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In una vasta area agricola di Colceresa, la Faresin Industries di Breganze intende realizzare un insediamento produttivo di 25mila mq. Domani flash mob di protesta sul posto. I consiglieri regionali di Europa Verde Masolo e Zanoni: “Ci saremo”
Pubblicato il 14 feb 2025
Visto 10.138 volte
“Intervento di trasferimento e ampliamento di parte delle attività delle Faresin Industries in un nuovo impianto produttivo ad elevata sostenibilità ambientale”.
Si chiama ufficialmente così, come dagli atti del Comune di Colceresa, il nuovo “caso San Lazzaro” che sta infuocando gli animi nel territorio della municipalità sorta dalla fusione tra Molvena e Mason Vicentino, ma non solo.
La questione riguarda una vasta area agricola, in parte coltivata a vite e in parte a prato, ubicata a Molvena a sud dell’area produttiva esistente e contigua alla bretella che collega il casello della Superstrada Pedemontana Veneta e la sua complanare con la strada provinciale “Vecchia Gasparona”.
Fotoinserimento del rendering del progetto, visto dalla bretella di collegamento al casello SPV (dalla Relazione Tecnica Generale)
È qui che si colloca il progetto di Faresin Industries, gruppo industriale di Breganze leader nel settore della produzione di macchine per uso agricolo e industriale, con l’85% della produzione destinato all’export, la cui attività è attualmente distribuita in ben cinque stabilimenti produttivi a Breganze, per un totale di 21.685 mq di superficie coperta.
Come si legge nella Relazione Tecnica Generale dell’intervento, “l’azienda ha l’impellente necessità di attuare investimenti in capacità produttiva in grado di supportare la crescita attesa già nell’immediato futuro” con l’obiettivo di “un importante aumento di macchine prodotte passando dalle attuali 1300 per il 2024 alle 2200 macchine per il 2028, con conseguente aumento anche della forza lavoro e dell’occupazione”.
Riassumendo: la Faresin Industries vuole espandersi e per farlo ha la necessità di “realizzare un nuovo impianto produttivo con una dimensione di circa 25mila mq complessivi” allo scopo di “poter trasferire parte delle attività attualmente svolte negli stabilimenti produttivi siti a Breganze”.
Ma la ricerca del sito dove erigere la nuova fabbrica non è stata facile.
Il gruppo industriale ha prima sondato la possibilità di acquisire altri edifici circostanti agli attuali stabilimenti a Breganze. Risultato: nada.
Ha quindi verificato l’esistenza di aree produttive disponibili nel territorio comunale di Breganze e nei Comuni limitrofi “riscontrando tuttavia l’inesistenza di aree in grado di soddisfare le esigenze edificatorie dell’azienda”.
Ha successivamente attivato la richiesta autorizzativa per la realizzazione di un nuovo edificio produttivo, in variante urbanistica con procedura SUAP, su un terreno agricolo già nelle disponibilità del gruppo in Comune di Sarcedo.
Ma alla fine la cosa non è andata in porto “a causa di una sopravvenuta e diversa valutazione dell’organo politico comunale”. In parole povere: il Comune di Sarcedo ha detto “no”.
Infine la scelta è ricaduta sull’area agricola in Comune di Colceresa, a ridosso di un’area produttiva che la pianificazione della Provincia ha individuato come “area produttiva ampliabile”, e ha sottoscritto un accordo con gli attuali proprietari dell’area per l’eventuale acquisizione.
Nel novembre 2024 la giunta comunale di Colceresa ha approvato una delibera di “condivisione” dell’intervento proposto dalla ditta “sussistendone i presupposti per la realizzazione e le condizioni previste dalla normativa urbanistica nazionale e regionale”.
È stato il semaforo verde politico per Faresin Industries che lo scorso mese di gennaio ha inviato una nuova istanza al Comune di Colcecersa corredata di tutta la documentazione tecnica e cartografica del progetto.
L’intervento edificatorio e di trasformazione urbanistica interessa una superficie complessiva di 68.627 mq, mentre la rimanente superficie di 16.353 mq “verrà mantenuta agricola”.
L’edificio in progetto svilupperà una superficie coperta complessiva di 24.731 mq di cui 23.150 occupati dai reparti produttivi, mentre una porzione di circa 2.550 mq sviluppata su due piani accoglierà gli uffici direzionali e amministrativi, tecnici e di ricerca, più spazi di servizio, mensa e area relax per i dipendenti.
Tra le opere di urbanizzazione, è prevista la realizzazione dello standard pubblico a parcheggio (con 230 posti auto) e a verde, più nuovi marciapiedi e percorsi.
Ci sarebbe ancora tanto da scrivere sul progetto in questione, ma penso che per il momento possa bastare così.
La notizia dell’operazione Faresin è venuta alla luce nei giorni scorsi e ha già provocato un’alzata di scudi sul fronte degli oppositori al consumo di suolo.
Il primo a prendere posizione è stato il consigliere regionale di Europa Renzo Masolo, che lo scorso 4 febbraio aveva diffuso un comunicato stampa alle redazioni denunciando la “enorme colata di cemento con un maxi capannone a Colceresa”.
Una notizia, aveva dichiarato Masolo, “che si sta diffondendo solo grazie al tamtam dei residenti”, aggiungendo che “molti sono già i cittadini che si stanno opponendo al progetto”.
È dell’altro ieri un intervento di A.RI.A. bassanese, Associazione bassanese per il RIspetto Ambientale che sostiene e riprende “le richieste già formulate da alcuni cittadini” chiedendo alla giunta comunale di Colceresa “di annullare la delibera emessa e di convocare, quanto prima, un’assemblea pubblica con la popolazione per illustrare dettagliatamente la situazione, valutando con tutta la prudenza necessaria, mediante le norme che tutelano cittadini, ambiente e beni culturali, la richiesta di variare per sempre il destino di un’area verde così vasta”.
Ma dalle parole si passa adesso i fatti.
Domani, sabato 15 febbraio, alle 11.30, sull’area agricola interessata dal progetto in via dell’Industria a Molvena si terrà il flash mob “Difendiamo il suolo di Colceresa!”, al motto di “NO alla cementificazione! SÌ alla tutela della nostra terra!”, promosso dai Residenti Contro il Consumo del Suolo.
E interviene nuovamente in merito il consigliere regionale di Europa Verde Renzo Masolo, assieme al suo collega di gruppo consiliare Andrea Zanoni.
“Colceresa costituisce una delle zone più belle e significative della provincia di Vicenza, ma l’essere attraversata da opere complementari della SPV la espone, suo malgrado, alla voglia di nuovi insediamenti da parte di chi non dimostra particolare rispetto per la sua unicità ambientale e per i suoi abitanti - dichiarano -. Bene fanno i cittadini a richiamare l’amministrazione comunale alla tutela dell’interesse pubblico e dell’ambiente.”
“Per questo - concludono Masolo e Zanoni - sabato 15 febbraio saremo a fianco dei cittadini di Colceresa, partecipando al flash mob previsto per le ore 11.30 in via dell’Industria, organizzato da alcuni residenti molto sensibili al tema, poiché riteniamo che i veneti si oppongono a nuovo cemento non solo a livello regionale, ma anche a livello locale. Europa Verde si batterà al loro fianco.”
Tu chiamale, se vuoi, Campagne Verdi.
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