Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 01-12-2018 12:30
in S.O.S. città | Visto 1.318 volte
 

La scorzeta del limon

Due o tre parole sugli avanzi della movida in centro storico a Bassano

La scorzeta del limon

Foto Alessandro Tich

“La scorzeta del limon” è il titolo di una commedia, scritta da Gino Rocca, che fu uno dei tanti cavalli di battaglia dell'attore Cesco Baseggio (1897-1971), il grande interprete del teatro dialettale veneto, che frequentò Bassano e a cui è dedicata una targa sulla parete esterna del sempre sprangato Caffè Italia, di cui fu affezionato cliente.
La cosa mi è venuta in mente, per associazione di idee, mentre stamattina transitavo sul passaggio esterno della Biblioteca Civica di Bassano che porta in galleria Tabacchi e quindi in via Roma. Solo che, piuttosto che una commedia brillante, quello che ho visto mi ha ispirato una sensazione di triste farsa.
Sull'aiuola del muretto che delimita il lato ovest della Biblioteca è infatti delicatamente posata, e abbandonata a se stessa, una fettina di limone. Che è in buona compagnia: vicino al rimasuglio di agrume c'è un altro limoncino verde raggrinzito e poco più in là, visto che non ci facciamo mai mancare nulla, anche una fettina di arancio.
Completano il quadro d'insieme dell'aiuola urbana altri accessori della movida serale: un pacchetto vuoto di carte per sigarette fai-da-te, un pacchetto vuoto di chewing gum, alcune cartacce e - immancabilmente - cicche a profusione. Mancano questo giro le bottiglie di birra o i bicchieri, consueto souvenir della febbre alcolica del venerdì o del sabato sera. Dico “consueto” perché in questo punto appartato della Bassano by night l'abbandono delle scoasse nel fine settimana è all'ordine del giorno.
Gli avanzi dei beones vengono poi rimossi dal cittadino di buona volontà di turno, solitamente commerciante o residente in questo angolo del centro, e l'aiuola ritorna disponibile come discarica per il weekend successivo. Quella stessa aiuola, mi preme ricordare, dove alcuni mesi fa vennero persino divelte delle piante, gettate sopra la copertura della vetrata della Biblioteca.
So di non dire niente di nuovo: e proprio questo è il problema. Quella dei rifiuti abbandonati della Bassano da bere è un'emergenza che ci trasciniamo da tempo e che si concentra in particolare nel Triangolo delle Bermude compreso tra via Portici Lunghi, via Gamba e dintorni e la zona di Porta Dieda. Ma è anche un fenomeno sintomatico di una città dove ad esempio i bidoni pubblici dell'immondizia (via Roma, a pochi metri da piazza Libertà) vengono prima spezzati alla base, sempre dai soliti idioti, poi rimessi al loro posto dagli uffici competenti in tempi non immediati e quindi nuovamente danneggiati, restando in condizione precaria fino a nuovo ordine.
Ed è anche un'espressione di inciviltà oserei dire naturale, fintanto che i frequentatori dell'Happy Hour continueranno a gettare mozziconi di sigarette e cartacce anche sul pavimento del Ponte Vecchio, aspirante Monumento Nazionale di cui (questa volta parlo di noi cittadini) siamo tutto, fuorché degni custodi. Quella scorzeta del limon che fa parte della frazione organica della differenziata all'aria aperta sull'aiuola del muretto antistante a galleria Tabacchi è per me un simbolo del tanto decantato decoro urbano di Bassano, così auspicato a parole e così smentito dai fatti: e provoca acidità di stomaco.

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