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Porta a porta in faccia
Sulle due ecopiazzole di quartiere XXV Aprile e quartiere San Vito, sul ruolo pilatesco del sindaco e sui cittadini residenti nei due quartieri, lasciati completamente in balia di sé stessi
Pubblicato il 17 set 2024
Visto 11.163 volte
Sono settimane che scriviamo di ecopiazzole, a cadenza quasi quotidiana.
La qual cosa, dal punto di vista giornalistico, ci aiuta comunque a fornire dei contenuti visto che sono state ben poche fino adesso, se non tendenti allo zero, le notizie di rilievo riguardanti l’attività dell’amministrazione comunale, riferendomi in particolare ad attività che non siano state ereditate dall’amministrazione precedente.
Per la serie: piuttosto che niente è meglio il piuttosto.
Il cantiere dell’ecopiazzola di quartiere XXV Aprile (foto: FulBic)
Qui l’amministrazione Finco è solo uno degli “attori” dell’intricata vicenda.
Ci sono anche Etra Spa che è la società esecutrice (e beneficiaria) dei compattatori per la differenziata previsti in quartiere XXV Aprile e in quartiere San Vito, il Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti che ha ottenuto i contributi dal Pnrr per la realizzazione delle opere, i due comitati di quartiere del XXV Aprile e di San Vito che non si sono mai opposti nei confronti di questo dibattuto e contestato nuovo che avanza.
E ci sono anche e soprattutto i cittadini, che in entrambi i quartieri stanno raccogliendo firme per battersi contro la realizzazione delle due ecopiazzole nei siti prescelti e a favore del mantenimento della raccolta dei rifiuti porta a porta, ma che fino adesso non hanno ricevuto altro che un porta a porta in faccia.
Svolgo questo mestiere già da decenni, e ho visto cose che noi umani eccetera eccetera, e posso dire che raramente ho assistito a Bassano a un “muro contro muro” tra cittadini e istituzioni di questa portata.
C’è stato ad esempio il recente caso di San Lazzaro, è vero.
Ma lì la protesta popolare contro la costruzione di uno stabilimento logistico nelle aree ad uso agricolo della frazione è stata supportata da un consistente movimento di opinione (composto da associazioni, quartieri e altre realtà della società civile) e da una buona parte della politica comunale, che ha poi fatto in modo che l’accordo pubblico-privato con Pengo e Baxi venisse annullato.
Nel caso dei residenti dei due quartieri XXV Aprile e San Vito, questi ultimi anche scornati dal rigetto di un ricorso presentato al Tar, l’impressione è invece quella opposta.
E cioè di due gruppi di concittadini lasciati completamente in balia di sé stessi.
Una situazione kafkiana che li vede sballottati senza troppi complimenti tra un Comune di Bassano oramai intenzionato a far completare le ecopiazzole laddove previste ed un’Etra - ovvero in primis il presidente di Etra Spa Flavio Frasson - che in merito a proroghe di fine lavori, varianti di progetto e ricerca di siti alternativi non ne vuol sentir minimamente parlare.
A Palazzo, intanto, si sta tentando di fare qualcosa.
Come è noto, venerdì scorso una delegazione bipartisan, composta dai consiglieri comunali di minoranza Roberto Campagnolo e Paolo Retinò e di maggioranza Stefano Giunta, si è recata sua sponte alla sede di Etra a Cittadella per sondare le possibili vie di fuga da quella attuale, tastando il terreno sulle eventualità di proroga del fine lavori e rendicontazione delle due ecopiazzole, con conseguente possibilità di spostamento delle stesse in altro loco, senza che Etra perda i finanziamenti del Pnrr per il tramite del Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti.
Ieri i tre auto-inviati hanno riferito i dettagli dell’incontro cittadellese in una riunione dei capigruppo di maggioranza e opposizione a Bassano, convocata in vista del prossimo consiglio comunale, alla ricerca di una posizione condivisa circa gli sviluppi della questione.
Sviluppi che tuttavia non consentono ancora di delineare un quadro chiaro delle iniziative da mettere in campo, sempre che il sindaco sia intenzionato a sostenerle dopo essere stato bypassato dai tre consiglieri nella gestione della vicenda e nel rapporto con Etra.
Peraltro, permane ancora un equivoco di fondo nella missione dei 3 dell’Operazione Etra, riferito alla mancata “par condicio” tra le due ecopiazzole.
Interpellato da Bassanonet dopo la trasferta a Cittadella, il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Giunta ha dichiarato che la tempistica di questo tipo di interventi “può essere derogabile se si individuano le motivazioni che consentano di andare avanti con una variante al progetto” e di essere “cautamente ottimista sulla possibilità di arrivare ad un esito di spostamento”.
Tuttavia, rispondendo a microfoni spenti a una mia specifica richiesta di chiarimento e come avrebbe poi ribadito in interviste televisive, ha poi specificato che la prospettiva di una possibile proroga per lo spostamento dell’impianto in altro loco riguarda solo ed esclusivamente l’ecopiazzola di San Vito.
Ma il XXV Aprile non ci sta.
“La nostra raccolta di firme continua ad oltranza - comunica la promotrice della petizione Flavia Bernardi -, perché scopriamo ogni giorno che molti abitanti non erano affatto a conoscenza di tale progetto.”
In questa vicenda va anche aperta una doverosa parentesi sul sindaco Nicola Finco che, per citare Lina Wertmüller, appare travolto da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto.
Vincendo le elezioni non si sarebbe certo aspettato che il suo mandato iniziasse con una magagna del genere, che coinvolge ben oltre 1.200 cittadini - in base al numero delle firme ad oggi raccolte nei due quartieri - e che mette a dura prova il suo promesso ruolo di “sindaco di tutti”.
Proprio in agosto, il mese in cui il bubbone delle due ecopiazzole e in particolare di quella di San Vito è scoppiato una volta per tutte, Finco aveva trasmesso alle redazioni il noto ed improvviso comunicato stampa in cui annunciava “la corsa ad ostacoli e contro il tempo” per il tentativo in extremis di fermare l’installazione nell’area residenziale di San Vito e spostarla nella sede dell’ex Caserma Fincato, previo “tavolo di confronto al fine di trovare una soluzione condivisa” con Etra.
Anche se aveva dichiarato in aggiunta: “Non mi assumerò la responsabilità di perdere un finanziamento così importante.”
Un tentativo in extremis rivelatosi infruttuoso: Etra by Frasson ha risposto picche, congelando l’autorità del sindaco e continuando i carotaggi per la verifica bellica nel terreno di cantiere dell’area sgambamento cani di via Cogo dove questa ecopiazzola, per la società multiutility, s’ha da fare punto e basta.
È da quel momento che Finco ha alzato le mani su questa questione, limitandosi a promuovere un incontro in municipio (altrettanto infruttuoso) tra i vertici di Etra e i rappresentanti dei residenti dissidenti di San Vito e prendendosi un’imbarcata di parole all’assemblea straordinaria dei residenti di quartiere San Vito dello scorso 10 settembre.
Riguardo invece al confronto diretto con i residenti e firmatari della protesta dell’altro quartiere, che oggi si fanno chiamare Comitato spontaneo contro i compattatori nel quartiere XXV Aprile, il primo cittadino risulta al momento non pervenuto.
“Rispetto le posizioni di ognuno, ma qui non ci sono né i tempi, né gli spazi per cambiare direzione”, ha dichiarato oggi il sindaco sul GdV, vestendo gli inediti panni di Finco Pilato.
Sul quotidiano locale, ha inoltre rimarcato di aver fatto “davvero tutto il possibile per risolvere la situazione”, aggiungendo che però per ben sette volte i tecnici dell’Etra gli hanno spiegato che “non si può fare in modo diverso da come si sta procedendo”.
Tra le due verità emerse dalle opposte narrazioni sulla possibilità di cambiare i termini della questione, quella dei tre consiglieri comunali in trasferta nella fossa dei Frasson e quella di Etra Spa, Nicola Finco ha ormai sposato definitivamente la seconda.
Promettendo comunque: “Basta ecopiazzole a Bassano dopo San Vito e XXV Aprile”.
Ma stiamone certi: di questa magagna di inizio legislatura per la nuova amministrazione comunale si parlerà ancora e se ne parlerà tanto.
“Comunichiamo che non molleremo - dichiara oggi Flavia Bernardi, portavoce della protesta del XXV Aprile -. Insieme a San Vito saremo presenti al consiglio comunale il 26 settembre.”
Avevo tanta nostalgia e tanta voglia di popcorn, eccomi accontentato.
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