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Con la restrizione dello spazio e la dilatazione del tempo imposte da queste settimane di quarantena domestica da Covid-19, stiamo come non mai approfittando dell’occasione per dedicarci ad ameni hobby. C’è chi cura il giardino di casa, chi si auto-crocifigge guardando le notizie alla televisione, chi fa le parole crociate e chi invece si diverte ad arricchire i social di contenuti molte volte localizzati ai confini della realtà. Qualsiasi cosa può servire ad accendere la miccia del vuoto a perdere su Facebook, figuriamoci quando questa cosa veicola un messaggio simbolico.
È il caso del Ponte di Rialto a Venezia, che dallo scorso 16 aprile è illuminato di sera col tricolore in segno di vicinanza - come ha spiegato il sindaco Luigi Brugnaro - alla cittadinanza e agli operatori sanitari che, quotidianamente, combattono in prima linea contro l’emergenza Coronavirus. “Venezia - ha ancora dichiarato il primo cittadino del capoluogo lagunare - è una città resiliente che dimostra di voler guardare fiduciosa al futuro.” L’immagine è diventata virale sui social network, con commenti di meraviglia e di ringraziamento da ogni dove, e ha fatto subito il giro del mondo: del resto, Venezia è sempre Venezia. L’effetto speciale garantito da uno dei ponti più famosi del pianeta e sicuramente d’impatto, ma non è una novità.
fonte immagine: vvox.it
Il Ponte di Rialto è infatti uno dei tanti monumenti italiani che in questo periodo di sacrificio nazionale sono illuminati alla sera di bianco, rosso e verde. Ma noi veneti, come ben sappiamo, siamo speciali. Altrimenti non avremmo potuto costruire, nei secoli passati, i fasti della Serenissima. E così il ponte tricolore, invece di unire gli animi - nel nome di quella solidarietà che da due mesi viene spacciata tra i valori del nostro Paese nei servizi e negli spot televisivi -, li ha divisi.
A quanto pare infatti, l’immagine del Ponte di Rialto trasformato in bandiera nazionale ha costituito una specie di affronto per i movimenti venetisti, che riemergono periodicamente alla luce come un fiume carsico. Dando sfogo, per l’appunto, a tutta una serie di attacchi e di contumelie sui social. C’è chi ha scritto che si tratta nientemeno di un “vilipendio”, chi ha sostenuto che è una cosa “vomitevole”, chi condanna l’iniziativa come “uno scempio”.
Nell’occasione si è fatto sentire persino il redivivo Franco Rocchetta, uno dei padri fondatori del venetismo, secondo il quale quel ponte così illuminato rappresenta “un’orgia nazionalista e una pratica tipicamente coloniale”. Va detto, a onor del vero, che la maggioranza dei commenti su Facebook è favorevole all’iniziativa del Comune di Venezia, ma lo zoccolo duro dei filo-Serenissimi ha richiamato inevitabilmente l’attenzione dei media, la cui principale missione nei tempi del Coronavirus sembra essere quella di cercare e di alimentare le polemiche.
Fino a che, in questo esclusivo menù di parole al vento, non è arrivata la ciliegina sulla torta.
È a questo punto, infatti, che entra in scena Ilaria Brunelli, consigliera comunale di Bassano del Grappa, capogruppo della civica di maggioranza #Pavan Sindaco e venetista da tempi non sospetti. La quale (vedasi foto in calce a questo articolo) tra un momento e l’altro della quarantena ha avuto il tempo e il modo di pubblicare due immagini sulla propria pagina Facebook: la prima ritrae il Ponte di Rialto illuminato con la bandiera tricolore, mentre la seconda è una fotocomposizione che raffigura lo stesso ponte illuminato col vessillo del Veneto, alias la bandiera del Leon. Scrive al riguardo la Brunelli: “Gnanca confronto!!! Cuałe ve piaze de pì?!”. Con standing ovation, a giudicare dai vari entusiastici commenti al post, dei seguaci della corrente di pensiero “Viva San Marco”.
La già Fantasindaco di Bassano, dunque, si è inventata un Fantaponte di Rialto a sostegno ideale della causa autonomista. In piena coerenza con un altro post della sua pagina Fb, nel quale Ilaria la pasionaria, in stato di grazia contro il centralismo romano nell’emergenza virus, esorta a fare quanto segue: “Se volete sventolare qualcosa, sventolate il Leone di San Marco!”. Insomma: viva el Leon, che magna el tampon.
Qui potrebbe finire la nostra storia, che potrebbe limitarsi al ruolo di curiosità folcloristica in un momento in cui sono ben altri gli argomenti prioritari per il nostro Paese. E invece no.
Perché sulla performance social della Brunelli si registra una dura presa di posizione, espressa tramite un comunicato stampa trasmesso oggi alle redazioni, da parte di Oliviero Cassarà, presidente dell’associazione veneziana “Comitato Bandiera Italiana 17 marzo”.
Cassarà ha inviato una lettera al sindaco di Bassano Elena Pavan per segnalare “la condotta della consigliera comunale Ilaria Brunelli, che (…) risulta essere capogruppo della lista civica #Pavan Sindaco”. “Non vogliamo negare il diritto all’ironia della consigliera - scrive Cassarà - se non fosse per i tanti commenti eloquenti e ancora visibili che purtroppo hanno corredato il post Facebook, tra cui anche una netta posizione politica nella quale la Brunelli scrive chiaramente che il post vuole essere una risposta all’iniziativa comunale veneziana e che a suo vedere l’iniziativa è un’assurdità storica e odierna.”
Cassarà sottolinea al sindaco Pavan che “il 25 Aprile per noi veneti è una giornata doppiamente speciale in quanto si ricorda l’anniversario della Liberazione e il Santo Patrono Marco, giornata nella quale si uniscono il nazionale e il locale come fu per la famosa bandiera della Repubblica Veneta del 1848 che consiste in un tricolore con inserito in alto a destra il Leone di San Marco, a simboleggiare un connubio perfetto tra identità locale e idea nazionale”. “Riteniamo quindi irrispettosa tale presa di posizione - prosegue la lettera - in quanto il tricolore è stato proiettato sui maggiori monumenti italiani in un gesto che vuole essere un pacifico omaggio al personale sanitario che si sta sacrificando per noi. Tale nobile gesto nulla ha a che fare con le strumentalizzazioni politiche.” Il presidente del “Comitato Bandiera Italiana 17 marzo” conclude la lettera chiedendo al sindaco di Bassano “se tale posizione sia da ritenersi personale o supportata anche dalla lista civica in questione, da lei e da tutta l’amministrazione comunale di Bassano del Grappa”.
Dunque, egregi lettori, in questi tempi di Coronavirus devo riferirvi anche di queste cose.
Non avrei mai pensato che in questa fase epocale della nostra storia avremmo dedicato del tempo, e cioè il valore oggi per noi più prezioso, ad occuparci dei colori proiettati su un ponte sul Canal Grande, ma devo arrendermi all’evidenza. E alla fine non mi resta che citare il poeta: sul ponte sventola bandiera bianca.
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