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Donazzan x 5
Due o tre cose sull'escalation politica della Elena di Pove all'interno di Fratelli d'Italia
Pubblicato il 02 ott 2020
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Eccola lì, sorridente in mezzo alla foto di gruppo. Elena Donazzan, la vera vincitrice delle elezioni regionali per le ragioni già spiegate in altri miei articoli, certifica anche il suo percorso di “scalata” all'interno di Fratelli d'Italia, il partito a cui ha aderito dopo essere stata eletta in Regione cinque anni fa con Forza Italia.
La foto in questione immortala l'incontro tenutosi a Mestre tra il senatore Luca De Carlo, coordinatore regionale per il Veneto del partito di Giorgia Meloni, e i cinque consiglieri di FdI eletti in consiglio regionale. Vale a dire, oltre alla Donazzan: Daniele Polato, Tommaso Razzolini, Enoch Soranzo e Raffaele Speranzon. Donazzan x 5: come il numero dei suoi mandati consegutivi in Regione e come il numero dei componenti della pattuglia di consiglieri regionali eletti del suo partito.
“Quello di oggi - ha affermato De Carlo a margine dell'incontro - è stato il primo di tanti incontri, un'utile occasione per congratularmi con gli eletti e per fare con loro un primo punto della situazione in Veneto, anche tracciando alcuni indirizzi politici sulle principali partite che li aspettano in consiglio regionale.” “Donazzan, Polato, Razzolini, Soranzo e Speranzon sono i nostri cinque alfieri in consiglio regionale del Veneto, e sono certo sapranno rappresentare al meglio Fratelli d’Italia nelle istituzioni regionali - ha concluso il coordinatore regionale -. Una squadra forte e coesa, competente e motivata, per un lavoro di ascolto e di proposta al servizio dei veneti”
Da sin.: Enoch Soranzo, Tommaso Razzolini, Elena Donazzan, Raffaele Speranzon, Luca De Carlo, Daniele Polato
Fin qui il breve resoconto del mini-vertice in quel di Mestre, come da comunicato stampa trasmesso in redazione. Un resoconto che - letto tra le righe - è un chiaro segnale degli scenari che si stanno aprendo all'interno del partito in Veneto, e in particolare nel Vicentino, dopo le divisioni che hanno preso corpo in campagna elettorale.
Che Elena Donazzan vada ad incontrare il coordinatore regionale del suo partito per “fare un punto della situazione in Veneto” e per “tracciare alcuni indirizzi politici” sulle principali partite che in Regione aspettano lei e i suoi altri quattri colleghi consiglieri eletti, è una cosa normale. Lo è normale oggi, però. Perché il ruolo di coordinatore regionale di Fratelli d'Italia per il Veneto, fino allo scorso mese di febbraio, era retto da Sergio Berlato.
Poi Berlato - grazie alla Brexit che a seguito dell'uscita dei sudditi della Regina Elisabetta dall'Unione Europea ha “liberato” i loro seggi a Strasburgo - è andato a fare l'europarlamentare, per la quarta volta.
E il “disaccordo” tra Elena Donazzan e Sergio Berlato (quello che lei, nell'intervista concessa a Bassanonet in campagna elettorale, aveva definito “incompatibilità ambientale”) è notorio.
Al punto che la struttura del partito in provincia di Vicenza, che fino adesso aveva sempre fatto riferimento a Berlato medesimo, aveva puntato tutte le sue carte sulla candidatura in Regione di Vicenzo Forte: braccio destro, genero e uomo di fiducia dell'eurodeputato vicentino. Relegando la Donazzan, che pure era assessore regionale uscente, nell'angolino degli outsider. Come sia andata poi a finire, lo sappiamo tutti.
Adesso i vincitori del confronto elettorale interno al partito in provincia di Vicenza passano all'incasso. Dal punto di vista istituzionale, Elena Donazzan - forte delle sue 10.743 preferenze - aspira nuovamente ad un posto nella giunta Zaia. Per lei si vocifera nientemeno che la vicepresidenza della Regione, ma si tratta di una scelta che dipende anche da diverse altre alchimie.
Dal punto di vista politico, invece, la pasionaria della destra bassanese sta costruendo il nuovo asse con il coordinatore regionale De Carlo, la qual cosa la mette ancora più in luce agli occhi del grande capo Giorgia Meloni.
Passa all'incasso anche Silvio Giovine, assessore comunale a Vicenza, candidato alle regionali “in abbinata” con la Donazzan, arrivato al terzo posto tra i più votati di lista nella nostra provincia dopo la Elena di Pove e dopo Joe Formaggio. Non è un segreto che Giovine, dopo l'ottimo risultato elettorale che lo ha visto superare il “berlatiano” Vincenzo Forte, stia aspirando all'incarico di coordinatore provinciale del partito. Vale a dire l'incarico politico che era di Forte e dal quale l'uomo di fiducia di Berlato nel Vicentino si era dimesso, a norma di statuto del partito, a seguito della sua candidatura alle regionali.
Per la serie: il braccio di ferro continua.
A proposito: se Elena Donazzan dovesse essere nominata per l'ennesima volta tra gli assessori della giunta regionale, al suo posto in consiglio regionale subentrerebbe per Fratelli d'Italia proprio il già consigliere veneto - e ormai famoso anche dalle nostre parti - Joe Formaggio, primo dei non eletti di FdI in provincia di Vicenza, uomo molto vicino al coordinatore regionale De Carlo. Mister Joe, tra l'altro, è abituato a salire in corsa quando il treno è già partito: anche nella scorsa legislatura regionale era stato il primo dei non eletti nel Vicentino per FdI e si era poi insediato in consiglio regionale subentrando proprio a Sergio Berlato, nel frattempo eletto al parlamento europeo previa uscita della Gran Bretagna.
Per Formaggio la nomina in giunta della Donazzan sarebbe quindi una combinazione perfetta: come il cacio sui maccheroni.
I rispettivi sogni di gloria dei due Fratelli di partito si incrociano tuttavia con le richieste della Lega, che punta all'insediamento in giunta regionale dei suoi due pupilli vicentino-bassanesi Manuela Lanzarin e Nicola Finco. Ma con più di due vicentini in giunta, il governo veneto profumerebbe troppo di baccalà. Dovesse prevalere la linea della Lega, la Donazzan - dopo 15 anni di frequentazione ininterrotta, nei suoi 20 anni già trascorsi da eletta a Venezia - verrebbe quindi esclusa dalla stanza dei bottoni. Ma c'è chi osserva che un'esclusione del genere rappresenterebbe uno sgarbo di Zaia all'alleata Giorgia Meloni ed è quindi impraticabile. Basterà l'exploit elettorale di Donazzan x 5 a giustificarne un'ennesima riconferma ai piani alti di Palazzo Balbi? Staremo a vedere. Anche perché la politica, diversamente dalla matematica, è sempre un'opinione.
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