Attualità

E luce non fu

Costi energetici alle stelle: a Cassola il Comune si becca una bolletta rincarata del 76% e riduce l’illuminazione pubblica. Di notte intensità ridotta nelle piazze e spenti tutti gli altri punti luce

Pubblicato il 29 mar 2022
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E luce non fu. L’ultima bolletta dell’illuminazione pubblica pervenuta all’amministrazione comunale di Cassola ha fatto registrare un aumento del 76%. E scusate se è tanto.
La giunta guidata dal sindaco Aldo Maroso si è trovata così costretta a correre ai ripari, disponendo con apposita delibera la riduzione dei consumi energetici relativi ai lampioni stradali, a partire da venerdì prossimo 1 aprile.
Ne dà notizia un comunicato stampa trasmesso in redazione dall’amministrazione comunale di Cassola, che pubblichiamo di seguito:

Foto Alessandro Tich


COMUNICATO

Bollette alle stelle: il Comune riduce l’illuminazione pubblica
La riprogrammazione garantirà un risparmio del 48% ma si dovrà comunque ricorrere all’avanzo

L'aumento dei costi della materia prima e le tensioni internazionali fanno schizzare alle stelle il prezzo dell'energia elettrica. E così il Comune di Cassola si vede costretto a risparmiare sull'illuminazione pubblica. In accordo con il consorzio stabile Unienergie Scarl, cui è affidata la gestione della rete e degli impianti presenti sul territorio municipale, la giunta di Aldo Maroso, dopo aver registrato un rincaro del 76 per cento nell'ultima bolletta, nei giorni scorsi ha approvato una delibera che dispone la riduzione dei consumi energetici relativi ai lampioni stradali, già a partire dal primo di aprile.
Da quel giorno, da mezzanotte nelle piazze di Cassola capoluogo, San Zeno e San Giuseppe e negli svincoli delle vie Montello e Zarpellon l’intensità luminosa sarà ridotta, mentre, a partire dall'una di notte, saranno spenti tutti i punti luce nelle strade rimanenti.
«In questo modo - spiega l'assessore alle manutenzioni e ai lavori pubblici Marco Giacobbo - andremo a ridurre di circa la metà gli orari di accensione dei punti luce, ottenendo così un risparmio del 48 per cento sui costi del servizio. Costi che resteranno comunque superiori a quelli previsti, tanto da dover in ogni caso ricorrere all'avanzo di amministrazione. Con la rimodulazione delle accensioni, la variazione di bilancio non sarà però troppo onerosa rispetto allo stanziamento iniziale di 400 mila euro e riusciremo quindi a garantire la copertura finanziaria».
«Ci rendiamo conto che si tratta di una decisione che potrebbe risultare impopolare ma il provvedimento è inevitabile - prosegue l'amministratore -, se non si vogliono tagliare altri servizi. Di tutto questo si sta parlando anche tra sindaci, cercando di condividere alcune scelte, che riguardano non solo la pubblica illuminazione ma anche gli edifici pubblici e i costi di riscaldamento. Al momento quella deliberata ci sembra la soluzione più accettabile, almeno sino a che la situazione non cambierà e i prezzi torneranno su valori normali».

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