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A tutto Gash

Succede a Bassano: il locale Burger King deve sospendere l'attività, su ordine del Comune, però rimane aperto. E vi spiego il perché

Pubblicato il 15 set 2018
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È proprio vero: a Bassano del Grappa il celebre avvocato Azzeccagarbugli troverebbe hamburger per i suoi denti. Abbiamo infatti scritto nei giorni scorsi del forzato obbligo di sospensione dell'attività del fast food Burger King di via Ca' Dolfin all'incrocio-rotatoria con via Cristoforo Colombo, gestito dalla società Gash Srl di Torri di Quartesolo, a seguito dell'intricata vicenda burocratico-urbanistica relativa alla variante comunale per la costruzione dell'edificio dove ha sede il pubblico esercizio, preso in locazione dall'impresa di ristorazione senza essere stata informata dai proprietari delle pendenze in corso con la giustizia amministrativa.
Una sentenza e due ordinanze del Tar (a seguito di due ricorsi della Beyfin Spa), un'ordinanza del Consiglio di Stato e infine il provvedimento comunale dello scorso 4 settembre di “sospensione dell'attività di bar-ristorante”: sono stati gli atti di un complesso e prolungato iter che ha portato ad un unico risultato. E cioè all'imposizione della chiusura dell'attività del pubblico esercizio fintanto che la procedura urbanistica (di cui in questa sede vi risparmiamo i dettagli, già spiegati in altri articoli) non sarà regolarizzata. Il consiglio comunale “fast and furious” dello scorso 6 settembre, convocato in seduta urgente e straordinaria, ha riapprovato la variante urbanistica dopo che finalmente sono stati espletati tutti i passaggi preliminari.
Ma l'efficacia della delibera consiliare scatta il 22 settembre, e cioè 15 giorni dopo la pubblicazione dell'atto nell'albo pretorio online del Comune. In questo periodo di attesa dell'entrata in vigore della variante urbanistico-edilizia il Burger King avrebbe dovuto chiudere i battenti. Precisamente dal 7 settembre, tre giorni dopo l'emissione del provvedimento comunale di “sospensione attività”. E invece il fast food di via Ca' Dolfin continua ad essere aperto e a lavorare regolarmente. A tutto Gash.

Foto Alessandro Tich

Ed è la conseguenza di un ulteriore ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (il terzo, in questa vicenda), presentato questa volta dalla Gash Srl, in persona del legale rappresentante Alessia Vaccaro, che lo scorso 7 settembre ha impugnato il provvedimento di chiusura presso il Tar del Veneto chiedendone l'annullamento. Il presidente della seconda sezione del Tar del Veneto ha respinto l'istanza di “provvedimento cautelare urgente” proposto dalla ditta di ristorazione, fissando la trattazione collegiale del ricorso in camera di consiglio il prossimo 27 settembre. Contemporaneamente, sempre il 7 settembre, la Gash ha anche trasmesso al Comune di Bassano una “istanza di proroga del termine da cui decorre la sospensione attività”, motivata “dalle esigenze organizzative connesse con la gestione dell'esercizio, poiché da coordinarsi con le altre unità gestite dalla scrivente, anche al fine di evitare l'aggravio delle conseguenze sociali per il personale coinvolto, organizzando fin dove possibile il ricollocamento”. Ma anche “dalle esigenze di mantenimento e/o consumo delle derrate deperibili, data la tipologia di attività esercitata” e “dalla corretta gestione delle attrezzature implicate nell'attività, anche ai fini della sicurezza”.
Morale della tavola: il dirigente Area 5 Urbanistica del Comune ing. Walter Stocco, con un nuovo provvedimento, ha comunicato mercoledì scorso 12 settembre ai soggetti interessati (Gash Srl, i proprietari dell'immobile Fantinato Pio & C. Snc e Biasion Antonio Srl e la controparte Beyfin Spa) l'avvio del procedimento di proroga del termine di inizio della sospensione attività. La temporanea chiusura forzata del locale, in sostanza, viene rinviata. Precisamente di 30 giorni dalla data di inizio del procedimento di proroga, scadenza fissata dagli uffici comunali: dieci dei quali come termine utile per presentare osservazioni. L'atto dirigenziale, agli occhi di un non addetto ai lavori, appare inoltre come un modello di contraddizione. Comunica l'avvio del procedimento di proroga e contemporaneamente, sullo stesso documento, afferma che - per varie ragioni - le motivazioni della ditta Gash Srl nella richiesta di proroga del termine di inizio sospensione attività “non risultano accoglibili”. Chi ci capisce è bravo. Azzeccagarbugli, aiutaci tu. Comunque sia, il locale continua a lavorare e il 12 ottobre, quando scadrà il termine dei 30 giorni del procedimento di proroga della chiusura, la variante urbanistica approvata nel consiglio comunale urgente del 6 settembre sarà nel frattempo già entrata in vigore. L'edificio commerciale delle due società proprietarie Fantinato e Biasion risulterà finalmente “regolarizzato” e tutto finirà a tarallucci e burger.
A meno che...

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