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Il suo articolo “The New Population Bomb”, che traccia un profilo del nuovo mondo con cui le nuove generazioni si confronteranno, ha creato uno sconquasso nel dibattito sui grandi temi del futuro demografico del pianeta. Ed è stato lo spunto di partenza per i contenuti da affrontare nel I° Convegno Internazionale Nardini.
Il nostro futuro non può infatti prescindere dalla visione dei prossimi equilibri demografici mondiali. Una questione che Jack A. Goldstone - politologo americano della George Mason School of Public Policy, consigliere del presidente Obama e consulente dell' U.S. State Department - ha ribadito nel suo intervento all'incontro internazionale alle “Bolle” sul 2050.
“Nel 2050 - ha affermato Goldstone - il mondo sarà molto differente, il centro della vitalità economica saranno i Paesi emergenti e il 70-80% del potere economico sarà localizzato al di fuori degli Stati Uniti, dell'Europa e del Giappone. Nei paesi sviluppati avanzerà l'età della popolazione lavorativa e aumenterà il numero degli ultrasessantenni, e problemi come l'assistenza sanitaria e i trasporti saranno molto rilevanti. E' un futuro che accomuna gli USA, l'Europa, il Canada, il Giappone. In Italia la percentuale di popolazione tra i 15 e i 59 anni, nel 2000, era il 61% e gli over 60 il 24%. Nel 2050, i primi scenderanno al 47% e i secondi saliranno al 39%.”
Jack Goldstone, politologo USA ed esperto di dinamiche demografiche, alle "Bolle" di Nardini
“Fra 40 anni - ha ancora detto - il mondo sarà popolato da 9 miliardi di abitanti. Di questi, 8 miliardi vivranno nei Paesi oggi in via di sviluppo. I Paesi con il più veloce tasso di sviluppo saranno quelli di popolazione musulmana. Nel 2050 si stima che ci saranno due miliardi di musulmani in più rispetto ad oggi. Dovremo superare l'ostilità nei confronti dell'Islam e sviluppare nuovi modi per rapportarsi con loro. Il mondo sarà urbano, e non più rurale, e si formeranno mega-città. Megalopoli come Karachi, Jakarta, Mumbai saranno i centri dell'innovazione demografica. I giovani del mondo futuro saranno avidi di conoscenza, anche nei Paesi più deboli e instabili. L'Europa e gli USA dipenderanno dalle relazioni con i nuovi centri demografici e di sviluppo mondiali. I Paesi oggi in via di sviluppo avranno una forza-lavoro globale di non meno di 4 miliardi e mezzo di persone.”
Le soluzioni? “Per l'Europa - ha raccomandato l'esperto - serviranno flessibilità, assistenza sanitaria e professioni sociali. Potrà essere meno costoso andare in pensione in altri Paesi, sarebbe uno sbaglio pensare che qui avremo tutto ciò che ci serve. Fuori dall'Europa, invece, serviranno più globalizzazione, libero mercato, più scambi umani e nuove città.”
Di fronte alla nuova bomba demografica, il nostro continente deve dunque prepararsi all'epocale confronto coi Paesi emergenti molti dei quali, fra 40 anni, saranno totalmente emersi.
“La vecchia Europa - dichiara Goldstone a Bassanonet - andrà avanti se penserà giovane. L'Europa potrà essere un partner, un fornitore, un investitore per il resto del mondo. Se non vedrà questa cosa come una risorsa, invecchierà da sola.”
Anche la vecchia Italia? “L'Italia - ci risponde Goldstone - sarà molto vecchia, se rimarrà da sola. Ma l'Italia è sempre stata anche un incrocio di civiltà. Se accetterà di riprendersi questo ruolo, le cose andranno bene.”
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