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Non è la prima volta - lo faccio raramente, ma ogni tanto lo faccio - che utilizzo lo stesso titolo per un articolo dedicato allo stesso argomento o alla stessa persona.
Avevo già intitolato “Il nome della Rosa” un mio precedente articolo dedicato a Rosa Scapin, pubblicato su Bassanonet il 6 settembre 2019. Erano altri tempi, ormai lontani davvero anni luce: i tempi del primo quadrimestre della allora neo amministrazione Pavan e dell'assessorato alla Cultura che era in carico al sindaco.
Era ancora l'epoca del #Si Cambia o #comunque ci stiamo provando, in cui sembrava che tra la Scapin e Operaestate, il “Festival delle Città Palcoscenico” da lei egregiamente diretto da anni annorum, dovesse prospettarsi il congedo definitivo. Era stato lo stesso sindaco Pavan a dichiarare a mezzo stampa che “sul versante degli spettacoli, ci sarà da affrontare il passaggio di mano ai vertici di Operaestate”, esprimendo l'anteprima di un benservito alla storica direttrice in scadenza di incarico, la quale avrebbe appreso dai giornali quelle che erano le originarie intenzioni dell'amministrazione comunale nei suoi confronti.
Il direttore generale di Operaestate Festival Rosa Scapin (foto Alessandro Tich)
In un successivo comunicato stampa, conseguente al clamore suscitato da quella notizia, il sindaco Pavan avrebbe poi regolato il tiro dichiarando che l'amministrazione aveva in mente “grandi idee per festeggiare il quarantennale di Operaestate”, tributando a Rosa Scapin “il giusto omaggio”. “Il contratto di Rosa Scapin scade a marzo del 2020 e, alle condizioni attuali, non è più prorogabile - affermava ancora la Pavan nella nota stampa -. Per la selezione del direttore artistico di Operaestate sarà necessario quindi indire un bando pubblico, a cui la Scapin, se vorrà, potrà partecipare.”
Ma siccome tra il dire e il fare c'è di mezzo il Covid, poi le cose sono andate diversamente.
Operaestate 2020, la cui programmazione doveva essere presentata al Ministero per i finanziamenti entro il mese di gennaio, ha portato ancora la firma della direttrice Scapin e con la direttrice a prorogatio Scapin il programma del Festival del Quarantennale è stato quindi “riadattato” alle nuove regole di fruzione contingentata e distanziata degli spettacoli.
Poi è finalmente arrivato il bando pubblico, indetto dalla Sis, per la selezione del nuovo direttore generale e artistico di Operaestate Festival Veneto e CSC-Centro della Scena Contemporanea. E Rosa Scapin, dopo un comprensibile periodo di riflessione, ha deciso di parteciparvi. Vincendolo di nuovo.
Come attesta la graduatoria redatta dalla commissione giudicatrice, inserita nella dichiarazione di esito del bando firmata dall'amministratore unico di Sis Denis Bordignon, Rosa Scapin ha conseguito il massimo punteggio in un novero di dieci candidati.
Al secondo posto figura Alessandro Anderloni, direttore artistico del Teatro Comunale di Lonigo e del festival multidisciplinare Postounico, che si svolge nel Basso Vicentino.
Nei prossimi giorni Sis effettuerà tutti i passaggi necessari per il completamento dell'iter e la graduatoria ha validità biennale: per due anni, quindi, #Si Continua.
“È una notizia che mi fa piacere e che credo sarà accolta con soddisfazione sia a Bassano che tra gli addetti ai lavori che in questi anni hanno avuto modo di conoscerla e di apprezzarne le qualità - commenta sulla vincitrice Scapin, tramite comunicato stampa, il sindaco Elena Pavan -. Il primo posto in graduatoria è il segno della sua competenza e della sua esperienza, che viene così premiata.”
Il nome della Rosa ritorna dunque di attualità. Per la città di Bassano è una buona, anzi un'ottima notizia. Senza nulla togliere agli altri candidati, la storica direttrice del Festival - proprio in quanto “storica” - ha saputo sempre dimostrare negli anni una particolare attenzione nel costruire una rassegna di spettacoli multidisciplinare nei contenuti artistici e polivalente per i diversi pubblici a cui si rivolge, trasformando l'intrattenimento in un privilegiato canale di diffusione della cultura. Con lei e con il suo staff Operaestate non è diventato “solo” un festival, ma è assurto al ruolo di spazio internazionale privilegiato della città.
Progetti europei a profusione, partnership con l'estero, residenze artistiche, attività di rilevanza sociale come “Dance Well” e quant'altro: Operaestate, a dispetto del nome, dura in realtà tutto l'anno, scorre continuamente nelle vene della città e porta il nome di Bassano nel mondo.
E anche quest'anno, in cui sembrava impossibile non arrendersi al virus riguardo a una manifestazione che si rivolge per definizione al grande pubblico, la “competenza ed esperienza” del direttore generale hanno saputo ricalibrare la rotta, conducendo e accompagnando la nave regolarmente in porto.
Un “ben ritrovata” dunque a Rosa Scapin, distaccata e riservata interprete del suo ruolo, in un comparto della cosa pubblica dove il palcoscenico è riservato agli attori, ai musicisti e ai danzatori.
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