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Alessandro TichAlessandro Tich
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Immobiliare Racchella

Parte a Cartigliano il grande progetto Brolo dei Gelsi: un villaggio nel verde di ambito comprensoriale per la residenza protetta di persone anziane, autosufficienti o fragili, in connessione “intergenerazionale” con l’attiguo polo scolastico

Pubblicato il 28-09-2023
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“Oggi è una giornata storica per Cartigliano.”
Sono frasi di rito che spesso si dicono nelle conferenze stampa indette dai Comuni per la presentazione di qualche progetto importante.
Ma questa volta il sindaco di Cartigliano Germano Racchella, che ha convocato i media a Villa Morosini Cappello, ha le sue buone ragioni per affermarlo.

Rendering del Brolo dei Gelsi di Cartigliano, vista assonometrica

Nel suo Comune parte infatti ufficialmente il maxi progetto Brolo dei Gelsi.
Vi è interessato il terreno del brolo, di 8000 mq di estensione e di proprietà della Casa di Riposo, adiacente al nuovo polo scolastico.
L’area verrà trasformata in un vero e proprio villaggio nel verde per soddisfare l’esigenza abitativa protetta per fasce di anziani ancora autosufficienti o leggermente non autosufficienti, che oltre a svolgere il ruolo di cittadella residenziale, costruita secondo i più recenti dettami della sostenibilità edilizia, sarà anche il nuovo centro di aggregazione sociale del paese. Anche se l’età dell’utenza viene definita “1+anno”, nel senso che il progetto si rivolge anche alle fragilità non correlate alla terza e quarta età.
“Ci stiamo lavorando da quattro anni - afferma il sindaco -. È un progetto ambizioso per tutto il comprensorio bassanese e non solo. Cartigliano vuole diventare sempre più un Comune Welfare.”
Un welfare allargato, per l’appunto. Il futuro Brolo dei Gelsi non si rivolge infatti alla sola residenzialità dei cittadini anziani o fragili di Cartigliano, ma anche di quelli provenienti da altri Comuni. Racchella ringrazia in tal senso i Comuni del territorio che hanno aderito al progetto, confermando il loro “partenariato sociale” senza alcuna spesa per le rispettive casse comunali.
Si tratta di Marostica (presente il sindaco Matteo Mozzo), Tezze sul Brenta, Rossano Veneto, Romano d’Ezzelino, Mussolente, Cassola, Solagna, Pove del Grappa, Valbrenta, Nove, Pianezze, Schiavon e Colceresa.
C’è Bassano del Grappa? No, Bassano del Grappa non c’è.
C’è Rosà? No, Rosà non c’è.

L’architetto Giorgio Strappazzon, volto noto alle nostre cronache, dello studio di architettura VS Associati di Bassano del Grappa che ha curato il progetto, illustra le caratteristiche del villaggio inclusivo e aggregativo che verrà.
Il progetto, chiamato Habitus, è stato concepito sui criteri “dei nuovi modi di abitare, della rigenerazione urbana e della sostenibilità”.
Sarà una cittadella “smart”, vale a dire “uno spazio idoneo dal punto di vista ambientale, dove si facilita la vita e l’edilizia è totalmente riciclabile”.
Se fra venti o trent’anni, cioè, gli elementi costruttivi risultassero ormai desueti rispetto ad altre soluzioni edilizie nel frattempo apparse all’orizzonte, potranno essere smontati e ricostruiti. Questo perché le 44 unità residenziali in progetto saranno realizzate con elementi prefabbricati e “modulari”, vale a dire con moduli componibili e aggregabili. Ciascun modulo abitativo sarà adeguato alla tipologia di persone a cui sarà destinato.
Una parte del villaggio sarà rivolta agli anziani autosufficienti e alle fragilità, un’altra alle non autosufficienze. Alcuni alloggi, inoltre, saranno dedicati alle persone con disabilità che non dispongono più del sostegno familiare, il cosiddetto “Dopo di noi”.
Sono previsti un sistema di controllo di telemedicina, la raccolta rifiuti ad aspirazione automatica per non gravare l’area con bidoni o cassonetti, alimentazione green con energia geotermica, impianti fotovoltaici e possibilità di creare una comunità energetica, un sistema di accumulo idrico a beneficio del verde, biodiversità nella piantumazione delle essenze, un giardino Alzheimer.
In progetto c’è anche una serra idroponica, dove si coltivano colture in acqua e “i nonni potranno coltivare l’orto assieme ai nipoti”.
Secondo i dati della scheda fornita in conferenza stampa, vi potranno essere prodotti 12.960 cespi all’anno di insalata idroponica.
E per una volta tanto si potrà degustare una verdura che fa acqua da tutte le parti.

Il Brolo dei Gelsi sarà ancora di più: 440 mq di aree verdi pubbliche, 755 mq di aree verdi private, 282 mq di aiuole fiorite, 1106 m di percorsi pedonali, un rain garden, 7 luoghi di aggregazione, un parco bimbi.
Sono le caratteristiche della connessione “intergenerazionale” di quest’area che sarà aperta alle famiglie e ai bambini e ai ragazzi dell’attiguo polo scolastico.
Uno degli scopi dell’intervento è infatti quello di “migliorare la qualità della vita dei soggetti fruitori del servizio” e di “prevenire l’isolamento e l’emarginazione, favorendo rapporti interpersonali e relazioni affettive, mutuo aiuto e collaborazione tra gli ospiti”.
È l’applicazione sul campo del nuovo “concept” (scusatemi, ma ogni tanto questa parola la devo scrivere) di gestione dell’utenza della Casa di Riposo di Cartigliano, proprietaria del terreno e co-promotrice del progetto assieme al Comune.
“Da quattro-cinque anni il nostro CdA ha definito una strategia particolare col progetto “Futuro agli anni” - spiega il presidente della Casa di Riposo Giovanni Zanetti -. Lo scopo è mettere al centro le persone e il loro benessere psico-fisico, secondo il concetto di dignità.” “Per questo - aggiunge - da Casa di Riposo, che è un termine superato, diventeremo Centro Servizi. Perché i nostri ospiti hanno bisogno di servizi, cure e stimoli.” “Col Brolo dei Gelsi - continua - creiamo un struttura che deve essere aperta, un centro di aggregazione sociale e di inclusione intergenerazionale.”

“L’idea della Casa di Riposo come “parcheggio delle persone anziane” è superata - gli fa eco il direttore della Casa di Riposo Massimo Alessi -. Vogliamo diventare un ente sempre più proattivo nel territorio per prevenire l’istituto. Con questo progetto intendiamo fare in modo che le persone vivano nel modo migliore in un ambiente protetto.”
“Questa soluzione - aggiunge il direttore - fornisce risposte adeguate alle persone che non hanno bisogno di una residenzialità e di una cura forte, ma hanno l’esigenza di rimanere autonomi, vivere in un contesto sociale, ricreare una relazione sociale e avere una vita dignitosa e in libertà.”
E parliamo adesso e infine, come si conviene, di costi e di tempi.
Il costo delle opere, edilizia prefabbricata compresa, per la realizzazione del Brolo dei Gelsi è stimato in 5.060.000 euro, all inclusive. Neanche tanto, in confronto a qualche progetto, più o meno di fattibilità, di qualche Comune contermine.
Il sindaco Racchella, che di agganci romani di certo non è sprovvisto data la sua recente esperienza di parlamentare, ha già avviato le connessioni col Ministero per gli opportuni finanziamenti. Ma anche con la Regione Veneto e con l’Ater, fortemente interessato alla nuova proposta di housing inclusivo.
Come spiegato sempre dal primo cittadino, l’intero progetto potrà avviarsi una volta ottenuta da Roma la variante alla zonizzazione urbanistica del terreno, attualmente ancora classificato ad uso scolastico.
Riguardo ai tempi dell’intervento di edilizia sostenibile immersa nel verde, anche questi vengono anticipati dall’Immobiliare Racchella.
In otto mesi dovrebbe arrivare il semaforo verde alla nuova zonizzazione urbanistica.
Partenza del primo step dei lavori entro il 2024. Edificazione degli ultimi moduli e taglio del nastro entro il 2025.

Nascerà così a Cartigliano il villaggio di comunità pensato per le esigenze di chi, per non perdere le relazioni sociali, ha bisogno di fare parte di una comunità.
Il tutto a misura di utenza, alloggiata nei moduli abitativi prefabbricati, componibili e scomponibili a seconda delle necessità.
Potremmo dire, semplificando, che dal punto di vista costruttivo il Brolo dei Gelsi è un po’ una Legoland.
Anzi: una Legaland, visto l’orientamento politico del sindaco.

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