Ultimora
Attualità
11 lug 2026
San Lazzaro, tornano i fantasmi del passato: l'ombra di trattative riservate sulle aree agricole
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Politica
10 lug 2026
Tutti per il Tribunale: sindaci, categorie e cittadini fanno muro in via Marinali
11 Jul 2026 17:50
Muore precipitando col parapendio nel Trevigiano
11 Jul 2026 17:08
++ Disperso dopo il bagno con i figli nel fiume, un bimbo gravissimo ++
11 Jul 2026 14:47
Perde il controllo dell'auto e sfonda la vetrina di un negozio
11 Jul 2026 14:04
Filippi nuovo presidente del Real Vicenza femminile
11 Jul 2026 13:57
A Verona 277mila ingressi al Cortile e alla Casa di Giulietta col ticket
11 Jul 2026 13:29
Il Verona riparte da Baroni, 'questo club non ha categoria'
11 Jul 2026 23:25
L'Italia partecipa al vertice Usa contro il 'terrorismo rosso'
11 Jul 2026 22:06
Malagò ha scelto, Maldini dt azzurro e a sorpresa Leonardo advisor
11 Jul 2026 22:01
L'Ue non perdona la Biennale, stop a 2 milioni di finanziamenti
11 Jul 2026 21:43
Marina Militare Nastro Rosa Tour, tappa finale a Genova
Il Canovaccio
Presentato a Roma e a Napoli L’Epistolario di Antonio Canova (1779-1794) made in Bassano dal Comitato per l’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Canova. Ne emerge un sorprendente ritratto del Canova “quotidiano”
Pubblicato il 16 giu 2023
Visto 9.657 volte
741 pagine. Più 79 pagine fra prologo, introduzione e tavola delle abbreviazioni e altre 26 pagine dedicate alle illustrazioni.
Prendendo il pallottoliere, fanno in tutto 846 pagine.
Non si tratta propriamente di un libro tascabile.
Foto Alessandro Tich
È il prezioso e ponderoso tomo Antonio Canova, Epistolario (1779-1794), curato da Giuseppe Pavanello, edito dal Comitato per l’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Canova, di Bassano del Grappa, e dedicato alle centinaia di lettere scritte e ricevute in quindici anni nella corrispondenza intrattenuta con amici, conoscenti, protettori, estimatori e committenti dal giovane Canova. Tanto per intenderci, nel 1779 il futuro maestro della scultura neoclassica aveva 22 anni.
Si può ben dire che è il consistente risultato di una impegnativa raccolta catalogata della documentazione scritta che rappresenta il Canovaccio di un genio in formazione, colto nella quotidianità delle sue faccende umane e delle sue “public relations” dell’epoca.
In questi giorni l’Epistolario canoviano made in Bassano del Grappa è al centro dell’interesse della comunità scientifica, grazie a due appuntamenti di presentazione del volume ospitati in altrettanti prestigiosi luoghi della cultura italiana.
Ieri, giovedì 15 giugno, l’evento di presentazione ha avuto luogo all’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, introdotto dall’Accademico Cultore di San Luca (gli studiosi di particolare fama associati all'autorevole istituto capitolino si chiamano così) Carolina Brook.
Sono intervenuti il noto storico dell’arte Claudio Strinati, il presidente del Comitato per l’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Canova Gianni Venturi e il curatore del volume Giuseppe Pavanello. Quest’ultimo un nome ben noto alle nostre cronache essendo stato il co-curatore - assieme a Mario Guderzo, con cui condivide anche l’appartenenza al Comitato per l’Edizione Nazionale - della recente grande mostra “Io, Canova. Genio Europeo” al Museo Civico di Bassano del Grappa.
Oggi invece i riflettori sull’Epistolario si accendono al Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, in un incontro patrocinato dal Ministero della Cultura, con gli interventi introduttivi del direttore generale del Museo Sylvain Bellenger e del presidente del Comitato Venturi, prima di un dialogo con l’autore condotto da Rosanna Cioffi, professoressa emerita di Storia della critica d’arte all’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli.
Per la serie: e scusate se è poco.
La cosa incredibile, di questo intenso e costante carteggio di Canova col resto del mondo, è che non si tratta di tutta la corrispondenza del quindicennio considerato.
Le lettere scritte e ricevute sono numerose fin da subito, ma tantissime sono andate perdute. La sua “mailing list” era assai ragguardevole e l’artista scriveva preferibilmente di sera, nella sua camera, prima di dormire.
Scultore indefesso e scrittore di missive indefesso.
Intanto do fine perché sono stanco all’estremo dal tropo lavorare, e devo ancora scrivere molto, concludeva in una lettera dell’aprile 1794 al conte bassanese Tiberio Roberti.
Quella di Canova è una scrittura di getto, sincera, immediata.
In alcune lettere non sembra nemmeno che l’autore sia un “novello Fidia” in via di sviluppo, ma un ruspante ed ambizioso “Toni da Possagno” che si esprime con stile coloritamente spontaneo.
Come nella missiva al suo amico e committente scozzese colonnello John Campbell, che gli scriveva in ottimo italiano e a cui il 12 giugno 1787 l’artista rispondeva in dialetto:
Ella intanto la se recorda che mi ghe son ligà in un modo che gnanca el diavolo co i corni el me poderave destacar. Senza tante buzare mi l’abbrazzo la bazo e la strangolo.
La copiosa parte introduttiva di Antonio Canova, Epistolario (1779-1794) ha il pregio di catalogare e suddividere per argomenti le principali tematiche affrontate dall’altrettanto copioso carteggio dello scultore.
Si va dallo studio dell’antico ai rapporti con l’influente famiglia veneziana dei Falier, dal rifiuto di ambire ad un’ascesa sociale al Canova che procura oggetti d’arte, dai bozzetti/modelletti che non disdegnava anche di distruggere al culto precoce del genio canoviano, dai prezzi delle opere alla produzione e al commercio dei gessi.
E ancora dai committenti/clienti al metodo di lavoro, dal rapporto di Canova con le donne (aspetto, questo, a dir poco misconosciuto) all’amicizia con giovani artisti e dall’attenzione rigorosa al marmo di Carrara fino al “Canova che procura prodotti tipici”, come quella volta che dal suo studio di Roma fece spedire “all’eccellentissimo Falier” una cassa di broccoli e di cavoli. Prodotti tipici, a quanto pare, molto richiesti.
Così scriveva il sommo autore delle “Tre Grazie” il 3 aprile 1790 a Giuseppe Ignazio Fietta:
Se io soltanto volessi spedire a tutti quelli che me ne fano ricerca doverei fare quasi il negoziante de’ broccoli e de’ cavoli.
Sono tutti tasselli di un sorprendente mosaico che, ricomposto, restituisce un’immagine autentica dell’uomo Canova, colto nella sua effettiva vita quotidiana, prima ancora che dell’artista.
E pur non essendo uno psicologo della scrittura, posso dire che più si va avanti con la lettura dei brani scritti dal più grande artista europeo della sua epoca e più la sua figura emerge come quella di una persona assolutamente genuina.
In questa sede è impossibile fare un riassunto anche il più sintetico possibile delle citazioni più significative tratte dalle lettere del “giovane adulto” Canova: ci impiegherei almeno una settimana e ne verrebbe fuori un altro tomo in miniatura.
Mi limiterò a tre passaggi che mi hanno colpito al volo nella veloce lettura che ho compiuto del meraviglioso librone edito dal Comitato per l’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Canova.
Il primo è un significativo embrione di un tratto distintivo della vita dello scultore, soprattutto quando l’Antonio da Possagno raggiunse la gloria internazionale: quello di essere vicino ai potenti del suo tempo che gli commissionavano le opere (imperatori come Napoleone Bonaparte, principi, regnanti eccetera) ma di non essere mai piegato al potere.
Ricevuto l’invito a trasferirsi a Pietroburgo presso Caterina II per diventare un vero e proprio scultore di corte, così scrisse il grande artista il 22 novembre 1794 al suo amico ed estimatore bassanese conte Tiberio Roberti:
Io sono tropo amante della quiete, e della libertà, ed amo molto di più essere lodevole che di andare a figurare in mezzo all’adulazione.
In un’altra lettera al conte Tiberio Roberti del 27 ottobre 1792, in cui lo scultore e imprenditore di sé stesso scrive del prezzo di alcune sue opere, Canova punzecchia un certo andazzo della città di Bassano:
Jo mi aspetavo, che ella avrebbe avuto degli invidiosi per il quadro di Bassano, perché so cosa sono le picciole città ciové ripiene di invidiosi, e di piccolezze.
Per ultima, riporto la formula conclusiva di molte lettere di Antonio Canova ai suoi protettori, mecenati e influenti committenti, trasudante di strategica deferenza nei confronti del pezzo da novanta di turno come le gerarchie sociali di quei tempi imponevano.
Come nella missiva inviata il 14 aprile 1781 a Giuseppe Falier, membro della potente famiglia patrizia veneziana e figlio dello “scopritore” del genio di Possagno senatore Giovanni Falier:
Termino perciò con darmi l’onore di potermi chiamare di Vostra Eccellenza umilissimo, divotissimo, obbligatissimo servidore.
Antonio Canova.
Anche il mio articolo termina qui.
Firmato: il vostro umile cronista.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Geopolitica
05 lug 2026
Il Giappone rafforza l'asse con l'India in funzione anticinese
Visto 20.095 volte
Politica
05 lug 2026
Scontro totale sulla Giustizia veneta: «I sabotatori del nuovo Tribunale hanno fallito la mobilitazione»
Visto 19.560 volte
Politica
05 lug 2026
Tribunale di Bassano, la Lega al contrattacco: “Altro che tribunalino”
Visto 19.387 volte
Attualità
06 lug 2026
Giustizia, Donazzan firma il pressing sul Tribunale della Pedemontana: "Patto di coalizione, ora i fatti"
Visto 19.105 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 10.824 volte
Geopolitica
09 lug 2026
La Serbia a un bivio: proteste, possibili dimissioni e nuove elezioni
Visto 10.267 volte
Politica
09 lug 2026
Tribunale della Pedemontana, Rosà e Cartigliano attaccano i contrari alla riapertura
Visto 9.418 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 7.129 volte
Politica
10 lug 2026
Tutti per il Tribunale: sindaci, categorie e cittadini fanno muro in via Marinali
Visto 6.030 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 29.328 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 21.675 volte
Politica
15 giu 2026
Conti della Polizia Locale e tessere contese, Pietrosante gela FdI: «Con Giangregorio tempo perso»
Visto 21.548 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.522 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 21.021 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 20.942 volte
Attualità
20 giu 2026
La Ciclopista del Canale Medoaco slitta al 2027: nuovo progetto da 1,2 milioni di euro
Visto 20.741 volte
Attualità
18 giu 2026
La grande estate di Bassano: sei notti mondiali nel polmone verde della città
Visto 20.687 volte