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Slow Motion

Ad oltre nove mesi dalla frana sulla Ciclopista del Brenta in località Piovega di Sotto, la vicepresidente della Regione Elisa De Berti comunica l’assegnazione di un contributo di 100mila euro per la messa in sicurezza del tratto ciclabile

Pubblicato il 06-11-2024
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24 gennaio 2024: dei massi si staccano dalla parete rocciosa e franano sulla Ciclopista del Brenta, fortunatamente senza danni a persone, in località Piovega di Sotto, a poca distanza dal Cornale, nel territorio del Comune di Enego.
6 novembre 2024: dopo oltre nove mesi, o se preferite dopo quasi dieci mesi, la Regione Veneto comunica di avere assegnato al Comune di Enego un contributo di 100mila euro per la messa in sicurezza della ciclabile nel tratto colpito dalla pioggia di pietre.
Come dice il saggio, meglio tardi che mai.

Foto Alessandro Tich

La notizia è stata diffusa oggi tramite un comunicato stampa della vicepresidente del Veneto e assessore alle Infrastrutture e Trasporti Elisa De Berti.
Il contributo di 100mila euro, spiega la vicepresidente, è stato assegnato “grazie all’ultima manovra di bilancio” per “garantire il ripristino della circolazione lungo un’arteria ciclabile dall’elevato valore turistico che collega la pianura vicentina con il territorio della Provincia Autonoma di Trento”.
Prossimamente verrà sottoscritto un accordo di programma tra la Regione del Veneto e il Comune di Enego per la realizzazione di opere di mitigazione dal rischio di caduta massi a seguito della frana.
Per questo intervento di messa in sicurezza del versante in corrispondenza della ciclabile, il Comune di Enego ha redatto una progettazione esecutiva del costo previsto di 200mila euro, chiedendo un contributo regionale.
“Questa ciclabile lungo il fiume Brenta è una meta molto frequentata e apprezzata dai cicloamatori, sia italiani che stranieri, ed è un fiore all’occhiello dell’offerta turistica della Valsugana - spiega la vicepresidente De Berti -. Abbiamo, quindi, ritenuto importante ripristinare questo collegamento “slow” fra la pianura vicentina e il Trentino.”
“L’interruzione del tracciato al Cornale - conclude - obbligava i ciclisti a prendere il treno tra Cismon e Primolano o fare una deviazione in bici fino ad Arsiè per scendere nuovamente a valle. Perciò, non appena abbiamo avuto a disposizione le risorse necessarie, le abbiamo destinate al comune di Enego, che da solo faceva molta fatica a sostenere l’intera spesa dei lavori.”
Era ora. Dal punto di vista delle tempistiche, anche l’assegnazione del contributo della Regione Veneto è stata certamente “slow”.
Ma, in un certo senso, è in linea con quel turismo lento di cui la Ciclopista del Brenta, o Ciclabile della Valsugana che dir si voglia, è una riconosciuta eccellenza.

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