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Questione Baxi/Pengo/San Lazzaro: e venne il giorno dei quartieri.
Non tutti i quartieri di Bassano, per carità: solo cinque su ventidue.
Ma si tratta proprio del caso in cui le dimensioni con contano, tale è l'intensità con la quale i presidenti di cinque quartieri cittadini ammoniscono l'amministrazione comunale circa la necessità di non dare corda alle richieste di Baxi Spa contenute nella famosa lettera trasmessa al Comune di Bassano circa l'esigenza della Baxi stessa di espandersi nell'attiguo capannone della Pengo in quartiere San Marco, consentendo quindi alla Pengo di trasferirsi con un nuovo capannone nell'area di sua proprietà a San Lazzaro.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
È l'oggetto di una lettera trasmessa al sindaco Elena Pavan e protocollata in Comune, a firma dei presidenti dei quartieri Borgo Zucco, Prè, Merlo, San Lazzaro e Santa Croce. Interessante notare che manca all'appello il presidente di quartiere San Marco, il rione maggiormente interessato - assieme alla frazione/quartiere di San Lazzaro - agli sviluppi della vicenda.
Nota a margine del vostro umile cronista: secondo l'analisi del testo - che come sapete è un mio pallino -, colpisce l'utilizzo, nei confronti del sindaco Pavan e della sua amministrazione, dell'aggettivo “lungimirante” e del sostantivo “lungimiranza”. “Lungimiranza” è infatti una delle parole chiave del manifesto politico della lista civica Impegno per Bassano. Ma si tratta, ovviamente, solo di una coincidenza.
“Come quartieri, abbiamo già espresso e ribadito la nostra contrarietà su un uso diverso da quello agricolo dell'area verde di San Lazzaro , nella sua totalità di circa 500.000 metri quadrati che rimane l'ultima area omogenea di pregio agricolo ed ambientale di cui la città di Bassano del Grappa dispone - esordisce la lettera -. Vi ricordiamo che siete stati eletti per governare e gestire il territorio senza attuare scempi di cui sareste responsabili nella memoria storica incancellabile della cittadinanza.”
“Nel caso specifico - è un altro passo del testo - la città e l'amministrazione vengono sottoposte ad un vero e proprio ricatto da parte di un'azienda multinazionale che senza dare alcuna garanzia di permanenza sul territorio (...) dà precise indicazioni e minaccia l'amministrazione con un aut-aut teso a favorire una chiara speculazione della ditta Pengo, soggetto economico molto potente che dispone di varie proprietà anche nelle vicinanze del nostro territorio, ove non ci risulta abbia trovato molta disponibilità ed accondiscendenza da parte delle rispettive amministrazioni, mentre, nella città di Bassano del Grappa, ha sempre realizzato i suoi interessi attuando molteplici interventi con compensazioni molto modeste per la città stessa.”
“Ricordiamo - continuano i presidenti - il Centro Commerciale all'ingrosso costruito anni fa con notevolissimi contributi a fondo perduto dallo Stato, la proprietà lungo la Statale 47 appena convertita urbanisticamente, l'allargamento della sua sede attuale nei tanti metri quadrati attigui alla sua proprietà, attualmente verdi, senza citare altro.”
“La città di Bassano e la sua cittadinanza - prosegue la lettera - sono grati agli imprenditori che contribuiscono con equilibrio ed interesse “reciproco” al suo benessere ma non possono accettare atteggiamenti imperativi ed incuranti del rispetto del territorio e delle volontà dei cittadini. Ci chiediamo: è giusto compromettere quest'ultima area di pregio agricolo ed ambientale che rimane alla città di Bassano del Grappa per consentire una nuova speculazione privata? E quali reali vantaggi ne trarrebbe la città? Volete consentire ulteriori migliaia di metri quadrati di capannoni solo con la motivazione della vicinanza all'autostrada? È questa la miglior destinazione di quell'area? In tutte le autostrade è così?”
“Certo che - incalzano testualmente i cinque rappresentanti di quartiere - gli interessi economici in campo, speriamo sempre legittimi e trasparenti, sono notevoli! E lo si comprende bene dato l'intervento scorretto di un soggetto produttivo, pur molto importante, come la Baxi, sostenuto e sospinto dall'altro soggetto economico, Pengo. Ma un'amministrazione seria, lungimirante e corretta non deve scendere a patti con le minacce e gli aut-aut di qualcuno, nè ora nè in futuro.”
Continua il testo: “Se la Baxi vuole acquistare l'area ex IAR di proprietà della Pengo per soddisfare le sue esigenze di sviluppo produttivo, ben venga (ma ci sembra si parli solo di affitto perchè questa multinazionale non intende evidentemente effettuare investimenti che le creino vincoli per il futuro). Sono trattative tra privati che non devono spaventare la comunità con la paventata perdita di centinaia di posti di lavoro.”
Ma poi specifica: “Chi ci assicura che la Baxi, azienda non di proprietà italiana, rimarrà a Bassano per i prossimi anni? Abbiamo già visto molte aziende chiudere da un giorno all'altro senza preoccuparsi minimamente dei posti di lavoro. La permanenza sul territorio potrebbe essere una buona contropartita, ma non è scritta della missiva da Voi ricevuta.”
“Visto che il sindaco e parte dell'amministrazione sono a conoscenza da tempo di questa situazione - aggiunge la lettera -, possono e devono aiutare ed accompagnare le esigenze della ditta Baxi, e di conseguenza della ditta Pengo, individuando aree idonee alla loro reale necessità, anche fuori della città. Esistono aree molto vicine e non utilizzate sia ad est che ad ovest a pochissimi chilometri da Bassano lungo l'autostrada. Si può ancora fare ma come sempre ci vuole la volontà politica e lungimiranza.”
“Tanti altri concetti e ragionamenti si potrebbero aggiungere ma correremmo il rischio di diventare portatori di interessi partitici che noi non intendiamo sostenere. A noi sta a cuore il rispetto del Bene Comune, della Città e dei cittadini e gli interessi di pochi, speriamo solo legittimi, non ci interessano“, rimarca ancora la comunicazione trasmessa al sindaco.
“Per rispetto di chi ci legge - concludono i cinque presidenti di quartiere - non riportiamo tutte le altre motivazioni ed argomenti già espressi, anche da più parti, a supporto del nostro deciso “NO” e ci attendiamo un netto e definitivo diniego all'utilizzo dell'area di San Lazzaro a scopi produttivi e/o logistico/commerciali.”
Per la serie: come ti sPengo il progetto. Sempre che l'amministrazione Pavan voglia mantenerlo acceso.
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