Ultimora
Manifestazioni
13 mag 2026
Centenario di Sant’Antonio Abate: Marostica celebra il sacro con Bassano e Signorelli
13 May 2026 17:35
Si rovescia il trattore, morto un agricoltore nel Trevigiano
13 May 2026 15:35
Truffa su finanziamenti pubblici, tra gli indagati ex deputato Calearo
13 May 2026 15:00
Al via a Treviso le riprese della seconda stagione di 'Stucky'
13 May 2026 14:27
Consorzio Valpolicella elegge nuovo cda, nel 2025 ricavi a 4,9 milioni
13 May 2026 20:20
Negativi i test all'Hantavirus, ma 'non reggeremmo nuova pandemia'
13 May 2026 19:53
Nordio e la condanna di Stasi: 'La legge va cambiata'
13 May 2026 18:35
Allarme gastroenterite in crociera, un morto e oltre 1.700 isolati
13 May 2026 18:43
Mascherine, distanze e casi rischio: le misure del ministero per scongiurare l'hantavirus
13 May 2026 18:31
Anna Pepe, selfie con Mattarella al Quirinale
13 May 2026 18:19
Compravendita di dati, tra i vip spiati Alex Britti e Lory del Santo
Bandiere
La versione locale delle Nazioni Unite: riflessioni “Mondiali” davanti alle bandiere esposte su tre case confinanti a Solagna
Pubblicato il 17 dic 2022
Visto 8.504 volte
“Le persone che parlano una stessa lingua e che leggono gli stessi giornali oggi si chiamano “nazioni” e pretendono di avere la stessa origine, ma questa cosa anche di fronte alle peggiori falsificazioni non è mai stata vera.”
A scrivere queste parole è stato il grande scrittore jugoslavo di nazionalità croata Miroslav Krleža (Zagabria, 1893-1981). Una voce intellettuale libera nella Jugoslavia di Tito: sarà stato per questo che, diversamente dal collega bosniaco Ivo Andrić, pur essendo entrato più volte nella lista dei candidati non ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura.
Uno dei suoi capolavori letterari è il romanzo Zastave (“Bandiere”), scritto negli anni ‘60 ma pubblicato integralmente il decennio dopo.
Foto Alessandro Tich
È un imponente affresco storico che racconta i primi anni dello stato jugoslavo e il suo difficile e contrastato rapporto con l’Europa. Una vera e propria “missione”, la sua, contro gli idealismi nei confronti dei Balcani che, come affermato dallo stesso Krleža in un suo noto discorso al Congresso degli Scrittori tenutosi a Lubiana nel 1952, “distorcono la realtà e mistificano i fatti, contribuendo così alla persistenza di pregiudizi e false verità e alla mancanza di una concezione oggettiva della storia.”
Perché ne parlo? Perché nel mondo in queste settimane abbiamo vissuto e stiamo vivendo ancora un periodo di “Bandiere”. Di tutti i colori, come è giusto che sia. Simboli di stoffa che dividono il genere umano in categorie in competizione. Solo per sport, fortunatamente.
È cosa buona e giusta sfogare le rispettive aspirazioni nazionali, per i Paesi che diversamente da noi si sono qualificati al Campionato del Mondo di calcio, su un pallone che rotola sull’erba nel deserto di qualche stadio del Qatar.
Quella di Krleža erano Bandiere di un periodo storico che aveva già piantato i semi della futura guerra nei Balcani di fine ‘900. Queste sono invece le Bandiere di un evento planetario che ogni quattro anni risveglia lo spirito, in realtà mai sopito e da tenere sempre a bada al di fuori dello sport, dei sentimenti nazionali.
Le “Bandiere” e i “Confini” sono i fondamenti della geografia storica e sono due cose che mi hanno sempre affascinato.
In gran parte della sola nostra Europa le prime continuano a sventolare, mentre i secondi con l’Unione Europea e con l’accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone e delle merci sono progressivamente scomparsi. Stanno per cadere anche gli ultimi baluardi: dal prossimo 1 gennaio la Croazia abbandonerà le vecchie “kune” per assumere l’euro come valuta nazionale ed entrerà, contemporaneamente, anche nell’area Schengen: spariranno così (notizia per gli italiani che vanno al mare da quelle parti) i valichi di frontiera tra Slovenia e Croazia, come pure tra Croazia e Ungheria. I contrasti e le divisioni fisiche tra l’area mitteleuropea del mondo slavo e il resto dell’Europa, raccontati dai sontuosi romanzi di Krleža, sono ormai ricordi lontani.
Ma guai a toccare le bandiere: è con quelle che purtroppo si combattono anche le guerre, quelle vere. Perché le bandiere rappresentano la nostra identità, che nessun accordo internazionale può gettare alle ortiche.
Ed ecco che, inaspettatamente, mi sono trovato davanti agli occhi la quintessenza di questo concetto, concentrata sulla distanza di una ventina di metri lineari.
Lo scenario è quello di due abitazioni confinanti in via XX Aprile a Solagna, nei pressi della chiesa. Sulla finestra di una delle case è esposta una bandiera del Marocco, sul balcone della casa vicina troneggia invece una bandiera della Croazia.
Guarda caso, sono proprio i due Paesi che questo pomeriggio si sfidano nella finale per il terzo e quarto posto al Mondiale di Doha. A molti italiani, che non nutrono un’eccessiva simpatia (uso un eufemismo) per i francesi e che conservano ancora il triste ricordo dell’Argentina a Italia ‘90, sarebbe piaciuto vederle giocare entrambe nella finalissima, ma non è andata così. Va comunque riconosciuto che domenica la Coppa del Mondo sarà contesa da due squadre che hanno meritato di contendersela.
Comunque sia, quelle due bandiere non sono in bella vista da adesso, ma già dagli inizi del Campionato Mondiale. Sul balcone di una terza casa a sinistra compare anche una terza bandiera, quella del Senegal. E rimane esposta ancora oggi, nonostante i campioni d’Africa del nerboruto capitan Koulibaly (“uno da non incontrare in un vicolo cieco di notte”, come direbbe il sempre brillante amico e collega giornalista Vincenzo Pittureri) siano stati eliminati agli ottavi di finale dall’Inghilterra. Nell’immagine frontale pubblicata sopra la bandiera senegalese non entrava nell’inquadratura. La potete vedere nella foto in calce a questo articolo, scattata da una diversa angolatura.
Non c’è che dire: tre bandiere diverse su tre case attaccate. È la versione locale delle Nazioni Unite dalla passione per i rispettivi colori.
Ogni volta che a Solagna, dove abito, porto fuori la mia cagnolina passo nei pressi di queste tre case imbandierate, che si trovano a pochi passi da casa mia, e la cosa fin da subito ha destato la mia curiosità.
Sono tre diversi e insieme analoghi modi, motivati dall’evento sportivo ancora in corso, di esprimere il messaggio: “Ci siamo anche noi”.
I cittadini arrivati da altri Paesi potranno anche urlare di gioia ai gol della loro nazionale di calcio, ma in realtà la loro è una presenza silenziosa. Sono tutti gran lavoratori, tanto discreti quanto felicemente inseriti nella comunità locale dove vivono.
A Solagna, in particolare, c’è una consistente presenza di famiglie croate. Sono arrivate nel paese all’imbocco della Vallata negli anni ‘90, sfollate dagli orrori della guerra nella ex Jugoslavia. Le nuove generazioni sono nate qui o vi sono arrivate in tenera età, parlano italiano e in dialetto veneto come e meglio di noi. Le famiglie africane sono meno visibili, ma fanno pure parte attiva della vita locale, anche in ambito sociale. Nella casa con la bandiera marocchina, ad esempio, abita una signora che dà assistenza ad alcuni anziani del paese.
È la conferma di una società multietnica che è ormai consolidata da anni anche dalle nostre parti e nella quale, soprattutto nelle piccole realtà territoriali, che piaccia o meno (vero, consigliere Pietrosante?), si coltivano molto bene i valori della convivenza civile e del rispetto reciproco. Parliamo la stessa lingua per capirci e leggiamo gli stessi giornali ma non abbiamo le stesse origini, per citare Krleža. Eppure contribuiamo tutti, ciascuno con la sua storia e provenienza diversa, a fare la “nazione”. Ragion per cui io quelle tre bandiere, che non sono le mie, le rispetto e ne riconosco il diritto di essere esposte con comprensibile orgoglio.
Cosa volete: sono le considerazioni di un cittadino del mondo che si trova ad abitare in un paesino della Vallata di 1900 anime.
Attenzione però: io predico bene, ma razzolo male. Perché avrò anche un cognome foresto, origini di derivazione austroungarica, una moglie croata, una famiglia “mista”, una passione per le lingue straniere e una formazione e mentalità cosmopolita.
Ma io sono italiano e, calcisticamente, la mia vita è tinta di azzurro. Toglietemi tutto ma non Spagna ‘82, Berlino 2006 e Italia-Germania 4 a 3 a Mexico ‘70.
E proprio per questo, a Dio piacendo, spero ardentemente - fra quattro anni e dopo due Mondiali consecutivi in assenza - di tirare nuovamente fuori dal cassetto il nostro Tricolore.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 13 maggio
- 13 mag 2025Beato Lui
- 13 mag 2025La custode degli occhi
- 13 mag 2023Concessionaria Zonta & C.
- 13 mag 2023Neutro Roberts
- 13 mag 2022Mark Spritz
- 13 mag 2022Area qua
- 13 mag 2021Oscardamus e gli altri
- 13 mag 2021Il MuSone
- 13 mag 2020Aggiungi un posto al Tavolo
- 13 mag 2020I Have a Drink
- 13 mag 2018Time Out
- 13 mag 2017L'Adunata del Brenta
- 13 mag 2017Uomini e donne
- 13 mag 2017Vado al Massimo
- 13 mag 2017Mirando a Mira
- 13 mag 2016Colpo di Stato
- 13 mag 2015Il Libro della Giungla
- 13 mag 2015Prigioniero nell'auto dopo l'incidente
- 13 mag 2014La CISL incontra i candidati sindaco di Bassano
- 13 mag 2014Confratello Zaia
- 13 mag 2014Forza Italia: “Un filo diretto con Regione ed Europa”
- 13 mag 2014“Uno spiraglio per il Tribunale”
- 13 mag 2014Ci vediamo in Giro
- 13 mag 2013Marostica, i cinesi e il bagno pubblico
- 13 mag 2011Il paese delle tasse felici
- 13 mag 2011Intrigo internazionale
- 13 mag 2010Bassano Calcio: la famiglia Rosso potrebbe lasciare
- 13 mag 2010I danni del “Minuetto” e la stazione del futuro
- 13 mag 2009Alpini a Latina: missione compiuta
- 13 mag 2009La carovana del Giro d’Italia è passata in città
Più visti
Attualità
09 mag 2026
Lo spirito alpino conquista Genova: folla e sfilate per l'incontro nazionale
Visto 10.663 volte
Politica
06 mag 2026
Variante SS. Trinità. Tessarolo (Pd): «Restituito il ruolo di valutazione politica»
Visto 9.797 volte
Attualità
06 mag 2026
Bassano-Québec, si rinnova l’intesa sulla scena contemporanea
Visto 9.636 volte
Geopolitica
06 mag 2026
Trump punta a rafforzare la base industriale della difesa statunitense
Visto 9.080 volte
Geopolitica
10 mag 2026
Mosca e Nuova Delhi rafforzano i legami nel settore della difesa
Visto 8.513 volte
Attualità
08 mag 2026
Nasce il primo Museo Internazionale degli Scacchi: il Castello Inferiore svela il tesoro di Giovanni Longo
Visto 8.312 volte
Attualità
11 mag 2026
Scuole paritarie, Rosà cambia le regole: fondi pubblici solo per i residenti
Visto 5.562 volte
Industria
06 mag 2026
Allarme acciaio, Donazzan: «A rischio l'intera filiera industriale UE»
Visto 5.003 volte
Lavoro
09 mag 2026
Riparte l’inflazione: stipendi e consumi dei vicentini sotto pressione
Visto 4.192 volte
Cronaca
23 apr 2026
Alpini, scontro sul simbolo: dai social minacce di boicottaggio all'Adunata
Visto 15.815 volte
Politica
03 mag 2026
Bassano, variante bocciata. Giangregorio: «FdI leale al Sindaco, le ambiguità sono di chi si sfila senza chiarezza»
Visto 15.112 volte
Politica
29 apr 2026
Nove al voto, la ricetta di Zanon: «Priorità a strade, sicurezza e servizi sociali»
Visto 14.247 volte
Attualità
27 apr 2026
Urbanistica al vaglio della Corte dei Conti per il progetto Faresin
Visto 13.233 volte
Politica
17 apr 2026
Rossano Veneto: commissario nominato dal Prefetto. Martini e Bianchin: «Scelta di rispetto verso i cittadini»
Visto 13.185 volte
Politica
30 apr 2026
Nove al voto, Rebellato: «Ripartiamo dai risultati per completare cantieri e servizi»
Visto 12.334 volte
Politica
18 apr 2026
Nove, Alessandro Pigatto corre per la poltrona di sindaco: nasce la lista "Nove Concreta"
Visto 11.819 volte
