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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 21-07-2009 08:31
in Attualità | Visto 2.685 volte

Influenza “A”: istruzioni per l'uso

L'OMS lancia l'allerta sulla diffusione mondiale della “Nuova Influenza”, già nota come “Influenza suina”. Intervista al dottor Maurizio Sforzi, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss n.3

Influenza “A”: istruzioni per l'uso

Il dottor Maurizio Sforzi, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss 3 di Bassano

L'emergenza è scoppiata nel bel mezzo dell'estate, ovvero nel periodo di massima espansione dei viaggi di piacere e di studio all'estero. L'influenza “A”, o più esattamente “A (H1N1)”, già nota come “Influenza suina” e già ribattezzata “Nuova Influenza” è ormai presente in molte aree del mondo e nei prossimi mesi arriverà anche in Italia, con una propagazione del virus che le autorità sanitarie prevedono “molto veloce”.
Dopo i primi focolai - registrati in aprile in Messico - del nuovo virus influenzale, precedentemente diffuso tra i suini e mai rilevato prima nell'uomo, l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha annunciato il massimo livello di “allerta pandemia”.
La “nuova influenza” è un'infezione virale acuta dell'apparato respiratorio con sintomi simili a quelli classici dell'influenza: febbre a esordio rapido, tosse, mal di gola, malessere generale.
Il nuovo virus influenzale suino “A (H1N1)” si è ora adattato all'uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona.
L'influenza non viene trasmessa attraverso il cibo ma per via aerea attraverso le gocce di chi tossisce o starnutisce, e anche per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.
In diversi paesi del mondo sono in atto misure di controllo e prevenzione del contagio: in Inghilterra alcune compagnie aeree vietano l'imbarco ai passeggeri che mostrano i possibili sintomi della nuova influenza. Sulla situazione “Influenza A”, in costante evoluzione, abbiamo interpellato il dottor Maurizio Sforzi, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss n.3 di Bassano del Grappa.

- Dottor Sforzi, con la nuova emergenza del virus “A (H1N1)” ci sono restrizioni per i viaggi?
“L'OMS non ha mai dato restrizioni per i viaggi e continua a non darle. Ognuno si comporta come meglio crede, si può viaggiare liberamente tenendo conto che il virus è ormai presente dappertutto. Aumenta in questi giorni la preoccupazione dei genitori che quest'estate devono ad esempio mandare il figlio in college a Londra, o comunque a studiare in Inghilterra o in altre parti del mondo. La scelta se mandare il figlio all'estero oppure no spetta al genitore. Non ci sono indicazioni per dire: state a casa. Una volta in viaggio, o in soggiorno in un altro paese, bisogna usare le opportune accortezze e precauzioni.”

- Di che precauzioni si tratta?
“Lavarsi spesso le mani. E' una regola banale, ma molto semplice ed efficace. Poi non toccarsi gli occhi, la bocca e il naso se non dopo essersi lavati le mani. Fare inoltre attenzione al contatto con maniglie, parapetti, corrimano e tutti gli altri oggetti toccati da più persone : perché un veicolo di possibile contaminazione sono proprio le mani.
Evitare il più possibile i luoghi affollati e se proprio non se ne può fare a meno, come ad esempio in metropolitana o facendo la fila in un museo, cercare di non stringersi addosso l'uno all'altro. Se nei dintorni si nota una persona che tossisce o continua a starnutire, mantenersi a una distanza intelligente.”

- E' prevista una campagna di vaccinazione contro la “nuova influenza”?
“E' prevista, e a tutt'oggi la previsione è di un vaccino con due dosi: la prima disponibile attorno ad ottobre e la seconda attorno a febbraio. I criteri con i quali saranno stabilite le priorità con le quali invitare la popolazione a vaccinarsi sono in corso di definizione.
Sarà come sempre invitata prioritariamente a sottoporsi al vaccino la popolazione a maggior rischio di contagio: e cioè gli operatori dei servizi pubblici essenziali, tra cui gli operatori sanitari, che per lavoro sono in contatto con più persone quotidianamente e le fasce di popolazione più esposte al rischio per patologie già esistenti.”

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