Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 20-09-2020 15:04
in Attualità | Visto 892 volte

Difesa d'ufficio

Code e disagi nei giorni scorsi in via Verci: il disastroso servizio dell'Ufficio Elettorale di Bassano e la soluzione-tampone del Comune. Ma il problema della carenza di personale nella sede dell'Ufficio Anagrafe è ben più ampio

Difesa d'ufficio

Foto Alessandro Tich

Questa mattina all'Ufficio Anagrafe ovvero Servizi Demografici di Bassano del Grappa, che svolge anche la mansione di Ufficio Elettorale, la situazione era tranquilla.
C'era un solo operatore agli sportelli ma non c'era bisogno di rinforzi: poche persone hanno varcato la porta della struttura comunale di via Verci per richiedere la tessera elettorale o per rinnovare quella completata nei timbri.
Ma nei giorni scorsi non è stato così. In particolare nella mattinata di venerdì 18 settembre si sono verificate code all'esterno dell'ufficio, con lunghe attese sotto il sole per i molti bassanesi che hanno avuto la necessità di ricevere o rinnovare il certificato di voto.
Il disagio, che ha sollevato anche comprensibili proteste, è stato provocato non solo dalle modalità di accesso contingentato attualmente vigenti per la prevenzione Covid, ma anche e soprattutto dai ranghi ridotti (uso un eufemismo) del personale addetto al rilascio delle tessere. Una combinazione malefica per i tempi di erogazione del servizio.
L'amministrazione comunale, nella giornata di venerdì, è stata costretta a “rispondere in maniera efficace alle richieste dei cittadini” e ad attivare quindi una difesa d'ufficio.
Come informa infatti un comunicato stampa trasmesso dal Comune in quella data, “all'Ufficio Elettorale è stato rafforzato l'organico per la consegna delle tessere”.
È stato pertanto impiegato agli sportelli “tutto il contingente di personale disponibile, anche direttivo”, con sopralluogo in loco della sindaca in persona e con la supervisione nientemeno che del segretario generale Antonello Accadia. L'amministrazione si è inoltre adoperata “per potenziare il servizio con altre risorse umane a supporto delle attività materiali eseguibili”.
Una frase che vuol dire tutto e vuol dire niente. “Risulta non attuabile, infatti - conclude il comunicato stampa -, l’impiego di personale di altri uffici perché non in possesso delle necessarie competenze specialistiche.”
La struttura comunale di Pavan City è dunque accorsa al capezzale di un servizio pubblico che, senza adeguati supporti di rinforzo, stava per scoppiare. La classica soluzione-tampone di chi si accorge del problema “dopo”. Eppure l'aumento concentrato dell'utenza interessata nei giorni precedenti il voto, a fronte della scarsità del personale addetto (un solo operatore), era un problema ampiamente prevedibile.
Ma tant'è, anche perché la vera questione di fondo è un'altra. Ed è la cronica carenza di personale, con conseguente rallentamento dei servizi ai cittadini, che sta più in generale affliggendo negli ultimi mesi l'Ufficio Anagrafe, indipendentemente dalla situazione contingente collegata alle elezioni e al referendum. Segnalazioni di disservizi o di tempi di servizio dilungati all'eccesso agli sportelli di via Verci continuano a fioccare anche in questa redazione.
Provate, ad esempio, a richiedere il rilascio di una nuova carta d'identità e vedrete quando vi sarà rilasciata. Non serve puntare il dito sui tempi burocratici di Roma quando anche a casa nostra si abusa del tempo e della pazienza della gente. Serve prendere in mano la questione del potenziamento dell'Ufficio Anagrafe, per farlo tornare perlomeno agli standard di servizio a cui eravamo abituati, una volta per tutte. E un'amministrazione comunale che si proclama “vicina ai cittadini” dovrebbe dimostrarlo con i fatti, partendo dai fondamentali.

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