Connessioni contemporanee
Un dialogo col presente
4-11-18 Settembre 2025
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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 19-04-2011
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“Erano olandesi, l'ho capito dall'accento”. Fabio Bianchin, titolare dell'enoteca Antico Bar, non sa ancora capacitarsi di quello che questo pomeriggio, attorno alle 17, ha visto con i suoi occhi proprio a fianco del suo locale.
Siamo in via Menarola, nel cuore del cuore del centro storico di Bassano del Grappa. Tre giovani turisti, di passaggio per la via provenienti da via Gamba, hanno notato il capitello votivo posto all'angolo con vicolo Menarola.
Hanno voluto farsi fotografare vicino al capitello, posto a quasi tre metri di altezza: uno dei tre ha preso la macchina fotografica, gli altri due si sono arrampicati e attaccati al supporto di legno della piccola edicola sacra, che si è staccato di netto togliendo anche un pezzo di muratura. “Poi se ne sono andati - racconta Bianchin - senza fare e dire niente.”
Il capitello votivo di via Menarola come si presenta adesso (foto Alessandro Tich)
I residenti di via Menarola, che hanno chiamato Bassanonet per segnalare l'accaduto, sono senza parole. Il capitello, raffigurante una Madonna con Bambino e pregevole esempio di arte popolare votiva, è infatti da sempre oggetto di devozione degli abitanti della zona, amorevolmente curato dalla signora Teresa Zen che abita proprio di fronte. Da anni, tuttavia, l'artistico tabernacolo versa in condizioni critiche, che hanno reso necessaria, tempo addietro, l'applicazione del supporto del palo in legno.
“Abbiamo più volte interessato il Comune per il recupero del capitello - ci dice Roberto Bordignon, un altro residente della via-. Sono venuti quelli delle Belle Arti a fare un sopralluogo, ma non è stato fatto ancora niente. Ora sono arrivati i tre olandesi...”.
I resti del palo divelto sono stati recuperati dallo stesso Bordignon, che li ha messi per il momento al sicuro nel garage di casa, portandoli fuori per farceli fotografare.
Chiediamo ai testimoni un commento finale sull'episodio. La risposta: “tutto il mondo è paese”.