Attualità

Il Canale di Suez

Ok il collaudo sul ponticello pedonale ferroviario di San Vito in città. Da oggi l'agognata passerella è finalmente aperta al transito

Pubblicato il 27 apr 2018
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Stappate pure le bottiglie di spumante: quello che vedete pubblicato qui sopra non è un fotomontaggio. Non è fiction ma è reality e la foto l'abbiamo scattata questo pomeriggio. Ebbene sì: il ponticello pedonale ferroviario tra via IV Armata e via Gramsci a Bassano, noto anche come ponticello di San Vito, frequentata scorciatoia tra il quartiere San Vito e il centro storico, da oggi è finalmente aperto e libero al transito. Allestito e montato ancora lo scorso 21 marzo, ha dovuto attendere più di un mese perché venisse svolta la procedura di collaudo, ad opera di un perito esterno, per la verifica dell'adeguatezza della struttura nei confronti di tutte le specifiche e prescrizioni imposte da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) dal punto di vista normativo-amministrativo.
Il collaudo si è quindi concluso con la valutazione positiva del professionista incaricato e in data odierna sono state rimosse le transenne col segnale di divieto di transito che formalmente impedivano ancora il passaggio anche se, “di straforo”, in molti hanno già attraversato la passerella nelle settimane e nei giorni scorsi.
Si conclude così una delle più estenuanti telenovele amministrative degli ultimi anni in città (la vicenda del restauro del Ponte degli Alpini è fuori classifica), conseguente alla chiusura e allo smantellamento del vecchio ponticello - classificato come “pericolante” da Rfi - ancora nel dicembre 2014 e al successivo iter, di competenza del Comune, per la realizzazione del nuovo sovrappasso.

Foto Alessandro Tich

L'inizio della storia del “nuovo” ponticello risale al dicembre 2015, quando l'Amministrazione comunale aveva approvato il progetto preliminare, affidato all'ing. Renato Gia di Selvazzano Dentro (PD), per la realizzazione di una nuova “passerella metallica” in acciaio Cor-Ten, con l'aggiunta a lato delle due scale di uno scivolo per le biciclette. Ne è seguita un tiritera tecnico-amministrativa senza fine (barriere architettoniche sì-barriere architettoniche no, modifiche al progetto eccetera) che - per vari motivi, non ultime per le restrittive condizioni della società che sotto il sovrappasso fa passare i suoi treni - si sono protratte fino a questi giorni.
Ma adesso tutto ciò appartiene al passato. A un lungo, spossante e quasi eterno passato. Non serve più circumnavigare la zona compresa tra viale Venezia e via Passalacqua.
Dopo tre anni e quattro mesi, Bassano ha riaperto il suo Canale di Suez.

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