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“Pedemontana, indennizzi uguali per tutti”

Le province Vicenza e Treviso armonizzano i parametri degli indennizzi per le procedure di esproprio

Pubblicato il 24 giu 2010
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Riunione congiunta questa mattina a Palazzo Nievo, sede della Provincia di Vicenza, per le Commissioni Provinciali Espropri di Vicenza e Treviso. All'ordine del giorno la volontà di armonizzare i parametri di valutazione per assicurare uniformità di trattamento ai cittadini interessati al passaggio della Pedemontana Veneta.
Il tracciato della superstrada, infatti, interessa per il 60% territori vicentini e per il 40% territori che ricadono in provincia di Treviso. Avendo le due province tabelle di riferimento diverse, accade che proprietari di terreni al confine vedono riconosciuto un diverso importo di indennizzo.
Di qui l'esigenza, fatta propria dal Consiglio Provinciale di Treviso e, a breve, anche da quello di Vicenza, di armonizzare i parametri di valutazione, con l'obiettivo di assicurare un trattamento equo ai cittadini che subiscono il disagio di un esproprio. Proposta avanzata alla Regione Veneto e a cui già il Commissario Straordinario Silvano Vernizzi ha dato parere positivo.

La riunione congiunta a Palazzo Nievo a Vicenza

“Prevediamo -afferma l'Assessore Nereo Galvanin, presidente della Commissione Espropri di Vicenza- che i contenziosi non saranno molti. Recentemente, con la Valdastico Sud, non sono stati più del 5% del totale, anche perchè a chi accetta subito è riconosciuto un bonus. Tuttavia vogliamo essere pronti e stabilire fin d'ora una linea d'azione comune e concordata, in modo da poter poi decidere in maniera celere.”
Il verbale della Commissione di stamattina verrà inviato al presidente della Regione Veneto Luca Zaia e al commissario Vernizzi.
Al presidente Zaia verrà a breve chiesto anche un ulteriore incontro a cui possano partecipare le sette Commissioni Espropri del Veneto. Constatato, infatti, che i parametri di valutazione dei terreni subiscono modifiche da una provincia all'altra, si ritiene doveroso intervenire per stabilire criteri e valori omogenei, nel rispetto, naturalmente, delle tipicità e delle caratteristiche di ogni area.
“Nel 2011 - spiega Galvanin - verranno riformulate le tabelle e in quell'occasione chiederemo non solo un tavolo comune tra le province, ma anche la previsione di tipologie particolari di colture, che necessitano di una valutazione a parte. Penso, solo per fare un esempio, alle colture biologiche: spostare una coltivazione di questo tipo necessita di procedure complesse, visto che per “purificare” un terreno da adibire a biologico servono 7-8 anni. E' doveroso che l'indennizzo dell'esproprio ne tenga conto.”
Nel frattempo, prima del 2011, le Commissioni Provinciali Espropri verranno rinnovate, visto che, essendo di nomina regionale, hanno la stessa durata del mandato regionale. Sono composte da rappresentanti della Regione, della Provincia, dell'Agenzia delle Entrate, dell'Agenzia del Territorio, dell'Ater, delle associazioni di agricoltori e coltivatori.

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