del workshop “NoFrills” per il settore turistico - saranno infatti tutti dedicati al segmento GLBT: gay, lesbian, bisex e transgender.
La manifestazione, prima ancora di cominciare, ha conquistato un ambito riconoscimento: ha ottenuto in fatti il patrocinio del Ministero del Turismo, e i relativi auguri del ministro Michela Vittoria Brambilla “per il successo dell'iniziativa”.

Elena Donazzan e Michela Vittoria Brambilla: donne del Pdl ai ferri corti per la fiera del turismo GLBT

Apriti cielo: il logo ministeriale abbinato alla prima fiera del turismo gay italiana non è andato proprio giù all'assessore regionale veneto all'Istruzione, Formazione e Lavoro Elena Donazzan che ha diffuso oggi un comunicato per dichiarare “il proprio sconcerto” e chiedere le dimissioni dell'esponente di governo nonché collega di partito.
“Che la sessualità sia diventato un prodotto turistico - dichiara la Donazzan nella nota stampa - mi indigna come persona che crede che l'affettività sia una dimensione di tutto rispetto che pretende discrezione. Che poi un Governo di destra i cui riferimenti culturali dovrebbero essere chiaramente ancorati al rispetto della persona, ai valori conservatori e cattolici della comunità nazionale dia il Patrocinio, quindi il massimo riconoscimento della condivisione delle finalità politiche di un evento o una associazione, mi sconcerta”.
“E credo bene - aggiunge l'assessore povese - che il nostro elettorato sia disorientato e deluso... Mica si aspettava dal Ministro del Turismo che promuovesse in Italia un turismo sessuale che caratterizza paesi arretrati oggetto di illazioni e volgarità”.
“Credo che - prosegue l’assessore regionale - ad un turista non si debba chiedere la attitudine sessuale e meno che meno che le politiche della maggiore voce dell'economia nazionale, l'unica materia prima che potrebbe far risollevare il nostro sistema, si debbano caratterizzare per un turismo omosessuale”.
“Ma la Brambilla sa che sta parlando dell'Italia? - conclude la collega veneta -. Rinnovo convintamente la mia richiesta di dimissioni... Brambilla sembra un esponente politico di sinistra e non di destra e contribuisce, con la sua incoerente azione politica, ad allontanare gli elettori del Pdl e di questa maggioranza di governo”.

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