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Testa e Croce
Arte, passione e solidarietà: restituito alla Chiesa di San Francesco il Crocifisso ligneo seicentesco restaurato grazie ai fondi dei calendari benefici di Fulvio Bicego
Pubblicato il 10 dic 2021
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Rieccolo qua, il nostro Jesus Christ Superstar: più bello che mai. Ha recuperato le sue fattezze originali e ha ripreso anche colorito, nonostante sia raffigurato nel momento del trapasso. L’ultima volta che l’avevo visto, quando lo scorso 13 aprile lo hanno portato via dalla Cappella Uguccione (detta anche della Riconciliazione o dei Confessionali) della Chiesa di San Francesco a Bassano, era una figura ingrigita e deteriorata dai segni del tempo, dal nerofumo delle candele e dalla voracità dei tarli. Aveva anche dei fogli di carta velina applicati sulle parti più delicate o danneggiate: sembrava un ferito con le bende sul corpo, in attesa delle cure ricostituenti per la sua guarigione. Oggi il Crocifisso ligneo policromo seicentesco di San Francesco, realizzato da autore ignoto, è ritornato a casa, nella sua Chiesa, reduce da un intervento di restauro che fa riemergere alla luce l’eleganza di un’opera a dir poco sorprendente.
È il giorno della sua restituzione: recuperata rappresentazione artistica della morte di Cristo in un periodo dell’anno che attende la sua natività.
Foto Alessandro Tich
“Dopo 200 giorni il Crocifisso ritorna a San Francesco”, esordisce Fulvio Bicego rivolgendosi al pubblico dal microfono sull’altare solitamente riservato alla spiegazione delle sacre scritture.
La sacralità del momento, del resto, è evidente: come ogni cerimonia di restituzione degna di tale nome. Bicego, torinese di Bassano, è l’alfa e l’omega dell’iniziativa di restauro dell’opera: promotore, sostenitore, finanziatore, comunicatore. L’uomo che sussurra ai calendari, che realizza ogni anno e mette in vendita a scopo esclusivamente benefico, ce l’ha fatta anche questa volta.
Ha destinato una parte del ricavato dei due calendari 2021 e 2022 - dedicati al tema “Bassano, un bellissimo sogno” e composti dalle riproduzioni dei pregevoli acquarelli “bassanesi” dell’artista vicentino Antonio D’Agostini - al restauro del Crocifisso.
L’intervento, comprese le analisi radiografiche sui pigmenti pittorici e inclusa l’Iva, è costato complessivamente 6700 euro. Bicego ha coperto l’intera somma, devolvendo 4000 euro dal ricavato del calendario 2021 e i restanti 2700 dai proventi del calendario 2022.
“Erano due anni che volevo vedere la scena di adesso”, afferma emozionato mentre l’opera restaurata è ancora coperta da un telo.
L’anno scorso l’inattesa emergenza Covid aveva deviato gran parte del ricavato benefico dei calendari in direzione del Reparto di Rianimazione dell’Ospedale. Quest’anno invece il benefattore si è potuto concentrare sulla rigenerazione di quest’opera d’arte, degna di ammirazione al di là del Credo e al di là del culto.
Invitata al microfono per un intervento di saluto dal fautore-sostenitore-bravo presentatore Bicego, l’assessore alla Cultura Giovannella Cabion sottolinea “il momento fondamentale di una restituzione importante”. La consigliera comunale Marina Bizzotto, componente della Commissione Cultura, cita nientemeno che Dostoevskij (“La bellezza salverà il mondo”) per evidenziare il senso di questa riconsegna dell’opera restaurata alla comunità.
“Non è un problema rivolgere i nostri occhi a un Crocifisso durante l’Avvento - osserva il parroco di Santa Maria in Colle Don Andrea Guglielmi -. La nascita di Gesù, la fuga in Egitto sono già una prefigurazione della sua passione, morte e resurrezione. Natale e Pasqua sono congiunte da questo straordinario messaggio di amore.” “Oggi viene restituito un Crocifisso dentro una Chiesa di Crocifissi importanti - sono ancora le parole dell’arciprete abate -. Questo lo avevamo un po’ dimenticato, lasciato “in disparte”. Ma ricordiamoci che anche Gesù è stato messo in Croce in disparte, fuori dalle mura e dalla zona santa della città, punto di arrivo della solidarietà di Dio nei confronti degli ultimi della storia.”
Grazie Don: le sue sono parole di un sacerdote come sempre “sul pezzo”.
Chi invece rischiava di finire “a pezzi”, senza un’opportuna opera di sistemazione, era il Cristo del Crocifisso sottoposto all’intervento di restauro.
La restauratrice Antonella Martinato, di Artemisia Restauro, che ha eseguito il delicato restauro conservativo con la supervisione della dottoressa Francesca Meneghetti della Sovrintendenza alle Belle Arti di Verona e col supporto delle due collaboratrici Katia Andolfatto e Antonella Todaro, presenta con l’ausilio di alcune slides il “prima” e il sorprendente “dopo” dell’importante oggetto delle sue cure.
Il nostro Jesus Christ ne aveva di tutte: completamente grigio, sporco di patina, mani tarlate, una spaccatura in mezzo al costato. Dalle analisi è inoltre risultato che non si tratta di un “pezzo unico”: la testa (visibili i chiodi di ancoraggio nelle radiografie) e le braccia sono state aggiunte al resto del corpo, scolpito peraltro su un blocco di legno insolitamente nodoso.
Durante la pulitura, la scoperta: l’incarnato “roseo” originale della figura e tracce di decorazioni sul perizoma. Il lavoro è stato compiuto millimetro per millimetro con uno speciale bisturi, quasi una dimostrazione di chirurgia applicata al restauro. In accordo con la Sovrintendenza la spaccatura in mezzo al costato è stata ricomposta, per evitare ulteriori dannose infiltrazioni di agenti esterni. Il Crocifisso è stato così rimesso a nuovo, ma senza alterare i segni della sua storia, comprese le giunture del collo e delle braccia che sono rimaste a vista.
E non c’è restituzione di un’opera senza il suo momento-clou: l’applaudito scoprimento del telo che fino adesso ha nascosto il Crocifisso restaurato, per la sua “rivelazione” al pubblico.
A togliere il drappo sono Don Andrea Guglielmi e Antonella Martinato. Fulvio Bicego invece no: con il suo Dna da fotografo, preferisce gustarsi la scena sugli scalini del vicino altare laterale, con un’espressione del tipo “questa non me la voglio perdere”.
Ma come ogni alfa e omega che si rispetti, dopo avere introdotto l’incontro in Chiesa il promotore del restauro lo conclude pure, per accennare al bilancio e ai programmi futuri dei suoi calendari benefici. “Obiettivo 100.000 euro, ci arriverò e probabilmente lo supererò”, dichiara Bicego.
In 12 anni di calendari (dato aggiornato allo scorso 7 dicembre) ha raccolto complessivamente, per devolverli tutti, 97.800 euro. Ormai ci siamo quasi, il calendario 2022 è ancora in vendita. L’appassionato e infaticabile mister Fulvio annuncia i suoi prossimi obiettivi, tra i quali dare il via al progetto di restauro dei capitelli di Bassano, a cui tiene particolarmente.
E riferisce in conclusione una notizia fresca fresca: un bonifico di “Buon Natale” di 2000 euro pagato oggi a favore dei Frati Cappuccini del Margnan.
Qualche metro più in là, il Gesù Cristo sul Crocifisso appena restaurato non può parlare, ma si percepisce che è contento.
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