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E' proprio vero: fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Soprattutto se l'albero, assieme a tanti altri alberi, costituisce il patrimonio di un piccolo polmone verde della città.
Accade in Viale Venezia a Bassano, a poca distanza in linea d'aria da Viale Montegrappa, dove due mesi fa l'Amministrazione comunale aveva provveduto all'abbattimento degli storici filari di platani.
Ma se il provvedimento pubblico di Viale Montegrappa è finalizzato al futuro ripristino delle alberature, quello di Viale Venezia - di iniziativa privata - ha invece scritto la parola “fine” alla trentennale storia di un piccolo bosco urbano che da questa mattina non esiste più.
Ciò che resta dell'arboreto di Viale Venezia. Anche gli alberi in primo piano nella foto sono stati abbattuti
L'intervento interessa un'area già di proprietà della famiglia Basso, che risiede nella proprietà attigua, e che a seguito di successioni ereditarie e di ulteriori compravendite appartiene ora ad un privato che ha ottenuto la concessione di costruire un condominio.
A giorni partirà il cantiere edilizio, e il primo intervento è stato quello di abbattere tutti gli alberi dell'area, che era l'unico arboreto di Viale Venezia.
Tra le piante rase al suolo ci sono due querce, tre cipressi, una magnolia, un acero, due noci e ancora pini marittimi, oleandri e vari alberi da frutto.
L'intervento ci è stato segnalato - a malincuore - da Ida Zalla Basso, che per conto dell'associazione Ande è componente del gruppo “Salvaguarda Bassano”.
Era stata lei, in questi decenni, a piantare gli alberi creando un vero e proprio piccolo parco usufruito, benché di proprietà privata, anche da diversi cittadini: compresi molti alunni delle scuole di Rossano Veneto dove la signora Basso aveva insegnato negli anni passati e che tra quegli alberi avevano trovato uno spazio verde dove giocare.
“A parte i diritti di proprietà - ci dice la signora Zalla Basso - è triste perdere un'area verde nel centro, invaso sempre più dal cemento. Ci vorrebbero educazione e amore verso il verde e le piante. Ma le esigenze commerciali hanno il sopravvento.”
“C'è una grande amarezza - aggiunge - nel vedere quello che è cresciuto in trent'anni che in un attimo viene distrutto”.
E' pur vero che la proprietà privata è inviolabile, e che le scelte dei privati proprietari, con regolare concessione edilizia, vanno rispettate. Ma un piccolo bosco che sparisce nel giro di due ore è pur sempre un “pezzetto di città” che se ne va per sempre. Comunque sia, è un peccato.
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