Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 14-02-2014 19:36
in Attualità | Visto 2.544 volte
 

Come bloccare il traffico ed essere felici

Macchine ferme per cinque minuti in via Verci a Bassano per un flash mob di danza in mezzo alla strada contro la violenza sulle donne. Ma gli automobilisti non gradiscono, e le più cattive...sono le donne

Come bloccare il traffico ed essere felici

Il flash mob "on the road" in via Verci per la giornata mondiale di "One Billion Rising" (foto Alessandro Tich)

“Str...e!”, “Va' in m...!” Sono le frasi che escono dai finestrini abbassati delle auto rimaste bloccate fino a qualche secondo prima in via Verci a Bassano.
E a pronunciarle sono tutte donne: inviperite e arrabbiatissime contro le responsabili dell'interruzione della circolazione - tutte donne anche loro - per la prolungata sosta fuori programma.
E pensare che il flash mob a ritmo di musica e passo di danza inscenato questo pomeriggio nel bel mezzo della strada per circa cinque minuti (un'eternità, per chi si trova fermo al volante) è stato fatto proprio per loro, ovvero per sensibilizzare la collettività contro la violenza sulle donne.
Il tutto in occasione della giornata di mobilitazione mondiale “One Billion Rising”: il ballo planetario delle donne (l'anno scorso vi ha partecipato un miliardo di persone) che si svolge oggi in contemporanea nei cinque continenti contro i soprusi e a favore della giustizia nei confronti del cosiddetto sesso debole. Beata ingratitudine...
Ma al “gruppo spontaneo e trasversale” che ha messo in atto l'insolito spettacolino viaggiante, con la musica break irradiata da un altoparlante, gli improperi che riecheggiano dagli abitacoli delle vetture al termine dell'esibizione non fanno né caldo né freddo. Anzi, conclusa la performance danzante on the road la soddisfazione nei volti delle protagoniste è lampante. Ovvero: come bloccare il traffico ed essere felici.
Per tutta la durata del blocco stradale gli automobilisti spazientiti continuano inutilmente a tirare moccoli e a suonare il clacson, mentre le dancing girls proseguono imperterrite la loro coreografia.
Nessuno, del resto, capisce cosa stia realmente succedendo e soprattutto il perché: nessun cartello o striscione spiega infatti la motivazione del balletto sulla carreggiata. L'unico elemento di contorno sono dei palloncini a forma di cuore: la qual cosa induce qualche passante a pensare - erroneamente - che si tratti di una trovata pubblicitaria dell'incolpevole bar davanti al quale si sta svolgendo l'animazione, per la giornata di San Valentino.
A guidare in prima fila le danze del coraggioso gruppetto, composto in gran parte da giovani ragazze, è Chiara Pozzi Perteghella, nota farmacista bassanese. Che per un giorno ha lasciato da parte sciroppi e aspirine per distribuire pillole di impegno civile.
“Il nostro è un flash mob contro la violenza, qui a Bassano come in tutto il mondo - ci conferma la leader dell'inconsueto corpo di ballo -. “One Billion Rising” invita a ballare le donne per usare il corpo come strumento per diffondere la cultura del rispetto. Questa mattina siamo andate nelle scuole, al Vittorelli e al Cremona. E' importante sensibilizzare i giovani sul messaggio del rispetto alle donne, stiamo lavorando sul futuro.”
Dunque un flash mob di natura itinerante: “Dopo le scuole siamo andate a ballare sul Ponte - continua la dott.ssa Pozzi Perteghella -, poi qui in via Verci. Adesso torniamo al Cremona e questa sera alle 20.30 andiamo nuovamente sul Ponte.”
Se l'obiettivo del gruppo danzante per la causa delle donne nel mondo era quella quello di farsi notare, la missione è perfettamente compiuta.
E come ogni mobilitazione che si rispetti, le promotrici dell'iniziativa nella nostra città si sono organizzate anche sul web, con la pagina facebook dedicata “One Billion Rising per la Giustizia a Bassano del Grappa” (m.facebook.com/events/578353668910837?_ft).
Della serie: che cosa non si fa per le donne. Per tutte le donne, s'intende: anche per quelle al volante di passaggio in via Verci, ancora più cattive dell'automobilista incazzato di Gioele Dix.