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“Obama e Ahmadinejad? Incontratevi a Bassano”

Il bassanese Giancarlo Andolfatto scrive una lettera aperta ai due leader sul suo sito internet. “Un'iniziativa basata sui valori universali dello sport”

Pubblicato il 14 feb 2010
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“Impossible is nothing”. “L'impossibile è nulla”: è lo slogan di una nota marca di scarpe sportive. Un motto che, a quanto pare, è stato fatto proprio da Giancarlo Andolfatto, bassanese, ufficiale di amministrazione dell'esercito in congedo con diversi incarichi all'attivo in campo economico e sociale.
Referente per l'assistenza fiscale del “Non Profit Center”, società di consulenza amministrativa per società sportive e associazioni di volontariato, Andolfatto da pochi mesi è anche il presidente della “Fiere del Grappa S.r.l.” e delle Case di Riposo di Bassano.
Un'agenda fitta di impegni che non gli impedisce tuttavia di occuparsi di grandi tematiche mondiali. E così, nel suo sito personale www.andolfatto.it, ha pubblicato una lettera aperta - scritta in inglese e intitolata “The difference between” - rivolta nientemeno che al presidente degli Stati Uniti Barack Obama e al presidente dell'Iran Mahmud Ahmadinejad.

Giancarlo Andolfatto nella sua veste di presidente della Casa di Riposo di Bassano

La lettera aperta ( www.andolfatto.it/page4.html ) invita i due leader al dialogo e ad un possibile incontro di riconciliazione proprio a Bassano del Grappa.
Un'ipotesi che - anche alla luce delle recenti proteste contro l'ambasciata italiana a Teheran - suona oggi come pura fantascienza.
Ma Andolfatto non è di questa idea e auspica che il presidente del consiglio Berlusconi si adoperi presso la diplomazia internazionale per appoggiare un'iniziativa basata, come spiega lo stesso promotore, sui valori universali dello sport.
“La mia proposta - puntualizza Andolfatto - nasce dalla scoperta di alcune sorprendenti coincidenze tra Bassano del Grappa e l'Iran in campo sportivo.
Il velodromo dell'Azadi Sport Complex di Teheran, il grande centro sportivo all'avanguardia della capitale iraniana, fu realizzato negli anni '70 dalla ditta bassanese Tessarolo e ricalca esattamente il velodromo “Rino Mercante” di Bassano. Durante la rivoluzione di Khomeini mi ricordo le immagini televisive dei dissidenti rinchiusi dentro l'impianto sportivo, con i due anelli di cemento tali e quali a quelli della pista del velodromo bassanese.
In più, ho scoperto che la nazionale iraniana di ciclismo utilizza le biciclette Wilier, prodotte nel nostro territorio.”
“Sono stato nell'esercito per circa 23 anni - scrive Andolfatto nella lettera aperta ai due presidenti -. Tuttavia ritengo che lo sport sia una via percorribile per ridurre il gap tra i nostri due Mondi.
So che sembra difficile: ma le chiedo, signor Ahmadinejad, se accetterebbe di seguire la sua nazionale di ciclismo durante una gara da organizzare a Bassano del Grappa al velodromo “Mercante” che un'azienda italiana ha costruito negli anni '70 e ha replicato nel 1974 all'interno dell'Azadi Sport Complex a Teheran. Penso ai due anelli di cemento come ai primi due forti anelli di una catena di pace.”
“E lei, signor Obama - prosegue il testo - non potrebbe sostenere questa semplice iniziativa, mentre la sua diplomazia sta lavorando per raggiungere la nuova era che stiamo aspettando?”.
“Non pensate, signori presidenti - conclude la lettera aperta - che il Ponte Vecchio di Bassano del Grappa, progettato da Andrea Palladio e ricostruito dai veterani alpini dopo la Seconda Guerra Mondiale possa essere un luogo significativo di riconciliazione tra le nostre due culture o almeno un primo passo serio in questa direzione? Nonostante tutte le difficoltà che saranno espresse dai vostri diplomatici, attendo una vostra possibile risposta.”
Andolfatto è consapevole della difficoltà dell'impresa, ma - avendo affidato il suo messaggio ad internet - è anche fiducioso delle sorprendenti porte che si aprono sul web. “La stessa proposta del Nobel per la Pace ad Obama - ricorda - stava circolando sulla rete prima ancora della nomina ufficiale.”
Nel frattempo, l'intraprendente militare in congedo si è già rivolto alla diplomazia sportiva e ci assicura che il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco “sta guardando con molto interesse alla proposta.”
“Come uomo di armi - conclude Andolfatto - sono stato abituato a risolvere i problemi internazionali con altri strumenti. Ma come uomo di sport, sono convinto che ci sono altri modi e altri valori per affrontare e superare le differenze.”
Impossible is nothing, per l'appunto.

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