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Parenti serpenti
E se il prossimo sindaco di Bassano venisse eletto al ballottaggio?
Pubblicato il 02 apr 2024
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È vero: ieri abbiamo scherzato.
Per il nostro Pesce d’Aprile 2024 ci siano inventati una nuova App che grazie all’AI, ovvero l’Intelligenza Artificiale, è in grado di prevedere il nome del prossimo sindaco di Bassano del Grappa.
Ma il realtà l’incertezza sull’esito delle elezioni amministrative a Bassano supera le capacità di qualsiasi ipotetico algoritmo che possa in qualche modo pronosticarlo.
Nessuna elezione comunale per una città sopra i 15.000 abitanti è in partenza foriera di un esito sicuro e la stessa vittoria al primo turno di cinque anni fa di Elena Pavan con la coalizione unita di centrodestra è andata ben oltre le più rosee previsioni.
Il fatto è - e ve lo dice chi segue campagne elettorali ormai da più di trent’anni - che una situazione come quella che si sta delineando per il voto comunale dei prossimi 8 e 9 giugno non si è mai vista prima, per frammentazione delle forze in campo.
Attualmente abbiamo due candidati sindaci dell’area di centro-centrodestra (Roberto Marin e Nicola Finco) e tre candidati sindaci dell’area di centro-centrosinistra (Paolo Retinò, Roberto Campagnolo e Gianni Zen), per quanto alcuni di questi ripudino la cosiddetta “logica degli schieramenti”.
Manca ancora all’appello il sindaco uscente Elena Pavan, scaricato dalla Lega che appoggia Finco nella coalizione con Forza Italia, DC e Italia Viva, e rimaniamo in attesa dell’annuncio ufficiale della sua ridiscesa in campo.
Comunque sia, si tratta di un pollaio politico in cui stanno cantando fin troppi galli.
La logica elementare - anche se la logica non va mai d’accordo con quello che può essere il reale, imperscrutabile e in quanto tale imprevedibile “sentiment” degli elettori - ci dice quindi che l’unica cosa altamente probabile di questa competizione elettorale in città è che nessun candidato sindaco andrà oltre il 50% dei consensi al primo turno e si andrà pertanto a finire al ballottaggio.
E se a ballottaggio si andrà, si dovrà riscrivere una nuova storia completamente da zero.
Perché al secondo turno, che vede affrontarsi i due candidati sindaci più votati alla prima tornata, per concentrare i consensi bisogna necessariamente apparentarsi.
E per apparentarsi, il centrodestra dovrà ricompattare le file tra quelli che in questo momento sono parenti serpenti.
Ipotizziamo dunque due scenari di ballottaggio possibile, ponendo come assunto che della partita farà parte anche Elena Pavan.
Il primo scenario è quello, classico, di un candidato sindaco del centrodestra contro un candidato sindaco del centrosinistra.
A centrosinistra, che uno dei tre aspiranti primi cittadini (Retinò, Campagnolo o Zen) si apparenti con gli altri due non appare assolutamente una Mission: Impossible.
A centrodestra si aprirebbe invece una scomoda ma inevitabile fase del “vogliamoci bene per forza”, con tutta una serie di rospi da ingoiare.
Chiunque la spunti tra Finco, Marin ed Elena Pavan se quest’ultima si presenterà, dovrà scendere a patti con gli altri due.
In altre parole, Roberto Marin dovrà dimenticare tutti gli attacchi sferrati alla Pavan e alla sua amministrazione dopo le sue dimissioni da vicesindaco, resettare il significato della parola “coerenza” da lui pronunciata come un mantra e fare, come si suol dire, di necessità virtù.
Parimenti, Elena Pavan dovrà rinchiudere in un armadio il suo antagonismo con Nicola Finco e con il resto della Lega che le ha voltato le spalle per ritrovare quello spirito di squadra che oggi non c’è più, come dimostrano anche gli ultimi metri del percorso quinquennale dell’amministrazione in scadenza.
Per non parlare di un accordo tra Pavan e Marin, che in questo momento corrisponde ad una pura contraddizione in termini.
Infine Nicola Finco, nel caso in cui il candidato sindaco del centrodestra più votato al primo turno sia lui, si troverà costretto a cercare un accomodamento tra il suo amor proprio e l’opportunità politica tentando di stringere un compromesso con gli altri due per allargare la già variegata coalizione che lo sostiene.
Perché una cosa è certa, in tutta questa incertezza: per il centrodestra presentarsi diviso anche al ballottaggio, dando libertà di voto ai propri elettori, significa offrire la vittoria al centrosinistra in un vassoio d’argento.
In caso contrario, sussisterà comunque il rischio che un centrodestra ricompattato solo per fini di opportunità elettorale faccia riaffiorare prima o poi i suoi contrasti nel corso del prossimo mandato elettorale.
Davvero un bel rebus, degno della migliore Settimana Enigmistica.
Il secondo scenario di ballottaggio possibile, che in una città come Bassano deve essere assolutamente preso in considerazione, è quello di un candidato sindaco del centrodestra contro un candidato sindaco del centrodestra.
Finco contro Marin, Marin contro Pavan o Pavan contro Finco, sempre che Elena Pavan - lo ripeto - decida in questi giorni di sciogliere le sue riserve.
Beh: in questo caso siamo nuovamente aperti all’imponderabile e all’imprevedibile.
E, per il momento, non aggiungo altro.
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