Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 20-10-2018 23:02
in Attualità | Visto 2.101 volte
 

Arrivano i rostri

Dopo l'ordinanza del Tribunale il Ponte di Bassano diventa una questione politica. Per l'Amministrazione è il momento dei proclami di vittoria e arriva anche la benedizione del PD

Arrivano i rostri

Foto Alessandro Tich

Sarà anche un aspirante Monumento Nazionale, ma in questo momento il Ponte Vecchio di Bassano è diventato una questione politica.
L'ordinanza del Tribunale di Vicenza che dà ragione al Comune di Bassano contro Vardanega sulla questione della fideiussione in garanzia da incassare, entrando pesantemente nel merito dell'appalto e dei lavori, ha generato in via Matteotti un'ondata di trionfalismo senza precedenti. Che i rappresentanti dell'ente pubblico esprimano la propria soddisfazione per l'esito della vertenza giudiziaria è cosa buona e giusta: ma da qui a usare toni di autentica autoesaltazione, e di denigrazione per tutto ciò che non attiene ad un racconto compiacente della realtà, ce ne vuole.
Eppure oggi abbiamo sentito con le nostre orecchie il vicesindaco Campagnolo dichiarare in conferenza stampa che il provvedimento dei giudici “mette in fila tutto, anche quello che era stato presentato come scoop quando scoop non era”. Dove per “scoop”, evidentemente, si intendono notizie - sempre documentate con carte alla mano e fino ad oggi mai smentite - che non seguono la corrente del pensiero unico comunale. Come accade, per esempio, sul portale che state leggendo.
E quando lo stesso vicesindaco afferma che confrontandosi con gli uffici tecnici e all'interno della giunta trovava la conferma della bontà dell'azione amministrativa, altresì “avversata” da alcune fonti di comunicazione esterne (“ogni volta trovavamo una risposta positiva al nostro operato, mettendo in fila le cose che si scontravano con una rappresentazione della realtà, particolarmente in rete, non in linea con i nostri ragionamenti”), vuol dire che non vuole o non riesce ancora a capire le regole del gioco.
Il tentativo in atto della controffensiva mediatica conseguente alla decisione dei giudici è quello di gettare definitivamente un fascio di luce positiva, da irradiare fino alla prossima campagna elettorale, su una vicenda che invece presenta ancora diversi angoli di oscurità: questioni in sospeso, obblighi disattesi (qualcuno ha notizia della perizia statica asseverata e giurata, e predisposta in contraddittorio coi proprietari degli immobili, sugli edifici della spalla destra di Angarano, imposta al Comune dalla convenzione con Nardini prima dell'inizio dei lavori?), tempistiche future che sono certe ancora solo sulla carta.
Ma il tentativo è anche quello di costruire due recinti separati, in cui collocare rispettivamente il movimento di opinione “pro” e quello “contro” il progetto di restauro, bollando implicitamente quest'ultimo come una sorta di raduno di tifosi (o “corifei”, come ha scritto qualcuno sulla stampa) della Vardanega. Niente di più fuorviante.
Ma questo è il momento dei proclami di vittoria: e l'ordinanza della Seconda Sezione Civile del Tribunale di Vicenza ha avuto l'effetto di un agente scatenante, o meglio ancora di un provvidenziale puntello sotto l'impalcato della cosa pubblica e di chi la gestisce politicamente. Prova ne sia il tempestivo intervento del Circolo del Partito Democratico di Bassano del Grappa, che a poche ore dall'improvvisa conferenza stampa di questa mattina del vicesindaco Campagnolo ha trasmesso un comunicato stampa, per il tramite del segretario cittadino del PD Luigi Tasca, che benedice in chiave politica l'esito del procedimento giudiziario. Arrivano i rostri: tutta la cavalleria a sostegno di un consenso di immagine che senza le carte del Tribunale rischierebbe - come il nostro malmesso Ponte - di essere preda di cedimenti, mentre in tutta questa storia permane stazionario l'assordante silenzio delle minoranze.

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del Circolo di Bassano del Grappa del Partito Democratico:

COMUNICATO

Il pronunciamento della Sezione Civile del Tribunale di Vicenza certifica la bontà dell'operato dell'Amministrazione comunale bassanese nei riguardi del restauro del Ponte degli Alpini. Nel dettaglio i giudici rigettano il ricorso della ditta Vardanega, obbligandola alla rifusione al Comune di Bassano di euro 453.592,32 e attestano che ogni lagnanza della ditta nei confronti dell'operato del Comune era ingiustificata e priva di fondamento.
Soldi che entreranno nelle casse del Comune di Bassano, soldi di tutta la cittadinanza bassanese.
Con la sentenza 2018/5735 si dimostra ulteriormente che il mancato restauro del Ponte Vecchio non è stato colpa dei tecnici e degli amministratori comunali bassanesi e nemmeno colpa di un progetto sbagliato.
Ora però è arrivato il momento di restaurare il Ponte, il desiderio di ogni cittadino bassanese: abbiamo i fondi, il progetto e una ditta seria, si proceda celeri. Bassano, i suoi cittadini, il Ponte in primis, ne hanno bisogno.

Circolo PD
Bassano del Grappa