Ultimora
10 May 2026 19:24
Una raccolta fondi per rimpatriare le salme dei tre braccianti morti
10 May 2026 16:02
A Ca' Pesaro un inno alla pittura e alle sue molteplici forme
10 May 2026 15:27
Como per la prima volta in Europa, con il Verona decide Douvikas
10 May 2026 14:31
Serie A: Verona-Como 0-1
10 May 2026 13:52
Violentata in casa a 17 anni, sospetti su un coinquilino
10 May 2026 10:43
Lutto cittadino a Chioggia per i tre braccianti morti
10 May 2026 22:48
La risposta dell'Iran al piano Usa: 'Pronti ad aprire Hormuz ma nessun impegno sul nucleare' - LIVEB
10 May 2026 22:42
L'Eurovision prende il via con il Turquoise Carpet
10 May 2026 22:01
L'Eurovision prendere il via con il Turquoise Carpet
Quartiere XXV Aprile
Anniversario della Liberazione: a proposito delle dichiarazioni a mezzo stampa dell’assessore regionale Elena Donazzan su antifascismo e Costituzione
Pubblicato il 24 apr 2023
Visto 10.359 volte
Per fortuna ho già una certa esperienza in materia di campi minati.
Andando a Sarajevo nei giorni immediatamente successivi alla Pace di Dayton che aveva posto fine ai quattro anni di guerra in Bosnia Erzegovina, e poi ancora due anni dopo sempre per la televisione, ne ho visti a profusione.
Su uno stavo anche per mettere piede, non essendo delimitato dalle strisce di nastro con la scritta “Pazi Mine” (“Attenzione Mine”). Mi ha salvato il mio cameraman, un operatore tv del contingente militare italiano a Sarajevo, che quel prato esplosivo senza avvisi di pericolo lo conosceva bene.
L’assessore regionale Elena Donazzan (fonte immagine: giornaleadige.it)
Mi addentro quindi serenamente nel nuovo campo minato di queste ore, sapendo bene dove mettere i piedi e come farlo, nell’area, delimitata dalle strisce delle polemiche, del quartiere XXV Aprile. Intesa come la zona calda dell’anniversario della Liberazione.
Partiamo dall’indiscutibile presupposto che su questa ricorrenza, dopo 78 anni, in Italia non abbiamo ancora trovato la quadra di una pacificazione nazionale e chissà per quanto tempo ancora ci trascineremo dietro le scorie dei distinguo ideologici su questa pagina di storia. Déjà vu: accade ogni anno anche il 10 febbraio, nel Giorno del Ricordo dell’esodo giuliano dalmata e della tragedia delle foibe.
Sull’anniversario della Liberazione del 1945 dal nazifascismo c’è dunque sempre motivo di accendere una miccia e a minare il terreno, questa volta, è stato l’assessore regionale Elena Donazzan, esponente di Fratelli d’Italia, donna di destra dura e pura, che ha rilasciato al Mattino di Padova un’intervista dai contenuti a dir poco discutibili.
Annunciando che domani parteciperà per la prima volta alle celebrazioni del 25 aprile, nella fattispecie alla cerimonia di Vicenza, al posto del suo annuale intervento alla foiba Bus de la Spaluga a Lusiana, dove a guerra finita vennero trucidati dai partigiani una ventina fra soldati italiani e tedeschi in ritirata, la Donazzan ha espresso alcune considerazioni in merito al senso attuale dell’antifascismo.
Ad agitare le acque a forza 9 sono state in particolare le sue dichiarazioni finali, che riporto testualmente:
“La pacificazione è un valore da perseguire. L’antifascismo è un concetto ideologico antistorico, perché il fascismo è un periodo storico finito. L’antifascismo in Italia ha prodotto il terrorismo rosso giunto fino ai giorni nostri, con l’omicidio di Marco Biagi nel 2002. Non può essere un valore. Prova ne è che anche nella nostra Costituzione non viene mai menzionato.”
Fascismo, antifascismo, terrorismo, Costituzione. In sole cinque righe l’assessore regionale ha concentrato, frullandolo come in un mixer, il secondo cinquantennio del Novecento e, riferendosi al fascismo, la triste parabola del primo cinquantennio.
Sono argomenti che meritano libri e non le poche righe di un editoriale, la cui complessità induce ad evitare di trattarli a campo largo per non pestare le mine che vi sono disseminate e a trovare una via d’uscita, in sede di analisi giornalistica, il più possibile semplice e lineare.
Non prima di registrare, dal punto di vista prettamente cronistico, le inevitabili reazioni da parte politica alle dichiarazioni della pasionaria di destra.
Ne citerò solo due, esemplificative di tutto il resto.
Per la consigliera regionale dei Verdi Cristina Guarda “l’assessora Elena Donazzan può permettersi di rilasciare determinate dichiarazioni proprio perché la Costituzione della Repubblica Italiana è antifascista: sulla base dei principi e delle libertà fondamentali della Costituzione, oggi possiamo permetterci di manifestare liberamente il pensiero, come ha fatto l’assessora Donazzan.”
“Evidentemente - aggiunge Guarda -, l’assessora Elena Donazzan che oggi attribuisce all’antifascismo la nascita del terrorismo rosso non solo fa un torto anche alle vittime di quest’ultimo, ma probabilmente non è la stessa persona che ebbe a scusarsi nel contesto della censura formalizzata dalle opposizioni in Consiglio regionale a fronte dell’ennesima dichiarazione improvvida. Se è ancora la stessa persona, dichiari di partecipare alle manifestazioni del 25 aprile senza se e senza ma, abbracciando in toto i valori della Costituzione. La Costituzione è antifascista per nascita e per principi e libertà tutelate.”
Per il Circolo di Bassano del Grappa del Partito Democratico “in questi giorni che ci avvicinano alle commemorazioni per l’anniversario della Liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista, la destra italiana mostra, come ogni anno, la sua faccia peggiore: il revisionismo storico.” “La cosa che dispiace - interviene il responsabile comunicazione del PD bassanese Domenico Riccio - è vedere tanta ignoranza da parte di un assessore all’istruzione, che ancora oggi continua con la retorica che il contrario di Fascismo sia Comunismo. Forse è ora che la signora Donazzan capisca una volta per tutte che i partigiani erano dei patrioti cattolici, atei, comunisti, socialisti, liberali e anche monarchici. Chiunque fosse stanco della dittatura fascista. Perché il contrario di Fascismo è democrazia. È libertà.”
Il comunicato stampa del PD continua ancora, ma penso che i concetti messi sulla bilancia del confronto democratico (sì, democratico!) sull’oggetto del contendere siano sufficientemente chiari.
Riannodo i fili della questione e cerco di concludere, per trovare appunto una via d’uscita semplice e lineare, nel modo più obiettivo possibile.
E cioè non da giornalista e tantomeno da opinionista, ma da libero cittadino.
La Costituzione italiana, Carta fondamentale di un’Italia democratica risorta dalle macerie di regime, non ha bisogno di mettere per iscritto la parola antifascismo perché i suoi princìpi fondamentali ne fanno il manifesto antifascista per eccellenza.
Cito un solo articolo della nostra Costituzione ovvero l’articolo 21, quello che riguarda direttamente la mia professione, limitandomi ai primi due commi.
Anche qui poche righe che concentrano, frullandolo come in un mixer, tutto il senso della libertà garantita alla nostra società civile: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure.”
Se non è questo antifascismo, ditemi cos’è. Ed è un valore, con buona pace della Donazzan. Essere antifascisti non vuol dire andare alle celebrazioni del 25 aprile col fazzoletto rosso attorno al collo, ma godere tutti i giorni, qualsiasi sia il nostro pensiero politico, della libertà che abbiamo ereditato da quella pagina di storia e che è sancita dalla Carta costituzionale.
Condivido pertanto pienamente quanto ha scritto oggi su Facebook un uomo moderato come il preside bassanese Gianni Zen: “Ah Elena, Elena. Se l’antifascismo non fosse un valore tu non potresti dire oggi che l’antifascismo non è un valore. In poche parole, ci ha dato la libertà. In questo caso anche di negarla.”
Chiaro. Limpido. Elementare. Anche se a scriverlo è uno che è stato preside di scuola superiore.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 10 maggio
- 10 mag 2025Cuoricini
- 10 mag 2025Il preside della Regione
- 10 mag 2025Restare inattesa
- 10 mag 2024El Vecio Alpin
- 10 mag 2023Guerre Ostellari
- 10 mag 2023Al Bano e Vittorio Power
- 10 mag 2023Marostica secondo Matteo
- 10 mag 2022Maria che Biosfera
- 10 mag 2021Ponte di Legno
- 10 mag 2019Per essere Chiara
- 10 mag 2018Dopodichef
- 10 mag 2018Tasc Force
- 10 mag 2016Bassano nel Patto
- 10 mag 2014Riccardo Poletto Tour
- 10 mag 2014Rossella Olivo: “Trasloco della Pedemontana? Una presa in giro per i cittadini”
- 10 mag 2014L'Officina delle Idee
- 10 mag 2013M5S, Dalla Palma abbandona
- 10 mag 2012Ventimila Leghe sotto i voti
- 10 mag 2012Batte ancora il “Cuore Civico”
- 10 mag 2012Gassificatore. Nuove polemiche a Cassola
- 10 mag 2012Ecco a voi l'ITIS-mobile
- 10 mag 2011Mister “Dialogando”
- 10 mag 2011“Dialogando”: nasce a Bassano il Festival dell’Integrazione
- 10 mag 2011Accoglienza profughi: “Sono estremamente orgoglioso di Bassano”
- 10 mag 2011Che tempo che fa
- 10 mag 2011Circolo virtuoso
Più visti
Politica
03 mag 2026
Bassano, variante bocciata. Giangregorio: «FdI leale al Sindaco, le ambiguità sono di chi si sfila senza chiarezza»
Visto 15.039 volte
Attualità
05 mag 2026
Gianluca Pietrosante: «Resto nella coalizione, ma scelgo il Gruppo Misto»
Visto 11.162 volte
Attualità
05 mag 2026
Bassano e Pieve, l'asse delle scuole: il Graziani si allea con il Filippin
Visto 10.201 volte
Politica
05 mag 2026
Nove al voto, la sfida di Pigatto: «Più presenza in Municipio e azioni mirate per far ripartire la crescita»
Visto 10.173 volte
Politica
06 mag 2026
Variante SS. Trinità. Tessarolo (Pd): «Restituito il ruolo di valutazione politica»
Visto 9.694 volte
Attualità
06 mag 2026
Bassano-Québec, si rinnova l’intesa sulla scena contemporanea
Visto 9.564 volte
Geopolitica
06 mag 2026
Trump punta a rafforzare la base industriale della difesa statunitense
Visto 8.995 volte
Attualità
05 mag 2026
Faresin Industries, sì definitivo al polo produttivo: chiusa la partita urbanistica
Visto 8.911 volte
Attualità
05 mag 2026
Tribunale della Pedemontana, pressing su Roma: «Non più rinviabile»
Visto 8.408 volte
Cronaca
23 apr 2026
Alpini, scontro sul simbolo: dai social minacce di boicottaggio all'Adunata
Visto 15.762 volte
Politica
03 mag 2026
Bassano, variante bocciata. Giangregorio: «FdI leale al Sindaco, le ambiguità sono di chi si sfila senza chiarezza»
Visto 15.039 volte
Politica
29 apr 2026
Nove al voto, la ricetta di Zanon: «Priorità a strade, sicurezza e servizi sociali»
Visto 14.178 volte
Attualità
11 apr 2026
Tribunale della Pedemontana, Martini: «Non chiediamo privilegi, ma rispetto per il territorio»
Visto 13.525 volte
Attualità
27 apr 2026
Urbanistica al vaglio della Corte dei Conti per il progetto Faresin
Visto 13.177 volte
Politica
17 apr 2026
Rossano Veneto: commissario nominato dal Prefetto. Martini e Bianchin: «Scelta di rispetto verso i cittadini»
Visto 13.136 volte
Politica
30 apr 2026
Nove al voto, Rebellato: «Ripartiamo dai risultati per completare cantieri e servizi»
Visto 12.275 volte